Stabilimenti balneari, le misure anti Covid per la riapertura

Stabilimenti balneari, le misure anti Covid per la riapertura

La stagione estiva è iniziata e tanti si stanno organizzando per trascorrere un periodo di relax alla scoperta delle spiagge più belle d’Italia. Ma quanto costa una vacanza al mare? Rispetto a 3 anni fa, il costo degli ombrelloni è aumentato in media del 17%, secondo Altroconsumo, che ha realizzato un’inchiesta sui lidi balneari.

L’Organizzazione ha analizzato, in particolare, il cambiamento dei prezzi degli stabilimenti che negli ultimi anni, anche a causa dell’emergenza sanitaria, hanno subito un aumento degno di nota.

L’indagine si è focalizzata, inoltre, sulla necessità di pagare una caparra per la prenotazione degli ombrelloni – richiesta da quasi 1 stabilimento su 3 – e sul livello di preparazione dei lidi a ricevere persone con disabilità, che, nella scelta della destinazione marittima in cui passare le proprie vacanze, devono tenere conto anche della presenza o assenza di attrezzature dedicate.

Lidi balneari, costi in aumento

Mettendo a confronto i prezzi dei lidi durante la prima settimana di agosto, e tenendo in considerazione la media di costo per un ombrellone e due lettini nelle prime 4 file, il costo degli ombrelloni è aumentato in media del 17% rispetto a 3 anni fa, fino a toccare picchi del +34% a Gallipoli e +32% ad Alghero.

Senigallia e Taormina sono, invece, le località che hanno subito variazioni più lievi, rispettivamente del 2% e dell’1%.

Dall’analisi emerge, dunque, che la media di costo è 182€ per la settimana: le città con gli stabilimenti più costosi sono Alassio con 287€ a settimana, seguita da Gallipoli (267€) e da Viareggio (256€), mentre quelle con i prezzi più bassi sono Rimini (115€) e Senigallia (122€).

 

Tariffe lidi balneari (Fonte: Altroconsumo)
Tariffe lidi balneari (Fonte: Altroconsumo)

 

Il 31% chiede una caparra

Al fine di non trovarsi sprovvisti di ombrellone all’arrivo delle vacanze, molti decidono di prenotare anticipatamente e, in questi casi, il 31% dei lidi stabilisce una caparra da chiedere ai consumatori.

Ma cosa succede se poi il cliente è impossibilitato ad andare al mare per motivi legati alla pandemia?

Il 77% delle strutture è disposto a restituire la caparra (lo prevedono tutti gli intervistati di Alassio, Alghero, Lignano, Senigallia), ma il restante 23% o non lo è (per lo più i bagni di Anzio – 33%) o deve decidere (tutti gli stabilimenti di Palinuro, il 47% di quelli di Gallipoli, il 29% di quelli di Viareggio e il 9% di quelli di Rimini).

Risulta quindi fondamentale informarsi sul tema al momento della prenotazione, per non rischiare brutte sorprese in caso di disdetta.

Lidi balneari e accessibilità per le persone con disabilità

Altroconsumo ha indagato anche il livello di preparazione degli stabilimenti per l’accoglienza di persone con disabilità.

Sul totale dei lidi intervistati il 9% ha sconsigliato la struttura, per via di problematiche come la presenza di scalini, strade scoscese, assenza di rampe, che rendono davvero difficile l’accesso di una persona con disabilità a questi stabilimenti.

Al 91% che si dichiara preparato, Altroconsumo ha posto alcune domande sull’ampiezza degli accessi alla struttura, sull’adeguatezza dei sanitari e sulla disponibilità di strutture che permettano di muoversi sulla sabbia e di entrare in acqua: ben il 95% ha un bagno ad hoc per persone con disabilità e il 59% mette a disposizione la carrozzina apposita per aiutare il cliente ad entrare in acqua o è pronto a recuperarne una.

Il 41% non ne è provvisto, ma tanti stabilimenti si dichiarano pronti a trovare soluzioni alternative per favorire l’accesso al mare.

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