Trattamento dei dati, Garante Privacy e Creative Commons firmano un accordo

Trattamento dei dati, Garante Privacy e Creative Commons firmano un accordo

La tutela della persona rispetto alle nuove vulnerabilità sorte durante la pandemia, è questo l’obiettivo primario del Garante Privacy, che ha presentato oggi la relazione sull’attività svolta nel 2020.

Lo scorso anno l’Autorità ha fornito riscontro a circa 9.000 reclami e segnalazioni. Interventi centrati sulle grandi questioni legate alla tutela dei diritti fondamentali delle persone nel mondo digitale.

Tra queste, le implicazioni etiche della tecnologia; l’economia fondata sui dati; le grandi piattaforme e la tutela dei minori; i big data; l’intelligenza artificiale e le problematiche poste dagli algoritmi; gli scenari tracciati dalle neuroscienze; la sicurezza dei sistemi e la protezione dello spazio cibernetico; il diffondersi di sistemi di riconoscimento facciale; la monetizzazione delle informazioni personali; il fenomeno del deep fake; il revenge porn.

Privacy e tutela dei minori, le principali attività del Garante

Diversi gli interventi del Garante sul fronte della tutela dei minori nell’era digitale.

Nel 2020 – si legge nella dichiarazione del Presidente Pasquale Stanzione – si è registrato un incremento di circa il 132%, rispetto al 2019, dei casi trattati dal Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia e un aumento del 77% dei casi di vittimizzazione dei minori per grooming, cyberbullismo, furto d’identità digitale, sextorsion. Il 68% degli adolescenti risulta essere stato, nel 2020, testimone di casi di cyberbullismo (dati di Terres des Hommes).

Sono dati allarmanti – ha commentato Stanzione – che non possono non esigere un’assunzione di responsabilità collettiva rispetto a soggetti, quali i minori, le cui vulnerabilità possono renderli le vittime elettive delle distorsioni del web”.

Sul fronte della tutela online, il Garante ha ricordato un rilevante intervento nei confronti di Tik Tok. L’Autorità, infatti, ha chiesto e ottenuto misure per la verifica dell’età di chi si iscrive alla piattaforma al di sotto dell’età minima prevista e ha lanciato una campagna informativa, insieme a Telefono azzurro, per richiamare i genitori a vigilare sull’iscrizione dei propri figli ai social network.

 

Privacy e tutela dei minori
Privacy e tutela dei minori

 

Istruttorie e accertamenti sono state avviati riguardo al fenomeno del deep nude (applicazioni in grado di manipolare le foto di soggetti vestiti, sostituendole con immagini di nudo create artificialmente); alla poca chiarezza dell’informativa di Whatsapp, all’uso di dati biometrici da parte di Clubhouse (un social che offre chat vocali) e alle modalità di funzionamento da Clearview, società specializzata in riconoscimento facciale che acquisisce dati sul web.

Per contrastare il fenomeno del revenge porn,  il Garante ha attivato un canale di emergenza, per aiutare le persone che temono la diffusione di foto o video intimi senza il loro consenso.

Inoltre, a tutela delle vittime di cyberbullismo, l’Autorità assicura procedure di intervento, sulla base della legge 71/2017, e ha avviato una campagna di sensibilizzazione per il contrasto al fenomeno.

La tutela dei consumatori

Sul fronte della tutela dei consumatori il Garante ricorda, tra gli altri, l’intervento contro il telemarketing aggressivo.

“Uno strumento importante di tutela sarà rappresentato dall’estensione del Registro delle opposizioni alle utenze mobili – ha spiegato Stanzione – così da contrastare buona parte di questo fenomeno, idoneo a determinare turbamenti anche significativi nella vita privata soprattutto dei soggetti più fragili, come gli anziani, in danno dei quali può risolversi addirittura, nei casi peggiori, in vere e proprie truffe”.

Il Garante ricorda, a tal proposito, l’applicazione di pesanti sanzioni (per un importo complessivo di 57 milioni di euro nel solo 2020), la maggior parte delle quali riguardano utilizzo senza consenso dei dati degli abbonati.

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