La Federconsumatori Abruzzo denuncia il "gravissimo abuso, perpetrato dalla Legge n. 13 del 2009 del 27.02.09 ai danni degli utenti e consumatori del servizio idrico integrato". Tale legge contiene misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezione dell’ambiente ed ha introdotto un vergognoso escamotage al fine di rendere vano il principio stabilito dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 335 del 2008.

"Tale sentenza – si legge in un comunicato di Federconsumatori – tanto agognata dagli utenti introduceva un principio semplice, lineare e Costituzionalmente corretto, ovvero dichiarava l’illegittimità costituzionale delle richieste in bolletta agli utenti della voce quota di tariffa riferita al servizio di depurazione qualora gli utenti fossero stati sprovvisti «di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi». Il che significava che tale voce aveva la funzione di corrispettivo e non di tassa, quindi l’utente se aveva il servizio doveva pagare altrimenti no, anzi il gestore non poteva affatto richiederla".

Con tale legge, invece, viene "sporcato e reso contorto" tale semplicissimo principio, in barba alla Costituzione Italiana. Secondo la Legge n. 13, infatti, i gestori dovranno richiedere tale tariffa di depurazione e gli utenti saranno tenuti a pagarla anche qualora non ci sia un servizio di depurazione per carenza del depuratore e della rete fognaria oppure qualora il servizio sia temporaneamente non attivo. L’importante, così recita l’Art. 8-sexies, è che "vi sia l’avvio delle procedure di affidamento delle prestazioni di progettazione o di completamento delle opere necessarie alla attivazione del servizio di depurazione" e alle stesse si proceda nel rispetto dei tempi programmati.

"E’ ovvio che ogni gestore presente in Italia si sia dotato a partire dal 1953, di un piano che prevedeva la progettazione, il completamento delle opere necessarie, ma di fatto … siamo nel 2009 e molto lavori non solo non sono stati completati ma in alcuni casi, neanche iniziati, eppure gli utenti hanno sempre continuato a pagare!!!!!

Al comma due della stessa legge c’è, inoltre, una norma contraddittoria che prevede che "i gestori del servizio idrico integrato provvedono anche in forma rateizzata, entro il termine massimo di cinque anni, a decorrere dal 1° ottobre 2009, alla restituzione della quota di tariffa non dovuta riferita all’esercizio del servizio di depurazione". Ma "nei casi di cui si rispettino i tempi previsti per l’avvio di procedure per affidamento di prestazioni di progettazione o di completamento delle opere necessarie all’attivazione del servizio di depurazione dall’importo da restituire agli utenti vanno dedotti gli oneri derivati dalle attività di progettazione, di realizzazione o di completamento avviate".

"E’ ben evidente che, nella contraddittorietà del testo normativo, troveranno un buon terreno comportamenti tesi ad impedire la legittima restituzione di quanto indebitamente versato dagli utenti in questi anni".

La Federconsumatori vigilerà, grazie anche alle segnalazione di tutti gli utenti, sui comportamenti messi in atto dai gestori sia in merito ai programmi di realizzazione/completamento degli impianti di depurazione, sul consuntivo delle spese già effettuate e sul preventivo delle spese ancora da effettuare. L’associazione preannuncia sin da ora che ogni irregolarità sarà segnalata sia al Comitato per la vigilanza sull’uso delle risorse idriche, che al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare nonchè alla magistratura competente.

Parliamone ;-)