Istruzione, oggi la giornata mondiale. Scuola, pandemia, barriere
Giornata istruzione: la pandemia, le barriere e le difficoltà della scuola in Italia
Oggi è la Giornata mondiale dell’istruzione. We World onlus: “Scuole aperte a singhiozzo, DAD e mancanza di strumenti lasciano nei ragazzi e nelle ragazze profonde perdite di competenze, ma anche segni psicologici indelebili, di cui non ci si sta occupando in maniera integrata. È necessario ripensare il sistema scolastico per una scuola più inclusiva”
Oggi è la Giornata mondiale dell’Istruzione. La ricorrenza cade in un periodo particolare, almeno in Italia, fra scuola ufficialmente ripartita in presenza dopo le vacanze natalizie e scuola che, nella realtà, si scontra con una fase in cui presenza e didattica a distanza si alternano e si intrecciano, le quarantene si susseguono da una classe all’altra e molte famiglie (e la stessa scuola) sono in difficoltà.
La giornata mondiale dell’Istruzione è stata proclamata dalle Nazioni Unite nel 2018. Oggi è quindi il quarto anno in cui viene celebrata, quest’anno sul tema “Cambiare rotta, trasformare l’istruzione“.
«L’UNESCO, in vista del raggiungimento degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, porrà l’accento, ancora più del solito, su un’istruzione di qualità, inclusiva ed equa e sul garantire l’apprendimento continuo. Elementi questi senza i quali nessun Paese sarà in grado di raggiungere l’uguaglianza di genere e di spezzare il ciclo di povertà che sta lasciando indietro milioni di bambini, giovani e adulti» (Unesco, giornata istruzione).
Il futuro passa dall’avere libero accesso all’istruzione, gratuita e di qualità per tutti. Convinta della necessità di un cambiamento profondo è l’associazione WeWorld: «l’educazione è prima di tutto fare esperienza, è necessario quindi avere una scuola ripensata e accogliente in cui ragazzi e ragazze siano protagonisti attivi dei processi di apprendimento per sperimentare metodi alternativi alla lezione frontale, favorire lo sviluppo delle competenze interpersonali e sfruttare le opportunità offerte dalla tecnologia per supportare nuovi modi di insegnare e apprendere».

Istruzione, quali le barriere?
Ma quali sono le barriere che ostacolano l’istruzione? La pandemia ha reso la scuola inaccessibile a milioni di bambine e bambini nel mondo. Ha avviato la didattica a distanza, a sua volta scelta di emergenza, nuova modalità educativa ma anche elemento che ha messo in evidenza le carenze del sistema scolastico da un lato ed esacerbato le disuguaglianze nell’accesso all’istruzione dall’altro – perché fare la dad richiede tecnologia, accesso alla rete, tempo disponibile dei genitori per i più piccoli e quant’altro.
«In questi ultimi due anni, le scuole aperte a singhiozzo, la DAD e la scarsità di strumenti di sostegno agli studenti e studentesse, alle famiglie e alle scuole hanno comportato, da un lato, profonde perdite di competenze nei ragazzi e nelle ragazze, dall’altro hanno inciso – e stanno ancora incidendo – sulla salute mentale degli studenti, sulle loro relazioni sociali, sulla loro quotidianità dentro e fuori la scuola, generando uno stress che è lasciato ancora una volta solo sulle spalle delle famiglie e dei singoli insegnanti».
Elena Caneva, coordinatrice Area Advocacy e Centro Studi di WeWorld, commenta così la Giornata internazionale dell’Istruzione.
«La scuola – prosegue – sta rispondendo all’emergenza che questa nuova ondata ci ha costretto ad affrontare, ma è necessario anche in questo momento mettere in campo soluzioni e buone pratiche per garantire un’istruzione di qualità, accessibile a tutti e tutte (anche attraverso le tecnologie), che non lasci indietro nessuno. La scuola deve pensare al futuro oltre l’emergenza».

Vademecum “Tornare a scuola”
Per sostenere genitori, insegnanti, ragazzi e ragazze in questo rientro in classe così complesso anche dal punto di vista emotivo e psicologico, WeWorld proprio in occasione del 24 gennaio mette a disposizione il Vademecum “Tornare a scuola ” realizzato insieme al medico e psicoterapeuta Alberto Pellai.
È un testo rivolto ad adolescenti, insegnanti e genitori con consigli per affrontare il rientro a scuola. E alla fine del documento, cinque campanelli d’allarme da non sottovalutare per capire quando chiedere aiuto se si ha l’impressione che un adolescente stia soffrendo o attraversando un disagio.
La pandemia, la scuola e l’innovazione
«Lo scoppio della pandemia e le sue conseguenze sul sistema educativo italiano hanno aggravato problematiche che però erano già ben presenti nel nostro Paese», evidenzia l’associazione.
We World onlus propone poi anche tre innovazioni per innovare la scuola italiana. Fra queste l’estensione dell’obbligo di istruzione per tutta la fascia dai 3 ai 18 anni, la riduzione delle vacanze estive e un periodo di vacanza che sia distribuito diversamente nell’anno scolastico.
La prima proposta è l’estensione dell’obbligo d’istruzione dalla fascia 6-16 alla fascia 3-18, garantendo i benefici dell’educazione della prima infanzia a tutti i bambini/e, con conseguenze positive nel lungo periodo negli apprendimenti e nelle performance educative nei successivi ordini di scuola.
La seconda è la rimodulazione del calendario scolastico, con la riduzione delle vacanze estive e l’inserimento di vacanze distribuite in maniera più uniforme durante l’anno scolastico, in modo da garantire maggiore continuità didattica e relazionale e quindi prevenire l’abbandono scolastico.
La terza è l’introduzione della figura del “Dirigente del tempo extra-scuola”, incaricato del potenziamento dell’offerta formativa e dell’organizzazione di attività extracurricolari, in collaborazione con il Terzo Settore per accrescere le opportunità di apprendimento e di crescita personale di bambini, bambine e ragazzi, specie dopo le privazioni dovute ai ripetuti lockdown.

