Un flash mob perché l’Italia sia leader in Europa nell’adozione di un’efficace Tassa sulle Transazioni Finanziarie (TFF), o Robin Hood Tax, e perché i proventi siano destinati alla lotta alla povertà e al contrasto ai cambiamenti climatici in Europa e nei Paesi in via di sviluppo maggiormente colpiti dalla crisi. Questi gli obiettivi dell’iniziativa andata in scena questa mattina in piazza Montecitorio a Roma.
Alla vigilia del primo Ecofin del semestre di Presidenza italiana – che si terrà domani sotto la presidenza del ministro dell’Economia – oltre 50 organizzazioni della società civile italiana aderenti alla Campagna ZeroZeroCinque, assieme a molte altre realtà afferenti alle RobinHoodTax Campaigns di tutta Europa, hanno infatti chiesto al Premier Matteo Renzi e al Ministro Pier Carlo Padoan un impegno dell’Italia volto a raggiungere un accordo per l’adozione di un’efficace tassa sulle transazioni finanziarie (TTF).
La Campagna ZeroZeroCinque chiede in particolare al Governo italiano di “utilizzare l’occasione fornita dal semestre di Presidenza dell’Unione Europea per raggiungere l’accordo sull’adozione di una tassa europea sulle transazioni finanziarie che sia immune dalle scappatoie ideate da trader ad “alta frequenza” – si legge online – Una tassa che venga applicata alle azioni e già dalla sua prima fase a un ampio spettro di strumenti derivati, accompagnandola con l’introduzione di principi di tassazione che garantiscano un solido assetto anti-evasione e la definizione da subito di una roadmap chiara e legalmente vincolante relativa alle fasi successive di attuazione, volte ad estendere gradualmente l’imposta a tutte le classi di strumenti finanziari. Infine, la campagna ZeroZeroCinque ritiene che sia essenziale non tradire lo spirito originario che ha condotto all’ideazione della tassa: recuperare risorse innovative per lo sviluppo e per la lotta ai cambiamenti climatici, oltre che per il finanziamento di programmi di lotta alla povertà nei Paesi partecipanti”.
Questa mattina dunque è stato realizzato un flash mob che, spiegano i promotori dell’iniziativa, “ha messo in scena un allenamento del “capitano” Padoan alla presenza del suo coach Robin Hood e di una rappresentanza degli oltre 780.000 “tifosi” del RobinHoodTax Team: i cittadini di tutto il mondo che hanno sottoscritto un appello in favore della TTF europea. L’Italia è infatti oggi alla guida di una squadra composta da altri 10 paesi europei che hanno già espresso la loro volontà di definire una versione condivisa della TTF. Secondo le associazioni che aderiscono alla campagna, questa tassa, che va concepita in modo da colpire gli abusi della finanza, può essere in grado di recuperare risorse da investire in Europa e nel mondo per la lotta alla povertà e ai cambiamenti climatici, e rappresentare un importante passo in avanti per garantire ai Paesi europei che la adotteranno un ruolo da campione nella lotta alla speculazione e alla povertà”.
Nella lettera inviata nei giorni scorsi a Renzi e Padoan, si chiede che l’accordo sulla tassa e sulla prima fase di applicazione contempli quattro condizioni: un’efficace tassa sulle azioni deve essere applicata a tutte le transazioni fatte, intercettando anche le operazioni intra-day; un ampio spettro di strumenti derivati dovrebbe essere soggetto a tassazione già in questa prima fase; dovrebbero essere applicati il principio di residenza, di emissione e della controparte – “Bisognerebbe inoltre chiarire che è la residenza del beneficiario effettivo (piuttosto che quella di chi opera per suo conto) a determinare l’esigibilità dell’imposta secondo il principio di residenza. L’applicazione di questi principi permetterebbe di ottenere un gettito più alto per ciascuno degli 11 Paesi partecipanti e di assicurare solide misure anti-evasione” – e infine dovrebbe essere definita una roadmap chiara e legalmente vincolante per le fasi successive dell’imposta, permettendo agli Stati che volessero di introdurre l’imposta con una base imponibile più ampia (comprensiva per esempio delle obbligazioni e di tutti gli strumenti derivati) sin dalla sua prima fase.
La lettera intende inoltre ribadire lo “spirito originario” di questa tassazione. Si legge infatti: “La TTF è stata a lungo associata al novero delle risorse innovative per lo sviluppo e per la lotta ai cambiamenti climatici, obiettivi internazionali verso cui indirizzare una parte del suo gettito in aggiunta all’altrettanto necessario finanziamento di programmi di lotta alla povertà nei Paesi partecipanti. Un annuncio di questa portata rappresenterebbe uno storico traguardo atteso da tempo dalla società civile e dai cittadini europei. È tempo di agire nel solco di una riforma del sistema finanziario e per la realizzazione di meccanismi di finanza innovativi per lo sviluppo e per il clima”.
Sostiene Andrea Baranes, fra i promotori della campagna presenti oggi a Roma: “Nella partita che si giocherà sul campo delle riforme economico-finanziarie nei prossimi sei mesi, l’Italia e la squadra degli 11 Paesi europei pro Robin Hood Tax può davvero raggiungere un traguardo di portata storica per una maggiore giustizia sociale e fiscale. E’ però necessario che la TTF sia concepita in modo da avere un reale impatto sulla speculazione finanziaria. Per questo chiediamo che la tassa si applichi alle azioni e già dalla sua prima fase a un ampio spettro di strumenti derivati, con principi di tassazione che garantiscano un solido assetto anti-evasione. Inoltre è importante che sin dall’inizio venga prevista l’estensione graduale dell’imposta a tutte le classi di strumenti finanziari, tramite una road map chiara e legalmente vincolante”.
La TTF non è l’ennesima tassa che va a gravare sulle tasche dei cittadini o piccoli risparmiatori – ha aggiunto Leonardo Becchetti, portavoce della Campagna ZeroZeroCinque – ma un’imposta che rende svantaggiose pratiche altamente speculative sui mercati, e quindi colpisce le operazioni ad alta frequenza sconnesse dall’economia reale e con ricadute sociali negative. La finanza ha potenzialità enormi e può fare di più, molto di più. Deve essere al servizio dell’economia reale e non autoreferenziale. Un euro può finire nella slot machine del trading ad alta frequenza o alimentare fondi di garanzia per investimenti di microfinanza o a piccole e medie imprese moltiplicando la creazione di valore economico e finanziando programmi per la sostenibilità ambientale e la lotta alla povertà qui in Italia e nel mondo. L’inversione di tendenza inizia dalla tassa sulle transazioni finanziarie. Il fine dei mercati finanziari non è aumentare all’infinito la loro velocità ma il servizio all’economia reale”.

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