Bambini e adolescenti, Unicef: la salute mentale è un diritto
Nel mondo 1 adolescente su 7 fra i 10 e i 19 anni soffre di un disturbo mentale diagnosticato. In Italia circa 2 milioni di minori. Al Bambino Gesù negli ultimi anni aumento vertiginoso delle consulenze neuropsichiatriche al pronto soccorso
La salute mentale dei bambini e degli adolescenti richiede attenzione, prevenzione, cura. Nella Giornata mondiale della salute mentale, che ricorre oggi, le realtà che si occupano dell’infanzia richiamano l’attenzione sul diritto alla salute mentale fra i più piccoli, sia in contesti di emergenza e crisi umanitarie sia in contesti solo apparentemente “tranquilli”.
Depressione, ritiro sociale, rifiuto scolastico, autolesionismo, ansia, disturbi del comportamento alimentare, ideazione suicidaria. Nel mondo circa 1 adolescente su 7 tra i 10 e i 19 anni soffre di un disturbo mentale diagnosticato. In Europa i minori che soffrono di un problema di salute mentale sono più di 11 milioni, in Italia sono circa 2 milioni. Oltre il 50% delle patologie psichiatriche esordisce prima dei 14 anni di età e l’80% prima dei 19 anni. Ansia e depressione sono il 40% dei disturbi mentali diagnosticati.
Bambino Gesù, più 1000% di consulenze neuropsichiatriche al pronto soccorso
Il diritto alla salute mentale di bambini e adolescenti è una delle priorità dell’agenda mondiale e nazionale. A confermarlo in modo indiretto sono anche i dati diffusi dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, che racconta di un’impennata impressionante di richieste di aiuto e assistenza ai suoi servizi di neuropsichiatria. Al Bambino Gesù le consulenze neuropsichiatriche al pronto soccorso sono infatti passate dalle 155 del 2011 alle 1.844 del 2024. È un aumento del 1000%, da 1 consulenza ogni 2 giorni di media a circa 5 al giorno. Gli accessi per autolesionismo, che è una delle richieste di aiuto più frequenti, sono passati dai 12 del 2011 ai 709 del 2024.
La salute mentale è un diritto
La giornata di oggi si concentra sulla salute mentale in contesti di emergenza. L’Unicef ricorda allora che milioni di bambini e famiglie affrontano un’immensa sofferenza a causa di conflitti armati, guerre, eventi climatici estremi.
“Oltre 473 milioni di bambini, uno su sei a livello globale, vivono in aree colpite da conflitti – ricorda l’Unicef – Lo sviluppo, l’istruzione e le relazioni dei bambini risentono negativamente quando la salute mentale viene trascurata in questi contesti”.
«La salute mentale è un diritto. In tempi di crisi, il diritto alla salute mentale è gravemente a rischio. La prevenzione, promozione e cura della salute mentale è una delle principali priorità dell’Unicef nei paesi in cui opera – ha dichiarato Nicola Graziano, presidente dell’Unicef Italia – Vogliamo ricordare che a livello globale, un adolescente su sette fra i 10 e i 19 anni soffre di disturbi mentali che compromettono la sua capacità di apprendere, relazionarsi e crescere e nel mondo quasi la metà dei disturbi mentali insorge prima dei 18 anni».
«Il suicidio risulta essere la quarta causa di morte più comune tra gli adolescenti di età compresa tra i 15 e i 19 anni – ricorda Graziano – Fortunatamente, fra il 2018 e il 2022 I tassi di suicidio sono diminuiti in 18 paesi, sono rimasti pressoché stabili in 7 e sono aumentati in 17. L’Italia è all’8° posto su 36 Paesi sulla salute mentale e ha il 6° tasso più basso di suicidi adolescenziali (su 42 Paesi)».
Fra le priorità individuate nel monitoraggio “Le cose da fare: Agenda Unicef 2022–2027 per l’infanzia e l’adolescenza” ci sono le proposte dell’Unicef sulla salute mentale. Fra le richieste: aumentare significativamente gli investimenti a lungo termine nei servizi di salute mentale e benessere psicosociale, perché in Italia la spesa pubblica per questo settore è tra le più basse d’Europa; garantire un sistema integrato e uniforme di assistenza neuropsichiatrica infantile e adolescenziale in tutto lo Stato, con sufficienti risorse umane, tecniche e finanziarie; istituire un efficace sistema di monitoraggio della salute mentale dei bambini e degli adolescenti.

