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Minori vittime di reati, la denuncia di Terre des Hommes

Nell’anno della pandemia e del confinamento fra le mura domestiche, sono aumentati i minori vittime di reati in famiglia. Nel 2020 infatti, rispetto al 2019, in Italia c’è stato un aumento del 13% delle vittime minorenni di maltrattamenti in famiglia.

Ben 1.260 bambine e 1.117 bambini hanno subito violenze in famiglia che hanno richiesto l’intervento delle Forze dell’ordine. Le vittime del reato di maltrattamenti contro familiari e conviventi sono aumentate addirittura del 137% nei dieci anni che vanno dal 2010 al 2020. Un dato allarmante, commenta Terre des Hommes.

 

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La pandemia e l’impatto su bambine e ragazze

L’associazione ha pubblicato il Dossier indifesa con i dati elaborati dal Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale Polizia Criminale, che evidenziano le conseguenze drammatiche dei lunghi periodi in casa e la pesante eredità della pandemia sui minori vittime di reato. E soprattutto su bambine e ragazze, per molti versi le più esposte ai problemi sollevati dal Covid, compresi forti passi indietro nella lotta alla discriminazione di genere.

Il virus, si legge nel dossier, ha avuto un pesante impatto su bambine e ragazze. Fra 11 e 20 milioni di bambine e ragazze hanno lasciato la scuola a causa dei lockdown e si stima che nei prossimi dieci anni il numero di spose bambine aumenterà di 10 milioni.

C’è stata la «tragica impennata di violenza domestica, registrata praticamente in ogni paese del mondo (compresa l’Italia)».

Il virus ha escluso ragazze e giovani donne dal mercato del lavoro e dalla formazione. In Italia la percentuale di Neet femminile (ragazze che non studiano e non lavorano) è cresciuta ancora passando dal 27,9 al 29,3%.

«Un dato più di tutti – denuncia Terre del Hommes –  rende evidente quanto si sia perso a causa della pandemia: prima dell’esplosione del Covid-19 si stimava che sarebbero stati “sufficienti” 99 anni per raggiungere la parità di genere. Oggi invece sappiamo che serviranno almeno 135 anni per colmare il Gender Gap».

La lotta alla discriminazione di genere è tornata indietro di anni.

Minori vittima di reato, conseguenze tragiche

In generale, rispetto all’anno precedente nel 2020 il numero di minori vittime di reato è leggermente calato, passando da 5.939 a 5.789 (-3%) ma alcuni reati hanno avuto un incremento notevole, complice il lockdown.

Ad esempio, spiega il dossier, «in un anno in cui i reati telematici sono cresciuti del 13,9%, non stupisce che anche un reato come la Detenzione di materiale pornografico realizzato utilizzando minorenni sia in forte aumento, con un balzo del 14% delle vittime minorenni, e addirittura del 525% su 10 anni (2010-2020)».

C’è una forte differenza di genere perché per molti reati la maggioranza delle vittime sono bambine e ragazze.

«Per milioni di bambine e di ragazze la pandemia ha avuto effetti tragici che continueranno a farsi sentire per molti anni a venire», ha detto Donatella Vergari, Presidente di Terre des Hommes.

«Le donne, le ragazze e le bambine sono state senza dubbio quelle che pagheranno maggiormente gli effetti di questa crisi: l’aumento delle violenze, l’allontanamento da scuola, la perdita di lavoro e potere d’acquisto e i carichi familiari hanno gravato soprattutto sulle loro spalle – si legge nel dossier – A darcene un triste riscontro sono anche i dati del Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia Criminale: nel 65% dei casi, con un dato tra i più alti mai registrati nella nostra serie storica, le vittime dei reati sono state proprio le bambine e le ragazze, con punte dell’89% per i casi di Violenza Sessuale Aggravata e dell’88% per quelli di Violenza Sessuale. Ma anche tra le mura domestiche, con il 53% dei casi di Maltrattamento, il reato si è consumato sui loro corpi e sulla loro psiche».

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