Prezzi dell'energia, Federconsumatori: basta con gli allarmismi
Prezzi dell’energia, Federconsumatori: “Basta con gli allarmismi”
Basta con allarmismi sui prezzi dell’energia, dice Federconsumatori. Vero e falso dei rincari, delle cause e proposte per affrontarle secondo l’associazione
Basta con gli allarmismi sui prezzi dell’energia. Il tema del maxi rincaro che potrebbe abbattersi sulle bollette dell’energia si è imposto subito all’attenzione dei consumatori, nella cornice di una presunta contrapposizione fra rincari dei costi dell’energia e transizione energetica. Ma ci sono una serie di informazioni imprecise, che non considerano il contesto in cui questi aumenti vanno a collocarsi e il legame con la transizione energetica ed ecologica. Nel senso che questa andrebbe accelerata – come chiedono non a caso le associazioni ambientaliste.
Basta con gli allarmismi è dunque la richiesta che viene da Federconsumatori. L’associazione interviene sul caso delle bollette dell’energia. E mette in fila una serie di vero e falso relativa alle informazioni circolate in questi giorni, non senza qualche eccessiva semplificazione.
«“Tanto rumore per nulla”: vorremmo fosse questo il titolo che campeggiasse su quotidiani e notiziari nei prossimi giorni, dopo la vera e propria corsa all’allarmismo verificatasi in questi giorni – così esordisce Federconsumatori – Un rilancio al rialzo dei prezzi dell’energia che, oltre a creare panico e preoccupazione, è stato alimentato da notizie imprecise e false, fino ad arrivare a decretare come certi gli aumenti stratosferici delle bollette di luce e gas. Ecco perché riteniamo fondamentale fare un po’ di chiarezza e ristabilire la verità in tale vicenda».

La colpa è della transizione energetica: falso
«In molti, attraverso un processo di eccessiva sintesi e semplificazione, hanno addossato le colpe dei rincari alla transizione energetica. FALSO! – dice Federconsumatori – Come sottolinea Timmermans parlando del pacchetto per la transizione energetica Fit for 55 “solo un quinto dell’attuale incremento può essere attribuito alla crescita del prezzo della CO2, il resto dipende dalle carenze del mercato. E se avessimo fatto il Green Deal 5 anni fa non saremmo in questa situazione” – ha poi ammonito, aggiungendo infine che “dovremmo accelerare le cose nella transizione alle energie rinnovabili in modo che l’energia rinnovabile a prezzi accessibili diventi disponibile a tutti”».
Gli aumenti sono certi: falso
Gli aumenti di cui si è parlato sono davvero consistenti: più 40% per l’energia a causa del forte aumento del costo del gas e per il rincaro del prezzo della CO2. Attenzione però: questi aumenti non sono ancora stati messi nero su bianco. Il che significa che c’è almeno qualche margine per mitigarli. Tanto è vero che lo stesso ministro Cingolani ha detto che il Governo è impegnato nella mitigazione dei costi dell’energia. Era accaduto anche nel precedente aggiornamento dell’Arera, l’Autorità per l’energia, che infatti a fine mese dovrà aggiornare le tariffe sul mercato tutelato.
«Altra notizia falsa circolata in questi giorni riguarda la certezza, addirittura l’ipotesi che tali aumenti siano già avvenuti. FALSO! Come è noto – dice Federconsumatori – le tariffe del mercato tutelato sono regolate da Arera, che le aggiornerà il 28 settembre prossimo. Ci auguriamo che nel frattempo Governo e Autorità intervengano mettendo in atto ogni misura disponibile per calmierare tali tensioni. Forse non è il caso, in questa situazione di incertezza, programmare come si sta facendo l’abolizione del mercato tutelato».
Pesa molto la tassazione: vero
È invece un’informazione vera, aggiunge Federconsumatori, «il peso ormai insostenibile della tassazione: oneri di sistema e IVA applicata anche sulle tasse».
«La vera ingiustizia è che tutti i cittadini, chi ha meno possibilità economiche e chi invece appartiene alla fascia più ricca, pagano in maniera uguale gli oneri in bolletta, molti dei quali desueti e non più giustificabili. È vero, inoltre, che in casi come quello dei carburanti e del gas, l’IVA viene calcolata anche su tasse e accise, applicando di fatto una tassa su altre tasse».

Le proposte di Federconsumatori
Tutto questo non per sminuire la vicenda ma per inquadrarla nel giusto contesto. Anche perché le ripercussioni di questi rincari sono pesanti. Secondo Federconsumatori, per le famiglie significherebbero un maggiore esborso di 110 euro l’anno per l’elettricità e 281 euro l’anno per il gas.
Federconsumatori propone dunque la riforma della tassazione sull’energia, rimodulando oneri di sistema, accise e applicando l’IVA solo sui costi della materia prima e non su importi già comprensivi di altre tasse.
Chiede al Governo di istituire l’albo dei venditori autorizzati ad operare nel settore dell’energia in base a parametri che prendano in considerazione solidità, correttezza e anche impegno nel campo dell’energia sostenibile.
Chiede inoltre di utilizzare i proventi delle aste dei permessi di emissione CO2 per calmierare i prezzi – per tali voci, solo nel secondo trimestre, l’Italia ha ricavato 719 milioni di euro. Propone infine di avviare politiche di sistema che puntino ad affermare la transizione ecologica «senza creare inutili contrapposizioni tra chi promuove la sostenibilità e chi denuncia la grave emergenza sociale e l’avanzare della povertà energetica».

