Indicazioni Geografiche, la Commissione UE propone un rafforzamento del sistema

Indicazioni Geografiche, la Commissione UE propone un rafforzamento del sistema

La Commissione UE ha adottato la proposta di revisione del sistema delle indicazioni geografiche (IG) per i vini, le bevande spiritose e i prodotti agricoli. Misure che – secondo gli obiettivi della Commissione – dovrebbero aumentare la diffusione delle indicazioni geografiche nell’Unione e conseguire un livello di protezione più elevato, in particolare online.

A marzo 2022 – si legge nella nota della Commissione UE – risultavano registrati 3.458 nomi: 1.624 vini, 1.576 prodotti alimentari e agroalimentari e 258 bevande spiritose.

In particolare i nomi dei prodotti agroalimentari e dei vini sono protetti come denominazioni di origine protetta (DOP) e indicazioni geografiche protette (IGP), mentre quelli delle bevande spiritose come indicazioni geografiche (IG). L’Unione europea protegge, inoltre, le specialità tradizionali garantite (STG) che sono i nomi dei prodotti agricoli che mettono in evidenza gli aspetti tradizionali di un prodotto senza che vi sia un legame con una zona geografica specifica.

Indicazioni geografiche, le proposte della Commissione UE

Per rafforzare e migliorare l’attuale sistema di indicazioni geografiche, la Commissione propone, dunque, una procedura di registrazione abbreviata e semplificata, che comporterà un lasso di tempo più breve tra la presentazione della domanda e la registrazione; una maggiore protezione online, in particolare per quanto riguarda le vendite tramite piattaforme online e la tutela contro la loro registrazione e il loro utilizzo in malafede nel sistema dei nomi di dominio.

 

bevande spiritose

 

La Commissione propone, inoltre, una maggiore sostenibilità sociale, ambientale o economica nel disciplinare di produzione, stabilendo i relativi requisiti. Un aspetto che potrebbe attrarre anche i consumatori che desiderano ridurre il loro impatto sull’ambiente.

E poi, ancora, più poteri alle associazioni di produttori: gli Stati membri – spiega la Commissione – dovranno riconoscere le associazioni di produttori di indicazioni geografiche che ne fanno richiesta. Le associazioni riconosciute avranno la facoltà di gestire, rafforzare e sviluppare le proprie indicazioni geografiche, in particolare grazie all’accesso alle autorità anticontraffazione e doganali di tutti gli Stati membri.

La proposta riprende, inoltre, il regime di qualità per le specialità tradizionali garantite e l’utilizzo del termine “prodotto di montagna” come indicazione di qualità facoltativa.

L’applicazione a livello nazionale – specifica la Commissione – resta di competenza degli Stati membri, mentre la Commissione rimane responsabile della registrazione, della modifica e della cancellazione di tutte le registrazioni.

 

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