Si sono chiuse le indagini su Banca Etruria, con 22 richieste di rinvio a giudizio per gli accusati di bancarotta fraudolenta. La principale causa del fallimento della popolare aretina, e quindi dell’avvio dell’inchiesta, è stata l’erogazione di crediti contestati o l’agevolazione degli stessi.

“Nello specifico”, spiega Codici, “le aperture sono state concesse: alla società Sacci per 60 milioni, alla Privilege Yard per 30 milioni e altri finanziamenti concessi alla San Carlo Borromeo, a Isoldi, a città Sant’Angelo a un cantiere navale a Civitavecchia, alla Pegasus, alla High Facing e alla Castelnuovese. Si parla di 180 milioni di prestiti concessi e mai rientrati. Il fallimento della banca ha polverizzato oltre 400 milioni di euro e mandato sul lastrico 150 mila risparmiatori”.

Per questo Codici ha deciso di invitare gli obbligazionisti che vogliono costituirsi parte civile nel processo a contattare l’associazione, per usufruire della’assistenza legale gratuita.

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