Codice della strada, arrivano sanzioni più elevate per chi usa il cellulare alla guida (foto Pixabay)
Codice della strada, nel Ddl sanzioni più elevate per chi usa il cellulare alla guida
Il Disegno di legge sul Codice della Strada, che inizierà il suo iter parlamentare a ottobre, prevede, per l’uso del cellulare alla guida, una sanzione pecuniaria fino a 1.697 euro
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, ha approvato ieri, in esame definitivo, un Disegno di legge che introduce interventi in materia di sicurezza stradale e delega per la revisione del codice della strada. Diverse le aree di intervento, dagli autovelox alle corsie ciclabili, all’aumento delle sanzioni per l’uso del cellulare durante la guida.
L’impianto normativo con le modifiche approvate inizierà l’iter parlamentare da ottobre.
Sanzioni più salate per chi vìola il Codice della strada
Tra le principali novità presenti nel documento troviamo quelle che riguardano gli autovelox e il loro posizionamento al fine di regolamentarne l’utilizzo, oltre alla proposta di aumentarne la sanzione pecuniaria nei confronti di chi vìola i limiti di velocità.
Una ulteriore stretta riguarda le violazioni più frequenti o che generano il maggior numero di incidenti, come, per esempio, l’uso dei cellulari alla guida. Viene innalzata, quindi, la decurtazione dei punti dalla patente (8 punti nell’ipotesi di prima violazione e 10 punti dalla seconda); si inasprisce la sanzione pecuniaria prevista, che passa dalla fascia 165-660 euro a quella di 422-1.697 euro; si introduce la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida da quindici giorni a due mesi fin dalla prima violazione.
Inoltre, se la violazione è commessa più volte nel corso di un biennio, oltre alla sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, si prevede il pagamento di una somma da 644 a 2.588 euro.
Si innalzano anche le sanzioni pecuniarie e accessorie previste per la sosta e la fermata in spazi riservati alle persone con disabilità, sulle intersezioni e negli spazi o nelle corsie riservati allo stazionamento e alla fermata degli autobus e di tutti i mezzi TPL.
Si conferma poi il rafforzamento delle norme sui dispositivi anti-abbandono per i bambini di età inferiore ai 3 anni, anche attraverso la progressiva integrazione degli stessi con l’autoveicolo, e si prevede l’impegno a promuovere campagne di informazione e comunicazione, con particolare riferimento all’obbligo di installazione dei dispositivi anti-abbandono e a quello di indossare le cinture di sicurezza anche sui sedili posteriori.
Infine, tra le diverse proposte, la Conferenza unificata ha chiesto di intervenire con regolamento per ampliare il numero delle strade adatte alla realizzazione di piste ciclabili.

Codacons: servono norme ad hoc per chi crea contenuti social alla guida
Il Codacons ha accolto con favore le novità in tema di Codice della strada, ma chiede misure più incisive contro chi realizza contenuti social alla guida di una vettura e maggiori controlli sulle strade.
“Appoggiamo la stretta in tema di sicurezza stradale e qualsiasi misura tesa a sospendere la patente a chi mette a rischio la propria vita e quella altrui attraverso comportamenti pericolosi alla guida – spiega il presidente Carlo Rienzi – Crediamo, tuttavia, che servano misure specifiche anche verso chi, come influencer e youtuber, usa il cellullare alla guida per realizzare video e contenuti da pubblicare sui social network, comportamenti sempre più diffusi tra i giovani come purtroppo dimostrano incidenti e recenti tragedie avvenute in Italia”.
“Il problema reale tuttavia è un altro: in assenza di un incremento dei controlli lungo le strade e senza un potenziamento delle forze dell’ordine sul territorio, qualsiasi inasprimento delle pene sarà del tutto inutile, perché i trasgressori continueranno a violare le regole nella certezza di farla franca”, conclude Rienzi.
Assoutenti: bene stretta su autovelox
Per Assoutenti è positiva la stretta sugli autovelox, “uno strumento – sottolinea l’associazione – troppo spesso usato dagli enti locali per fare cassa e che lo scorso anno ha garantito nelle grandi città introiti per quasi 76 milioni di euro“.
Proprio Assoutenti, qualche settimana fa, aveva diffuso un report in cui, dalla Telesina al Salento passando per le Dolomiti, si evidenziavano le anomalie legate all’uso degli autovelox in Italia (qui i principali dati del report).
“Siamo favorevoli alle multe verso chi supera i limiti di velocità e a qualsiasi inasprimento delle sanzioni per i trasgressori, a patto che i primi a rispettare le regole siano gli enti locali, che non devono usare gli autovelox come bancomat, ma solo ai fini di garantire la sicurezza stradale – spiega il vicepresidente di Assoutenti, Gabriele Melluso –. In tal senso riteniamo giusto regolarizzare l’uso di tali apparecchi, prevedendo però sanzioni salate anche per gli enti locali che non rispettano le disposizioni”.

