L'impatto del Covid sull'Industria di Marca, Centromarca: dalle aziende cauto ottimismo

A febbraio l’inflazione accelera un po’ e passa a più 0,6% su base annua. Rallenta lievemente, invece, il carrello della spesa.

Le stime preliminari dell’Istat del mese di febbraio dicono che l’inflazione registra un aumento dello 0,1% su base mensile e dello 0,6% su base annua (da +0,4% di gennaio).

La lieve accelerazione dipende dal fatto che è minore la flessione dei prezzi per i Beni energetici non regolamentati (da -6,3% di gennaio a -3,6%). C’è inoltre un’inversione di tendenza per i prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da -0,1% a +1,0%).

I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona rallentano lievemente (da +0,4% a +0,3%), mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto invertono la tendenza (da -0,1% a +0,2%).

 

 

L’inflazione e il commento dell’Istat

«A febbraio 2021 i prezzi al consumo si confermano in crescita per il secondo mese consecutivo, registrando un aumento prossimo a quello di giugno 2019 (quando fu +0,7%). Si attenuano, infatti, i contributi negativi dovuti ai prezzi dei beni energetici che vedono ridotta l’ampiezza della loro flessione su base annua. I prezzi dei beni tornano così a crescere dopo dodici mesi di variazioni tendenziali negative; la loro dinamica si somma a quella dei prezzi dei servizi che accelerano, seppur di poco, con una crescita nuovamente superiore al punto percentuale (l’ultima volta era stato a ottobre 2019)».

Federconsumatori: ricadute di quasi 180 euro annui

Le associazioni dei consumatori accolgono il dato dell’inflazione facendo i conti con le ripercussioni che avrà sulle famiglie. Per Federconsumatori, l’inflazione a più 0,6% e il carrello della spesa a più 0,3% significano ricadute di poco inferiori a 180 euro l’anno.

«Con l’inflazione a questi livelli le ricadute pe le famiglie saranno di +178,80 euro annui. Un importo non indifferente, specialmente se considerato alla luce della grave crisi che i cittadini stanno vivendo a causa della pandemia in corso».

Codacons: inflazione alterata dal caro-benzina

Per il Codacons è un’inflazione «alterata dal caro-benzina che determina incrementi di spesa per le famiglie a fronte di consumi ancora fermi».

Si traduce in una maggiore spesa annua di 184 euro per la famiglia tipo, di 239 euro l’anno per una famiglia con due figli. «La ripresa dei listini, tuttavia, non è in alcun modo legata alla ripartenza dei consumi da parte delle famiglie, che al contrario rimangono ancora fermi anche a causa delle misure anti-Covid, ed è determinata unicamente dal comparto energia e trasporti».

UNC: dati allarmante

Sul caro carburanti insiste anche l’Unione Nazionale Consumatori. Per l’associazione i numeri sull’inflazione sono un dato “allarmante”.

«È inaccettabile che con un crollo della domanda di tale entità, i prezzi stiano già risalendo. Anche se si attenua il contributo negativo dei beni energetici, resta la speculazione sui carburanti. Una marcia che dura ininterrottamente da metà novembre e che prosegue a febbraio. In un solo mese la benzina è rincarata del 2,1%, il gasolio del 2,4% – dice il presidente UNC Massimiliano Dona – Si tratta di rialzi intollerabili che, purtroppo, hanno un effetto di trascinamento anche sulla merce trasportata su gomma».

L’inflazione a più 0,6%, dice ancora l’UNC, comporta un aumento della spesa annua di 154 euro per la famiglia con due figli, con un rincaro di 85 euro per i soli prodotti ad alta frequenza di acquisto. Per una coppia con un figlio, l’aumento del costo della vita è di 142 euro e di più 77 euro per i prodotti comprati più spesso.

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