Farmaco troppo caro per cura malattia rara, Antitrust: Leadiant riduce il prezzo (Foto Pixabay)
Farmaco troppo caro per cura malattia rara, Antitrust: Leadiant riduce il prezzo
L’Antitrust ha chiuso l’istruttoria per ottemperanza alla decisione di abuso di posizione dominante nei confronti di Leadiant. Il caso riguarda il farmaco Acido Chenodeossicolico Leadiant® utilizzato per la cura della malattia rara xantomatosi cerebrotendinea e che veniva venduto al SSN a prezzo spropositato
Prezzi “ingiustificatamente gravosi” per vendere al Servizio Sanitario Nazionale un farmaco usato per la cura di una malattia rara. Questo il caso sul quale si è espressa l’Antitrust, che ha appena chiuso l’istruttoria per ottemperanza alla decisione di abuso di posizione dominante nei confronti di Leadiant, attiva nel mercato della produzione e vendita di farmaci orfani.
Il caso riguarda il farmaco Acido Chenodeossicolico Leadiant® utilizzato per la cura della malattia rara chiamata xantomatosi cerebrotendinea. L’accusa dell’Autorità: Leadiant Biosciences ed Essetifin, del gruppo Leadiant, avevano imposto prezzi ingiustificatamente alti per vendere al Servizio Sanitario Nazionale l’Acido Chenodeossicolico Leadiant per la cura della malattia rara.
Prezzi troppo alti per il farmaco orfano
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso dunque l’istruttoria per l’ottemperanza da parte di Leadiant Biosciences Ltd. e della controllante Essetifin S.p.A. al provvedimento con cui aveva accertato il loro abuso di posizione dominante.
Come ricorda l’Antitrust in una nota, le due società avevano imposto prezzi “ingiustificatamente alti” per vendere al SSN il farmaco usato per la cura di una malattia rara, la xantomatosi cerebrotendinea, un difetto enzimatico che provoca l’accumulo, tra l’altro, di colesterolo in molti tessuti, tra cui i tendini e il sistema nervoso centrale, provocando disfunzioni neurologiche, cognitive e sistemiche.
L’Autorità aveva ritenuto che “Leadiant Biosciences ed Essetifin, in posizione dominante, sfruttando la debolezza negoziale della domanda, avessero ottenuto un prezzo per il farmaco orfano – pari a [5.000-7.000] euro a confezione – troppo oneroso perché sproporzionato rispetto ai costi sostenuti e iniquo alla luce della natura del prodotto, degli investimenti in ricerca e sviluppo effettuati, del rischio affrontato nel progetto di registrazione, del valore terapeutico”.
Un negoziato fra le imprese farmaceutiche e l’Aifa ha portato alla definizione di un nuovo prezzo del farmaco, in vigore dal 15 marzo 2024.
Dalle evidenze istruttorie, spiega l’Antitrust nel provvedimento, emerge che il nuovo prezzo del farmaco “pari a circa [2.000-4.000] euro per confezione da 100 capsule di 250 mg ciascuna, rappresenti una significativa riduzione del precedente prezzo” e risulti in linea con quello applicato prima della condotta abusiva. In questo modo le due società farmaceutiche, conclude l’Antitrust, “hanno ottemperato a quanto richiesto dall’Autorità con un significativo impatto positivo, in termini di riduzione dei prezzi, per il SSN”.

