Adoc: battaglie future su accesso a farmaci e patologia da gioco d’azzardo
Le due battaglie del futuro sono i farmaci, e l’accesso a quelli di classe elevata, e la necessità di affrontare la patologia da gioco d’azzardo: sono queste le due tematiche sulle quali l’Adoc intende puntare l’attenzione per il prossimo futuro, secondo quanto emerso dall’Assemblea congressuale dell’associazione che si è svolta ieri. “Tutta l’Adoc condivide la necessità di rivolgere l’attenzione alla salute dei consumatori – ha detto Lamberto Santini, presidente dell’Adoc – in particolare per quanto riguarda la disponibilità di farmaci costosi e di classe elevata per malattie gravi e la dipendenza dal gioco d’azzardo, ormai equiparabile a quella per droghe e alcool. Perché l’Italia è così in ritardo nel combattere malattie estremamente gravi come l’epatite C?”. Il riferimento di Santini è al caso, sollevato pochi giorni fa, della disponibilità di un nuovo farmaco per la cura dell’epatite C, che ha però un costo proibitivo (i cicli di cura costano 60 mila euro) e che non è ancora disponibile in Italia.
Il farmaco è in fase di approvazione da parte dell’Aifa: qualcuno si sta organizzando per acquistarlo a San Marino ma alcuni malati avrebbero comprato il nuovo farmaco, il Sufosbuvir, da farmacie online con base in India. Da qui il monito del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che ha chiesto di evitare l’acquisto di farmaci online.“In Europa e negli Stati Uniti la nuova cura è già disponibile, da noi no – ribadisce Santini – La conseguenza è che chi può permettersi la costosa cura è tentato da acquistare fuori dal Paese o, rischiando di incappare in prodotti contraffatti e pericolosi, sul web. I lunghi tempi di attesi, legati principalmente a fattori economici e di rimborsabilità, sono intollerabili per molti cittadini che si trovano nello stato avanzato della malattia. I forti ritardi del Paese fanno aumentare il rischio di un’uscita dell’Italia da quella cerchia di Paesi più “civili” e attenti alla salute del cittadino”.
Secondo l’associazione, “va rivisto il concetto di malato europeo, transnazionale, tendente a una maggiore accessibilità, anche economica, alle cure”. Allo stesso tempo, l’associazione torna a puntare i riflettori sul gioco d’azzardo, tema sul quale l’attenzione della società civile si sta ampliando: solo qualche giorno fa una petizione lanciata su change.org ha chiesto di vietare la pubblicità del gioco d’azzardo, considerato che in Italia si conterebbero ormai 800 mila giocatori dipendenti e circa due milioni di giocatori problematici.
Sostiene Santini: “Lo Stato non può più ignorare le patologie da gioco d’azzardo, non può più lucrare sulle spalle delle famiglie italiane. Occorre intervenire duramente e urgentemente per fermare la diffusione del gioco d’azzardo, ponendo uno stop duraturo all’apertura di nuove sale e al rilascio di nuove licenze. La dipendenza da gioco d’azzardo colpisce oltre 1 milione di italiani, con ripercussioni gravissime a livello psicologico, familiare e economico. È una situazione intollerabile, che rischia seriamente di degenerare se non verranno messi in atto in breve tempo interventi a contrasto del gioco d’azzardo. Gioco d’azzardo che oltre a mettere in ginocchio le famiglie foraggia la malavita organizzata, rendendo la questione ancora più cupa”.

