Malnutrizione e obesità nei bambini, serve un ambiente alimentare più sano (Foto di Zaki AHMED da Pixabay)
Malnutrizione e obesità nei bambini, serve un ambiente alimentare più sano
Nel mondo l’obesità ha superato il sottopeso fra le forme più diffuse di malnutrizione fra i bambini in età scolare. Unicef: serve un ambiente alimentare più sano. I diabetologi chiedono all’industria alimentare di fare cibi più sani
Serve un ambiente alimentare più sano contro la malnutrizione dei bambini. E mentre nei paesi a basso e medio reddito è la denutrizione la forma di malnutrizione più diffusa, negli anni sono aumentati a livello globale obesità e sovrappeso, tanto che a oggi l’obesità per la prima volta ha superato il sottopeso fra le forme più diffuse di malnutrizione fra i bambini in età scolare e gli adolescenti.
Nella Giornata mondiale dell’alimentazione di ieri, l’Unicef Italia ha ricordato i dati sulla malnutrizione evidenziando che nel mondo ci sono 391 milioni di bambini fra i 5 e i 19 anni in sovrappeso. È una condizione legata anche a un ambiente alimentare che non promuove cibi sani. Basti pensare al marketing alimentare pervasivo, che ha come target i più piccoli, e alla promozione che viene fatta nei confronti dei cibi ultraprocessati.
La diffusione dell’obesità fra i minori
L’obesità ormai colpisce 1 bambino in età scolare e adolescenziale su 10, ovvero 188 milioni. In Italia più di 1 bambino su 4 è in condizioni di sovrappeso, mentre 1 su 10 è in condizioni di obesità.
L’obesità, ricorda l’Unicef Italia, supera ora il sottopeso in tutte le regioni del mondo, ad eccezione dell’Africa subsahariana e dell’Asia meridionale. Secondo l’Unicef la diffusione del sottopeso tra i bambini e le bambine di età compresa tra i 5 e i 19 anni è diminuita dal 2000, passando da quasi il 13% al 9,2%, mentre i tassi di obesità sono aumentati dal 3% al 9,4%.
«Mentre la denutrizione, come la malnutrizione acuta e la malnutrizione cronica, rimane una preoccupazione significativa tra i bambini e le bambine sotto i 5 anni nella maggior parte dei paesi a basso e medio reddito, la diffusione del sovrappeso e dell’obesità è in aumento tra i bambini in età scolare e gli adolescenti – ha detto Nicola Graziano, presidente dell’Unicef Italia – Secondo gli ultimi dati disponibili, 1 bambino e adolescente su 5 di età compresa tra i 5 e i 19 anni a livello globale, ovvero 391 milioni, è in condizione di sovrappeso, di cui una percentuale significativa ora è classificata come persone che vivono con obesità».
Serve un ambiente alimentare più sano
Il presidente Unicef richiama l’impatto dell’ambiente alimentare: «L’obesità e la malnutrizione sono il risultato di ambienti che troppo spesso non proteggono i bambini, ma li espongono a rischi evitabili. Per invertire questa tendenza è fondamentale costruire ambienti alimentari più sani e accessibili, promuovere politiche pubbliche efficaci e investire in programmi di prevenzione e informazione».
I diabetologi all’industria alimentare: meno additivi, zuccheri aggiunti e sale
E se spesso si è parlato di un ambiente “obesogeno”, vale la pena citare un appello che l’Associazione Medici Diabetologi (AMD) ha rivolto ai rappresentanti dell’industria alimentare in occasione dell’apertura del suo congresso nazionale, in corso a Bologna fino a domani.
Gli specialisti impegnati nel fronteggiare il diabete hanno rivolto il loro sguardo a chi produce il cibo, chiedendo un’assunzione di responsabilità concreta nei confronti della salute pubblica. Le richieste fatte dai diabetologi sono di ridurre il grado di processazione degli alimenti, limitare l’uso di additivi superflui, contenere l’uso di zuccheri aggiunti e di sale, rivedere i sistemi di conservazione dei prodotti e promuovere un marketing più veritiero e trasparente. In sintesi: etichette più comprensibili, con liste ingredienti più corte e chiare.
«Numerosi studi epidemiologici hanno dimostrato che le attuali abitudini alimentari dominanti sono associate a patologie croniche come obesità, diabete tipo 2, malattie cardiovascolari e alcuni tumori – ha detto il professor Riccardo Candido, presidente AMD – A destare preoccupazione sono l’eccesso di zuccheri, in particolare nelle bevande, l’elevata densità calorica dei cibi pronti, l’uso di grassi idrogenati e sale per migliorarne gusto e palatabilità, l’abuso di additivi per prolungarne la conservazione e il crescente grado di processamento degli alimenti. L’allarme, sia scientifico che sanitario, è chiaro: riguarda il benessere delle generazioni presenti e future. Con questo appello chiediamo all’industria alimentare di essere alleata della prevenzione, perché il cibo può e deve diventare un veicolo di salute».

