Osservatorio: Censis, carte di credito sempre più utilizzate in Italia

Il mercato dei pagamenti elettronici vola. Lo scetticismo della prima ora sta pian piano dissipandosi e la gente si riscopre tecnologicamente avanzata per ciò che concerne l’utilizzo di carte e prepagate. Sono molti anche quelli che mettono le carte di credito a confronto utilizzando i comparatori online, apprendendo in pochi clic tutto ciò che occorre per non commettere errori al momento dell’utilizzo o, prima ancora, quando si tratta di scegliere a quale banca rivolgersi per l’ottenimento della tessera.

Secondo quanto documentato dall’indagine Censis-Abi, gli italiani sono sempre più a proprio agio nell’utilizzo di forme di pagamento virtuali. Complice il boom di smartphone e tablet, i consumatori italiani stanno utilizzando con sempre maggiore frequenza le carte di pagamento. È quanto emerge dall’ultima indagine dell’Osservatorio Censis-Abi, presentata venerdì scorso in occasione convegno Carte 2012 organizzato dall’Abi e dal Consorzio Bancomat al Palazzo dei Congressi di Roma.

I pagamenti effettuati l’anno scorso con la moneta elettronica (che include carte di credito e bancomat) segnano il +4% rispetto al 2010, quando si attestavano all’1,4%. Anche se persiste una certa diffidenza nei confronti della tracciabilità delle operazioni, l’indagine rileva che la maggior parte dei consumatori italiani non può più rinunciare agli strumenti elettronici.

In particolare, il 41% dei pagamenti cashless (ossia quelli che avvengono senza l’utilizzo del contante) avviene col denaro di plastica, il 30% tramite bonifico e il 14% attraverso addebiti diretti.

Il successo degli strumenti di pagamento elettronici è comprovato dal fatto che oggi il 62% della popolazione italiana naviga abitualmente su internet, non solo per divertimento o per informarsi, ma anche per lo shopping online (15%) o per prenotare una vacanza (11,5%). Ciò conferma che è diminuito il timore nei confronti delle attività di compravendita che avvengono su internet, al di fuori dei locali commerciali.

Sempre più utenti (dal 17% del 2011 al 20% del 2012) accedono a Internet per “consultare il conto corrente bancario”, “comprare e vendere titoli”, ma anche “fare bonifici e pagamenti”. Non decolla, invece, la “burocrazia digitale”, che è utilizzata da appena il 6,1% degli utenti.

“La lotta al contante – ha commentato il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini – è una vera e propria battaglia di civiltà. Anche grazie ai recenti interventi normativi, molto è stato fatto per favorire il maggior utilizzo degli strumenti alternativi. Tuttavia l’Italia è ancora in ritardo rispetto al resto d’Europa. L’affermarsi di sistemi di pagamento più evoluti e moderni, oltre che un vantaggio di comodità e sicurezza per famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni, rappresenta anche un importante volano di crescita e sviluppo per il paese, specie in una fase difficile per l’economia”.

 

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