Facebook: oggi l’audizione a Bruxelles. E gli attivisti attaccano il social network
Tra poco meno di due ore Mark Zuckerberg si presenterà al Parlamento europeo per chiarire le questioni legate all’uso dei dati personali. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming sul sito internet del Parlamento Ue dalle 18.15 alle 19. All’audizione saranno presenti il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, i capigruppo e presidente e relatore della commissione LIBE (Libertà civile, giustizia e affari interni) ma nessun rappresentante del mondo dei consumatori- utenti, sebbene essi siano di fatto i reali soggetti colpiti dallo scandalo Cambridge Analytica.Così, in attesa di avere rassicurazioni e risposte dal CEO di Facebook sulla situazione generata dal caso Cambridge Analytica in Europa, il mondo delle associazioni e degli attivisti si mobilita.
Ivo Tarantino, responsabile relazioni esterne di Altroconsumo, commenta: “Abbiamo chiesto a gran voce, con le Organizzazioni partner in Belgio, Spagna, Portogallo e Brasile, di partecipare all’incontro in quanto rappresentanti dei consumatori. I soggetti coinvolti e penalizzati sono stati proprio gli utenti, ignari dell’utilizzo non trasparente dei propri dati, e noi vogliamo giocare un ruolo attivo nel difendere i loro interessi nel mercato emergente dei dati”.
Esploso lo scandalo CA, Altroconsumo e le Organizzazioni partner in Belgio, Spagna, Portogallo e Brasile avevano inviato a Facebook una formale diffida con richieste chiare, a nome del milione e mezzo di consumatori rappresentati. Stesse richieste ribadite durante l’incontro con Facebook l’11 aprile scorso, sempre a Bruxelles.
Sulla questione Facebook- Cambridge Analytica c’è chi protesta ancora più pesantemente e propone una campagna per chiudere definitivamente Facebook, argomentando che il social network “ha assunto troppo potere nelle nostre vite e nella democrazia”.
Il tentativo proviene da un gruppo di attivisti esperti di diritto digitale, privacy e altri argomenti simili che prende il nome di “Freedom from Faebook”. Il gruppo ha creato un sito web (e una pagina Facebook) per ottener supporto per la petizione con la quale si intende chiedere alla Commissione Commercio degli Stati Uniti di scorporare Instagram, WhatApp e Messanger dall’azienda di social media di Zuckerberg in modo da avere più concorrenza nel settore. Il tutto accompagnato da più stringenti norme sulla privacy.
“Facebook decide in maniera unilaterale quali notizie debbano essere visualizzate dai 2 miliardi dei suoi utilizzatori”, si legge sul sito di “Freedom from Facebok”, “compra o distrugge i suoi competitor per proteggere il suo monopoli, uccidendo l’innovazione e la libertà di scelta. Tiene traccia di noi e delle nostre attività sul web e, attraverso gli smartphone sa anche dove andiamo nella vita reale”.
Non è dello stesso parere uno dei portavoce dell’azienda che, rispondendo alle accuse mosse dai sostenitori della campagna, ribadisce che “Facebook è un ambiente competitivo dove gli utenti possono usare le nostre app così come quelle offerte da altri”.
Insomma, il braccio di ferro (impari) tra utenti e social network continua. Restiamo intanto in attesa di capire cosa risponderà Mr. Zuckerberg ai deputati Ue.

