Il ddl concorrenza è legge. Consumatori critici

Il ddl sulla concorrenza è legge. Oggi il Senato, con 146 voti favorevoli e 113 voti contrari, ha rinnovato la fiducia al Governo approvando definitivamente il disegno di legge annuale sul mercato e la concorrenza nel testo identico a quello approvato dalla Camera. Per il Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda l’approvazione del ddl “è un importante segnale di serietà per il Paese”. Le associazioni dei consumatori sono invece molto critiche nei confronti del provvedimento, arrivato al traguardo dopo un percorso lunghissimo.

Come ricorda l’Ansa, “il ddl concorrenza è stato approvato a due anni dalla sua nascita e dopo vari stop and go. Le ultime novità approvate dalla Camera a fine giugno riguardano vari capitoli: sulle assicurazioni si chiarisce che le polizze sui rischi accessori non si rinnovano tacitamente ma si risolvono automaticamente alla loro scadenza; sull’energia si prevede la fine dell’obbligo di passare al mercato di salvaguardia per quei consumatori che al 1° luglio 2019 non avranno ancora scelto il proprio fornitore; la modifica sul telemarketing sopprime un comma con cui venivano stabilite alcune caratteristiche necessarie delle telefonate non sollecitate dagli stessi clienti e infine, l’esercizio dell’attività di odontoiatra da parte delle società viene consentito solo se sono dotate di un direttore sanitario iscritto all’albo”.

Fra le principali misure del provvedimento va segnalata la fine del mercato tutelato del’energia elettrica e del gas, fissata al 1° luglio 2019. Viene poi previsto, da settembre 2017, lo stop al monopolio di Poste sull’invio di multe e notifiche. In tema assicurazioni ed rc auto, il provvedimento prevede sconti per chi installa la scatola nera e per chi non fa incidenti da quattro anni e vive nelle province a più alto tasso di sinistri. Altro settore toccato è quello delle farmacie, dove si prevede un tetto del 20% su base regionale alle società di capitale, mentre non cambia nulla per i farmaci di fascia C che continueranno a essere venduti solo nelle farmacie. La legge contiene anche una norma “Booking” in favore degli albergatori che vieta il parity rate: gli albergatori potranno dunque praticare anche prezzi migliori rispetto a quelli offerti online.

E’ stata approvata oggi per la prima volta in Italia  la Legge annuale per il mercato e la concorrenza. Dopo un iter travagliato di quasi tre anni è un importante segnale di serietà per il Paese – ha detto il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda – La legge introduce significative novità in tema di assicurazioni, professioni, energia, comunicazioni, ambiente, trasporti, turismo, poste, banche e farmacie con l’obiettivo di stimolare la crescita e la produttività e consentire  ai consumatori di avere accesso a beni e servizi a minor costo. Il MISE è fin d’ora al lavoro per definire nei tempi più brevi possibili tutti i decreti attuativi necessari per la piena efficacia della legge. Nel futuro occorrerà comunque ragionare sull’opportunità di procedere con un approccio settoriale eventualmente mediante decreti legge elaborati tenendo conto delle indicazioni dell’Antitrust”.

Da parte delle associazioni dei consumatori, però, le prime reazioni (in realtà ampiamente annunciate durante il travagliato iter della legge) sono negative. Per Federconsumatori si tratta di un provvedimento che “non apporta alcuna novità positiva per i cittadini e sembra scritto su misura delle grandi aziende, specialmente in campo energetico, assicurativo e farmaceutico”. Sostiene il presidente Federconsumatori Emilio Viafora:  “La novità apportata dal Decreto che riporterà le conseguenze più dannose per i cittadini è quella che riguarda l’abolizione del mercato tutelato, che consegnerà i cittadini in pasto ad un mercato libero in cui non vi è la minima ombra di competitività e convenienza, ma è ricco di pratiche commerciali scorrette ed abusi”. Per Federconsumatori “di fatto, l’85% dei circa 23 milioni di clienti del mercato di maggior tutela saranno “regalati” al maggiore operatore nel settore dell’Energia: dal 2019 chi non avrà scelto personalmente una propria compagnia sarà assegnato d’ufficio a quella che in precedenza garantiva la fornitura per conto dell’Acquirente Unico. Se volessimo dare alle cose il proprio nome, questo si chiamerebbe monopolio, no concorrenza”.

Negativa anche la reazione dell’Unione Nazionale Consumatori che parla di “un brutto giorno per i consumatori”. Dice il presidente dell’associazione Massimiliano Dona: “Basterebbe la fine del mercato tutelato nel settore dell’energia, per esprimere un giudizio negativo, considerato che non vi può essere alcuna concorrenza fino a che, per la luce, i primi cinque operatori detengono l’87,8% del settore domestico e per il gas i primi tre gruppi controllano il 44,8% del mercato. Ma i punti dolenti sono veramente tanti, troppi: dal tetto regionale del 20% per le società di capitale che controllano le farmacie, troppo elevato, alla norma pro albergatori che, consentendo loro di praticare prezzi differenti rispetto a quelli offerti on line, impedirà al consumatore di poter confrontare i prezzi in modo trasparente sui siti comparatori, risparmiando sulle vacanze come avvenuto in questi anni”.

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