Hogan, Gucci, Prada, Nike: Antitrust vs contraffazione online

Hogan, Gucci, Prada, Nike: sono i marchi oggetto di un’ampia azione di tutela da parte dell’Autorità Antitrust che ha individuato una serie di siti clone che vendevano, spacciandoli per originali, prodotti contraffatti. I siti internet erano in realtà cloni degli originali e ingannavano i consumatori facendo loro credere di poter fare acquisti a prezzo di outlet. A 33 siti che vendevano false Nike l’Antitrust ha chiesto la sospensione di ogni attività che li renda accessibili dal territorio italiano.

Le segnalazioni sui siti internet sono arrivate dall’Adoc e da Indicam, Istituto di Centromarca per la lotta alla contraffazione. Ai tre siti che vendevano false Hogan, Gucci e Prada sono state contestate la vendita di prodotti contraffatti e l’omissione di informazioni sull’identificazione del professionista e di tutti i diritti del consumatore previsti nella fase post vendita. Per ognuno dei tre siti, i titolari sono stati sanzionati con una multa di 100 mila euro ciascuno.

I tre siti sono 1hogan.com, guccioutlet-italy.com (che rinviava automaticamente al nome a dominio guccioutlet-italy.org) e pradaborselinea.com.  In ognuno dei siti, il procedimento dell’Antitrust ha riguardato la pubblicizzazione dei prodotti – di volta in volta a marchio Hogan, Gucci e Prada – venduti come se fossero originali e con prezzi particolarmente convenienti. Nelle segnalazioni inoltrate dall’Adoc e da Indicam, si lamentava invece che le informazioni presenti sui siti fossero idonee ad indurre in errore i consumatori perché si trattava in realtà di prodotti contraffatti. Inoltre, l’Adoc ha evidenziato l’ingannevolezza delle informazioni contenute nei siti in merito alle garanzie e all’esercizio del diritto di recesso. I siti, infine, non consentivano di identificare il professionista e non ne indicavano la sede.

Secondo l’Antitrust, in ognuno dei tre casi il professionista ha fornito informazioni ingannevoli sulla reale natura e sulle caratteristiche dei prodotti offerti, facendo presumere al consumatore, contrariamente al vero, di essere distributori autorizzati del marchio e di vendere prodotti originali. I titolari dei marchi hanno invece fatto visionare i siti dai tecnici e hanno segnalato all’Antitrust che tutti i prodotti venduti risultavano contraffatti. I siti erano infatti dei veri e propri cloni degli originali: informazioni e immagini riportate erano idonee a indurre in errore il consumatore, e a questo si aggiungeva il fatto che il prezzo degli articoli proposti si poneva in linea con i prezzi outlet dei prodotti dei grandi marchi italiani, avvalorando ulteriormente la percezione dei destinatari di essere entrati in un sito outlet di articoli originali e non certamente in un sito che vendeva prodotti contraffatti.

Sempre su segnalazione di Adoc e Indicam, l’Antitrust ha deciso che i titolari di ben 33 siti di scarpe contraffatte a marchio Nike sospendano entro tre giorni ogni attività diretta a diffondere i contenuti dei siti internet individuati da nomi a dominio accessibili mediante richieste di connessione provenienti  dal territorio italiano, e che sia impedito l’accesso ai siti stessi da parte degli utenti mediante richieste di connessione alla rete internet provenienti dal territorio italiano. Anche in questo caso, spiega l’Antitrust, “i siti in questione, per come sono strutturati si presentano come degli outlet della grande marca che consentono di effettuare acquisti con diverse monete avvalorando così l’idea nei visitatori dei siti in questione, che si tratti di operatori che sfruttando gli indubbi vantaggi derivanti dalla globalizzazione dei mercati consentono agli acquirenti di comprare i prodotti offerti in vendita a prezzi particolarmente convenienti”. In realtà i siti ingannavano i consumatori con immagini tratte dal sito Nike originale, inducendoli a ritenere che i prodotti raffigurati fossero prodotti originali a prezzo outlet.

C’è di più. Come spiega l’Antitrust, “dalla segnalazione presentata dall’Adoc risulta che recentemente sono state sequestrate 1 milione e 700 mila calzature, il 95% delle quali prodotte in Cina, che recavano marchi contraffatti, soprattutto Nike. I sequestri sono avvenuti ad opera degli organi di polizia preposti ed i prodotti sono stati sottoposti a specifiche analisi di laboratorio dalle quali sarebbe emerso che numerosi campioni di calzature importate dalla Cina, fra cui scarpe e scarpine per bambini anche a marchio Nike, destinate alla vendita nei mercati di tutta Europa, contengono percentuali allarmanti di cromo esavalente, sostanza altamente cancerogena. Nel caso di specie, da informazioni a mezzo stampa, sembra che la Procura competente abbia contestato agli importatori, oltre ai reati di commercio di prodotti contraffatti, ricettazione e frode in commercio, anche il reato di commercio di prodotti pericolosi ed il delitto colposo contro la salute pubblica come conseguenza dell’adulterazione dei beni”.

Registriamo una nuova vittoria per i consumatori, le sanzioni inflitte dall’Antitrust per la vendita online di prodotti Made in Italy contraffatti seguono le disposizioni che avevano imposto la chiusura dei relativi siti – dichiara Lamberto Santini, presidente dell’Adoc – l’Adoc aveva denunciato all’Autorità la sussistenza di tali siti stranieri che commercializzavano prodotti Made in Italy falsi, in quanto le informazioni contenute erano fuorvianti per gli acquirenti, che credevano di poter comprare prodotti originali. L’Antitrust si dimostra ancora una volta baluardo a difesa dei diritti dei consumatori, la sua azione è vitale nella lotta alla contraffazione e alla tutela dei nostri prodotti”.

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