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Potrebbe essere “il momento della svolta” per la legge sui caregiver familiari. Domani la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli sarà in audizione sulla proposta di legge. E le associazioni Cittadinanzattiva e CARER, firmatarie del recente Manifesto-Appello “Caregiver: per una legge inclusiva e di equità sociale”, chiedono di tenere conto delle richieste avanzate a ottobre nel documento.

“Siamo sempre più vicini alla presentazione di una proposta di legge per il riconoscimento del ruolo del caregiver. Sarebbe un traguardo importantissimo, e ci auguriamo che si tenga conto di tutte le richieste avanzate dalle organizzazioni che hanno partecipato al Tavolo tecnico  – istituito su iniziativa del Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli e del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Calderone – e che si arrivi ad una legge inclusiva e di equità sociale come richiesto nel Manifesto-appello che abbiamo presentato ad ottobre”.

Queste le parole di Cittadinanzattiva e CARER (Associazione Caregiver Familiari) in vista dell’audizione della ministra Alessandra Locatelli, in programma domani presso la Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati.

Manifesto-Appello per una legge sui caregiver familiari

Il Manifesto, sottoscritto da oltre 100 soggetti tra associazioni, nazionali e locali, organizzazioni sindacali e ordini professionali e 16 amministrazioni locali e firmato anche da migliaia di cittadini sulla piattaforma Change.org, richiama i criteri che sarebbero qualificanti per una legge nazionale considerata innovativa.

“Si tratta di quattro elementi che – sottolineano Cittadinanzattiva e CARER – chiediamo alla Ministra di inserire nella proposta che a breve vedrà la luce in Parlamento, ossia: una definizione ampia della figura, che riconosca diritti e tutele anche se il caregiver non convive o non è un familiare della persona assistita; il coinvolgimento attivo del caregiver nella stesura del cosiddetto Progetto di vita o Progetto Assistenziale Individualizzato della persona assistita (normative regionali e Art. 39 Dlgs 29/24) perchè lo stesso sia espressione anche dei suoi bisogni come caregiver; l’attivazione di tutele crescenti rapportate al carico assistenziale e agli impatti/bisogni del caregiver; risorse e strumenti per garantire una effettiva esigibilità delle tutele ed essere così una concreta base di partenza per il disegno e l’attuazione di servizi e sostegni dedicati a chi si prende cura”.

“Senza questi elementi, avremmo una legge nazionale sbiadita, non al passo con i tempi e con le esigenze di circa otto milioni di persone, tra pazienti e caregiver, e non in grado di superare le numerose difformità territoriali e regionali ad oggi esistenti nei diritti riconosciuti a chi assiste una persona malata – concludono le due associazioni – Ci auguriamo che sia davvero il momento della svolta”.

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