madre con bambino

Divario di genere, gender pay gap e divario occupazionale in Ue

Divario di genere, quello retributivo si riduce. Ma le donne con figli lavorano di meno

In vista della Giornata internazionale della donna di domani, le ultime statistiche Eurostat dicono che il divario retributivo di genere scende al 13%. Ma il divario occupazionale rimane. Le donne con figli lavorano di meno e hanno percentuali più alte di part time. Lo stesso non accade per gli uomini

È del 13% e sta scendendo il divario retributivo di genere, o gender pay gap, nella Ue. Mentre il divario occupazionale di genere conferma che le donne con figli lavorano meno e hanno più spesso una occupazione part time (ma lo stesso non accade fra gli uomini).

Gender gap in Europa

La disuguaglianza fra donne e uomini è presente in molti ambiti e uno di questi è il reddito. Un modo per misurare lo squilibrio è il divario retributivo di genere, che misura la differenza fra la retribuzione oraria lorda media di uomini e donne espressa come percentuale della retribuzione oraria lorda media degli uomini.

Insomma: quanto guadagnano in meno le donne nel confronto con gli uomini? Il 13% in meno nella media della Ue, con le solite differenze nazionali.

Un altro dato che fotografa squilibri e differenze è quello sul tasso di occupazione in relazione alla presenza di figli in famiglia. Emerge, in breve, che nella Ue avere figli incide negativamente sul tasso di occupazione delle donne (ma non degli uomini). Traduzione: le donne con figli lavorano di meno e hanno percentuali più alte di occupazione part time, cosa che invece non accade per gli uomini – anzi, la tendenza è esattamente inversa.

 

grafico eurostat
Eurostat, Gender pay gap 2020

 

Gender pay gap, Ue 2020

Sono alcuni dei dati diffusi dall’Eurostat in occasione della Giornata internazionale della donna. Per quanto riguarda il gender pay gap, l’istituto europeo di statistica rileva che nel 2020 la retribuzione oraria lorda delle donne era in media del 13% inferiore a quella degli uomini nell’Ue.

È un divario che sta scendendo: nell’arco di otto anni, tra il 2012 e il 2020, il divario retributivo di genere nell’UE è sceso dal 16,4% al 13%.

Il divario retributivo di genere varia molto fra gli stati europei. Il gap maggiore è in Lettonia (22,3%), Estonia (21,1%), Austria (18,9%) e Germania (18,3%) mentre il divario risulta minore in paesi quali Lussemburgo (0,7%), Romania (2,4%), Slovenia (3,1%) e Italia (4,2%).

 

 

grafico eurostat
Eurostat, Gender employment gap 2020

 

Il divario occupazionale di genere

C’è poi l’altro dato che fotografa il divario donne-uomini, questo sul piano occupazionale. Divario occupazionale di genere, o gender employment gap.

«Nell’Ue, avere figli in famiglia incide negativamente sul tasso di occupazione delle donne mentre incide positivamente sul tasso di occupazione degli uomini, qualunque sia il livello di istruzione dei genitori», dice ancora l’Eurostat.

I numeri raccontano questo. Nel 2020 il 77% delle donne di età compresa tra 25 e 54 anni senza figli aveva un lavoro nell’Ue. Le donne della stessa fascia di età con figli hanno invece un tasso di occupazione più basso, che si attesta al 72%: inferiore del 5%.

I bambini in famiglia hanno invece un effetto opposto sul tasso di occupazione degli uomini nella stessa fascia di età. Gli uomini senza figli hanno un tasso di occupazione inferiore (81%) rispetto agli uomini con figli (91%, il 9% in più).

Altra differenza riguarda il lavoro part time. Quasi una donna su quattro con figli, il 24%, aveva un lavoro part-time nel 2020, mentre questa percentuale si ferma al 16% tra le donne senza figli (l’8% in meno).

Ancora una volta, rileva Eurostat, l’effetto è opposto per gli uomini. Quelli con figli avevano un tasso di occupazione part-time più basso (5%) rispetto agli uomini senza figli (7%). Il divario occupazionale fra chi ha figli e chi non ne ha si riduce all’aumentare del livello di istruzione.

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