Nasce Wetlands, l’editore che racconta la sostenibilità
Nasce Wetlands, l’editore che racconta la sostenibilità come trasformazione fra acqua e terra
Nasce la casa editrice Wetlands. Cuore e simbolo del progetto è Venezia, territorio che per eccellenza oscilla tra problemi e soluzioni, ma, attraverso testi scientifici e narrativi, l’editore raccoglie voci impegnate di tutto il mondo
È appena nata una nuova casa editrice, a Venezia, si chiama Wetlands, ha già 3 libri freschi di stampa e altri 15 in programma per i prossimi 2 anni. Il nome, Wetlands, e la città di origine, Venezia, contengono tutte le coordinate di questo progetto editoriale, che ha nel cuore una formula narrativa tra fiction e non fiction dedicata ai temi della sostenibilità in senso molto ampio (ambientale, sociale, urbanistica, antropologia), e prende come modello e simbolo la città sull’acqua, perché lei racchiude, da sempre, allo stesso tempo, problemi e soluzioni dell’era dell’antropocene. Ma andiamo per ordine, per capire la cifra stilistica e non solo di questo progetto.
Il progetto editoriale
A fondare la nuova casa editrice (impresa sempre coraggiosa, in un mercato pieno di fermento ma anche di criticità, come ben noto) ci sono persone con background professionali diversi, tra accademici, professionisti, architetti, librai.
Questo non può che essere una marcia in più, sia sul fronte dei contenuti che sul fronte delle scelte di mercato. Infatti la mescolanza e gli incroci di competenze, dei punti di vista, sono davvero l’anima di Wetlands che, come scritto nelle presentazioni dell’iniziativa, non vuole darsi definizioni di indirizzo precise, ma vuole rappresentare la cifra complessa della realtà, raccontare le tematiche della sostenibilità attraverso il carattere dell’ibrido, l’oscillazione tra problemi e soluzioni, tra acqua e terra, come Venezia, tra narrativa e saggistica, come nelle forme più contemporanee di narrazione.

Tra scienza, storie e storia
La base scientifica dei testi è ovviamente un ingrediente imprescindibile, in particolare c’è un forte riferimento agli studi di scienze umane per l’ambiente, e infatti Wetlands collabora con il corso di laurea in Environmental humanities, dell’università Ca’ Foscari di Venezia. “Ma – come spiega Enrico Bettinello, tra i fondatori – il valore aggiunto della narrazione ibrida, tra fiction e non fiction, è proprio la possibilità di trattare dei temi in modo rigoroso ma non accademico, e con un veicolo anche emotivo che sono le storie. Ad esempio – continua Bettinello – tra i primi 3 libri che abbiamo appena pubblicato c’è Dittico Idraulico. Venezia, il Vajont e Il sorriso del salmone di Frank Westerman. Lui è un narratore puro e godibilissimo – spiega Bettinello – ma sceglie di trattare temi di attualità”.
In fondo è quello che ha detto Amitav Ghosh (autore e antropologo indiano, il cui ultimo libro è tradotto in Italia da Neri Pozza), nel suo discorso che ha aperto il Salone del libro di Torino di quest’anno: dobbiamo tenere alta l’attenzione sull’ambiente, in un mondo che ora è “nella morsa di molteplici crisi planetarie”.
Alla base del piano editoriale di Wetlands c’è idea di partire dal respiro locale per arrivare al globale, in sostanza raccontare Venezia per raccontare il mondo, come si evince dalle 3 collane dell’editore: Mude, libri di autori internazionali che mettono in relazione Venezia con altri luoghi e realtà del mondo; Fondamenta, libri che parlano della città di Venezia, della sua storia e del suo ambiente, da prospettive sempre originali; Barene, libri di Environmental humanities, in collaborazione con l’Università di Ca’ Foscari di Venezia.
“Anche se non ci arroghiamo il vanto di dare soluzioni – continua Bettinello – vogliamo offrire materiali utili al dibattito, metterli a diposizione di tutti, perché se la realtà scorre fluida, tra acqua e terra, una cosa è certa e indiscutibile: l’urgenza di agire”.
Di prossima pubblicazione è previsto un libro della giovane ricercatrice Chiara Spadaro, Arcipelago delle api, che racconta i cambiamenti climatici dal punto di vista degli apicoltori, e un altro libro più storico, La rivolta delle palle di neve, di Claire Judde de Larivière, storica dell’Università di Tolosa, che ricostruisce la rivolta del popolo dell’isola di Murano contro Venezia nel 500, mentre a breve, dopo l’estate, dovrebbe arrivare l’Atlante dell’antropocene a Venezia.

Da Venezia al mondo, anche nella grafica.
E a proposito di flessibilità, le scelte grafiche di Wetlands rispecchiano bene questo approccio: forme tondeggianti che assumono diverse dimensioni, diversi colori, diverse proporzioni. Cambiano, si trasformano, tornano. Sono come la laguna: ecco, si torna al cuore del progetto, Venezia come cantiere e come simbolo, qualcosa sempre in movimento e trasformazione, grazie l’influenza reciproca tra ambiente e uomo.
Infine, il modello sostenibile vuole essere anche un modello di business per l’editore: Wetlands è un’impresa sociale no-profit, un progetto carbon neutral e a filiera locale: tutti i libri sono composti, prodotti e stampati a Venezia.

