Pranzo di Natale, quest'anno sarà più costoso
Pranzo di Natale, quest’anno sarà più costoso
Quest’anno il pranzo di Natale sarà più costoso per un generale e diffuso aumento dei prezzi dei prodotti agroalimentari. Rincarano carne, uova, latte, burro e farine
Quest’anno il pranzo di Natale sarà più costoso. La percezione netta dei consumatori ai presi con la spesa alimentare negli ultimi tempi, caratterizzati dall’aumento di molti listini, riceve una conferma indiretta dalle ultime elaborazioni Unioncamere-BMTI sui dati rilevati dalle Camere di Commercio, che confermano prezzi in aumento su molte materie prime alimentari. Ci sono diffusi rialzi dei prezzi all’ingresso dei prodotti agroalimentari.
Molti mostrano una crescita a doppia cifra rispetto al 2020. Rincarano le carni, le uova segnano più 10% rispetto a un anno fa, si confermano gli aumenti di semola e farina denunciati da tempo. Il burro raddoppia rispetto al 2020. Risultato: il pranzo di Natale costerà di più.

Su i prezzi dei prodotti agroalimentari: pranzo di Natale più caro
Unioncamere–BMTI sottolinea l’aumento dei prezzi delle carni sostenuti dal buon andamento della domanda. Nello specifico, i prezzi all’ingrosso delle carni bovine hanno registrato un prolungato aumento nella seconda parte dell’anno. L’incremento annuo registrato a metà dicembre si attesta su un +15% sia per la carne di vitellone che per la carne di vitello. Ci sono rialzi, iniziati a inizio novembre, anche per il pollame. Nello specifico, si registra un +13% per la carne di pollo e +17% per la carne di tacchino, rispetto al 2020 e +32,4% per i pollo e +6,7% per il tacchino, rispetto al 2019.
Le festività natalizie e il conseguente aumento della richiesta, hanno portato i prezzi delle uova ad un aumento del 10% rispetto a un anno fa. I prezzi rilevati dalla CUN (Commissione Unica Nazionale) si sono attestati questa settimana su 1,40 €/Kg per le uova allevate in gabbie arricchite in natura e su 1,54 €/Kg per le uova allevate a terra in natura.
Minore disponibilità di prodotto proveniente dalla Germania (principale produttore a livello comunitario) e buon andamento della domanda fanno sì che i prezzi del latte abbiano registrato una fase di aumento nell’ultimo trimestre dell’anno, con i prezzi del latte spot di origine nazionale attestati a metà dicembre a ridosso della soglia dei 0,50 €/kg, livello superato solo una volta nell’ultimo decennio e più alto di oltre il 30% rispetto ad un anno fa. Tra le materie grasse, raddoppia rispetto al 2020 (+122%) il prezzo del burro a causa della ridotta disponibilità di prodotto a livello comunitario.
Nonostante i prezzi del grano abbiano assunto, a partire da novembre, un andamento maggiormente stabile, i prezzi all’ingrosso della semola e della farina rimangono estremamente elevati rispetto ad un anno fa (rispettivamente +89% e del +28%).

