Pronti a contare, i risultati dell'indagine
Pronti a contare, quanto sono bravi gli italiani con il denaro?
Gli italiani dichiarano un’alta fiducia nella propria capacità di gestire il denaro e i pagamenti digitali ma in realtà sovrastimano le loro competenze. Credito al consumo, Buy Now Pay Later, microtransazioni legate al gioco: i risultati dell’indagine “Pronti a contare”
Gli italiani mostrano un’alta fiducia nella propria capacità di gestire il denaro, che alla prova dei fatti si infrange però con le competenze reali. “Pronti a contare”, ma quanto? Si sentono “bravi con i soldi” ma spesso queste competenze sono parziali, come emerge dalla conoscenza incompleta dei termini finanziari, da una certa confusione (ad esempio fra carte di credito e di debito) e da alcune difficoltà concrete. Ancora: strumenti come il Buy Now, Pay Later sono in forte crescita fra i giovani ma con una scarsa percezione dei rischi. Rimane il gap fra Nord e Sud e rimangono differenze di genere nelle competenze e nella stessa percezione della propria preparazione finanziaria.
Vulnerabilità nelle competenze finanziarie
Il quadro emerge dalla presentazione del risultati della ricerca lanciata per il progetto “Pronti a contare”, un’indagine online cui hanno partecipato oltre 2 mila cittadini.
Dalla ricerca emerge infatti “una diffusa sovrastima delle proprie competenze finanziarie, che non trova riscontro nei dati oggettivi e comporta vulnerabilità nella gestione del bilancio familiare e del debito. Le criticità riguardano anche i giovani, spesso inclini a una particolare sottovalutazione dei rischi legati a strumenti digitali in forte crescita come il BNPL, una scarsa attenzione al risparmio e al monitoraggio delle proprie spese”.
“Pronti a contare” è il progetto, finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, realizzato dalle associazioni Adiconsum (capofila), Codacons, Confconsumatori, CTCU, Movimento Consumatori e Movimento Difesa del Cittadino. L’indagine restituisce dunque un’Italia in transizione, con alta fiducia nelle proprie capacità finanziarie, ma competenze oggettivamente insufficienti, forte esposizione dei giovani ai nuovi strumenti di credito e domanda massiccia di educazione finanziaria.
Competenze incrinate alla prova dei fatti
Fra gli italiani – questo uno dei primi risultati – emerge una sovrastima delle competenze. L’83% degli intervistati si attribuisce competenze finanziarie “buone, alte o molto alte”, ma quando si verificano le conoscenze concrete emergono lacune significative (in linea con Eurobarometro 2023 e OCSE-PISA). Il 48,9% dichiara di controllare sempre entrate e uscite, eppure la percezione di controllo supera spesso la realtà.
Quasi l’80% degli intervistati afferma di saper riconoscere con sicurezza i segnali di sovraindebitamento e di prestare attenzione nella sottoscrizione di prestiti o strumenti BNPL.
Fa da contraltare una certa confusione, ad esempio sui mezzi di pagamento. Rimangono incertezze diffuse fra carta di credito e carta di debito e molti non distinguono correttamente funzioni e rischi.
Pagamenti digitali
I pagamenti digitali sono riconosciuti come utili ma una parte del campione ha preoccupazioni e timori.
Solo il 20% si sente “molto sicuro” nei pagamenti digitali; il 30% adotta un atteggiamento prudente; oltre il 70% è preoccupato o molto preoccupato per le truffe online. Il 38,9% riconosce che semplificano la gestione del denaro, ma la cautela resta elevata.
Buy Now, Pay Later: bisogno di informazione
L’indagine di Pronti a contare approfondisce poi la diffusione e la conoscenza del Buy Now Pay Later (BNPL). Si tratta di uno strumento in crescita ma con alta incertezza e forte domanda di informazione.
Vi fa ricorso il 22% del campione ma con picchi del 44% tra i 18-24 anni e del 34,3% tra i 24-35 anni. Il 30% non conosce affatto i rischi associati e solo il 16,7% si dichiara completamente informato sui rischi.
Quasi il 70% degli intervistati ritiene che il BNPL possa favorire acquisti impulsivi e solo il 7% dice di comprendere appieno le regole di rimborso. Quasi tutti esprimono una forte domanda di informazione.
Microtransazioni di gioco
Un altro focus di rilievo è rappresentato dalle risposte su microtransazioni legate ai giochi online e all’azzardo. Queste coinvolgono una quota ridotta di famiglie, ma sono potenzialmente problematiche se non adeguatamente controllate.
Riguardano il 13% delle famiglie ma il 75% le considera rischiose se non monitorate. Fra gli utenti abituali c’è più fiducia verso i pagamenti digitali ma una minore attenzione ai potenziali rischi e atteggiamenti più permissivi rispetto alla necessità di limiti e controlli su queste spese.
Competenze finanziarie, i gap
L’indagine conferma poi l’esistenza di un gap di genere (il 53% degli uomini dichiara competenze finanziarie elevate contro il 43,6% delle donne) e l’esposizione maggiore dei giovani, fra cui solo il 50% tiene traccia di entrate e uscite (contro il 77% degli over 65).
Solo il 20% dei giovani (18-34 anni) legge e comprende senza difficoltà le condizioni di prestiti, carte e BNPL.
Ci sono poi divari territoriali e scelte finanziarie (nonché competenze percepite) influenzate dalla disponibilità economica. Chi ha redditi superiori a 50 mila euro si sente “molto preparato” su prestiti e carte nel 31,4% dei casi; la quota crolla al 15% sotto i 15 mila euro. In tutte le fasce di reddito permane la tendenza a evitare acquisti ritenuti troppo costosi, sebbene la definizione di “bene troppo caro” vari in base al budget.
Bisogno di informazione e cultura finanziaria
In un contesto economico spesso difficile per molte famiglie, aumenta dunque il bisogno di informazione, trasparenza e cultura finanziaria. Fra le richieste avanzate dai cittadini, restituite dal progetto Pronti a contare, emergono soprattutto quelle di educazione finanziaria nelle scuole, formazione per gli adulti, campagne informative e servizi di consulenza indipendenti. E in questo i Consumatori possono avere un ruolo cruciale.
Le soluzioni prioritarie indicate dagli intervistati sono infatti:
- 64,9% corsi di educazione finanziaria nelle scuole
- 47,7% corsi per adulti
- 46,4% maggiore chiarezza da banche e finanziarie
- 36,6% campagne informative su opportunità e rischi
- 36,5% consulenza personalizzata presso enti del Terzo Settore (più del doppio rispetto agli istituti di credito)
- 23,3% strumenti digitali semplici per il bilancio familiare e il controllo delle spese
Le richieste dei Consumatori
Le sei associazioni di consumatori lanciano un appello concreto alle istituzioni e al mondo finanziario.
Chiedono di realizzare iniziative strutturate di educazione finanziaria mirate a giovani e donne, istituire sportelli di consulenza finanziaria presso le associazioni, promuovere campagne congiunte sulla sicurezza dei pagamenti digitali e sull’euro digitale. Ancora: chiedono di coinvolgere banche e operatori per informative trasparenti e di creare un tavolo permanente di co-progettazione fra associazioni consumatori e istituzioni per azioni concrete di alfabetizzazione finanziaria.
“La vera resilienza finanziaria – spiegano – nasce da un approccio al debito prudente, attento e ben informato, assistito in modo competente e soprattutto disinteressato”.

