Scuola, il Governo: tetto agli stranieri. Federconsumatori: “Mossa elettorale e misura discriminatoria”

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Scuola, tetto agli stranieri. Federconsumatori: “Mossa elettorale e misura discriminatoria” (Foto Pixabay)

Tetto agli studenti stranieri per classe e divieto di entrare con burqa e niqab. Sulla scuola si abbattono gli ultimi annunci del Governo, che interviene a gamba tesa e con parole propagandistiche su quel complesso meccanismo che è la scuola. La scuola italiana è fatta di eccellenze in condizioni di difficoltà, fra edifici vetusti, crolli, differenze territoriali, difficoltà organizzative e quant’altro. Gli studi delle associazioni dei consumatori denunciano il caro scuola e i costi che si abbattono sulle famiglie fra spese per il corredo scolastico e per i libri.

Arriva invece l’annuncio della presidente del Consiglio Consiglio Giorgia Meloni: «in cdm vareremo in provvedimento che introduce per legge il numero massimo di studenti stranieri per classe», «l’obbligo per i genitori di studenti stranieri con problemi gravi di inserimento scolastico di imparare l’italiano» e «il divieto di burqa e niqab».

Il legame? Tutto ideologico e poco pratico. Una circolare già esiste, prevede un tetto del 30% di alunni stranieri per classe e risulta inapplicabile. Quando si parla di inclusione e difficoltà a scuola, le domande sono tante. Quali sono gli stranieri di cui si parla? I bambini e i ragazzini di seconda generazione, nati in Italia, che già parlano italiano? Tutti coloro che hanno un passaporto “diverso”? E quanti burqa oggettivamente si sono mai visti in una scuola? E come considerare la ripartizione delle classi e la presenza degli “stranieri” che spesso dipende dal territorio, dal quartiere, dalla concentrazione nelle periferie? E cosa si fa con gli alunni “in eccesso”? Non si fanno entrare alla scuola primaria?

La voce dei presidi

L’applicazione pratica risulta complicata, hanno avvertito i presidi.

«Sul piano didattico, l’obiettivo è fondato e condivisibile, ma tradurlo in pratica è molto complesso», ha affermato Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi (ANP), intervenendo sul tema del tetto alla presenza di alunni stranieri nelle classi.

«Le scuole devono innanzitutto accogliere gli alunni del territorio, soprattutto nell’infanzia e nella primaria. Se in un determinato quartiere la presenza di famiglie straniere è maggioritaria, come si può rispettare un limite percentuale? Non possiamo certo mandare via i ragazzi», osserva Giannelli.

È proprio questa difficoltà concreta, sottolinea il presidente dell’ANP, ad aver reso di fatto inapplicabile il tetto del 30% previsto dalla precedente circolare. «Il principio di favorire classi equilibrate può essere condivisibile dal punto di vista educativo, ma servono strumenti concretamente attuabili e compatibili con il diritto degli alunni a frequentare la scuola del proprio territorio».

Federconsumatori: “Misure improntate a discriminazione ed esclusione”

Federconsumatori interviene nel dibattito e ricorda che, secondo un suo recente studio, le famiglie quest’anno spenderanno oltre 670 euro per il corredo scolastico e 545 euro per i testi scolastici. Secondo un altro studio, sostenere i costi dell’istruzione per un ragazzo lungo l’intero percorso di studi (elementari-laurea triennale) costa circa 15 mila euro.

Nonostante questo quadro, e invece di studiare misure per garantite l’accesso allo studio e costi sostenibili, il Governo “pensa bene di dedicare la propria attenzione a misure improntate alla discriminazione e all’esclusione – commenta Federconsumatori –Va in questa direzione il tetto agli studenti stranieri, misura che già da anni si scontra con la realtà (come denunciano molto Presidi), e che oggi assume più il carattere di una mossa elettorale, con un’apertura a destra, piuttosto che un reale provvedimento (che rimane, in ogni caso, pressoché incommentabile nel merito). Così come, nella stessa direzione, va il consenso esplicito delle famiglie all’educazione sessuale nelle scuole”.

Le famiglie hanno invece bisogno di “sostegni per il diritto allo studio, per il diritto alla mobilità, per il contrasto alla povertà alimentare ed energetica – prosegue l’associazione – Per questo chiediamo al Governo di invertire la rotta: servono un piano strutturale di potenziamento delle borse di studio e del diritto allo studio, la gratuità dei libri di testo per le scuole dell’obbligo, il rafforzamento del trasporto pubblico scolastico e misure concrete contro il caro-vita (a partire dai carburanti ed energia). La scuola deve rimanere un luogo di inclusione e di pari opportunità, un luogo dove coltivare il nostro futuro, non il terreno di scontri ideologici”.

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