fiducia dei consumatori

Secondo le stime preliminari, nel mese di febbraio 2020 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, registra una variazione nulla su base mensile e un aumento dello 0,4% su base annua (da +0,5% del mese precedente).

La lieve decelerazione dell’inflazione è imputabile prevalentemente alla dinamica dei prezzi dei beni energetici non regolamentati (che passa da +3,2% a +1,2%), dei servizi relativi ai trasporti (da +2,6% a +1,5%) e, in misura minore, dei tabacchi (da +2,9% a +1,5%) e dei beni alimentari non lavorati (da +0,8% a +0,2%); tali andamenti sono stati solo in parte compensati dall’accelerazione dei prezzi dei beni alimentati lavorati (da +0,6% a +1,1%) e dal ridursi dell’ampiezza della flessione dei prezzi dei servizi relativi alle comunicazioni (da -5,2% a -2,8%).

 

Prezzi e inflazione
Prezzi e inflazione

Rincari per i consumatori

Con l’inflazione a questi livelli, gli aggravi a carico di ogni famiglia ammontano a +118,60 euro annui.  Più marcato, invece, l’aumento del tasso relativo al carrello della spesa, ovvero dei prezzi dei beni con maggiore frequenza di acquisto, che si attesta al +1%, in lieve diminuzione rispetto al tasso del +1,3% registrato a gennaio. Questo si traduce, solo nel settore alimentare, in un aggravio di 56,00 euro annui a famiglia.

L’emergenza coronavirus inizia a far sentire i suoi effetti sugli indicatori economici nazionali, a partire da prezzi e tariffe. Lo afferma l’associazione, commentando i dati sull’inflazione diffusi oggi dall’Istat.

“È evidente che l’allarme coronavirus ha avuto un impatto immediato sull’inflazione, portando ad una frenata su base annua e a prezzi invariati rispetto al mese precedente – spiega il presidente Carlo Rienzi – Questo perché la situazione in atto in Italia ha determinato un blocco generalizzato dei consumi da parte delle famiglie in quasi tutti i settori, a partire dai trasporti, e la riduzione della spesa ha contribuito a mantenere fermi i listini al dettaglio”.

“Se le famiglie non comprano, prezzi e tariffe non salgono, e il rischio concreto è che il perdurare dell’emergenza coronavirus possa avere effetti devastanti sul commercio, settore già provato da una crisi che prosegue oramai da oltre un anno” – conclude Rienzi.

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