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Abitudini alimentari, come sono cambiate con la pandemia? L’indagine di Altroconsumo
Secondo un’inchiesta di Altroconsumo, un intervistato su cinque (20%) ritiene che le proprie abitudini alimentari siano più salutari; è aumentata, inoltre, l’attenzione verso la sostenibilità
La pandemia ha cambiato le nostre abitudini sotto molti aspetti: nei comportamenti in famiglia, nelle norme igieniche, nei rapporti sociali. E anche a tavola. Un’inchiesta di Altroconsumo, che ha indagato sui cambiamenti delle abitudini alimentari degli italiani nell’ultimo anno e mezzo, svela che la percentuale di intervistati che ha modificato le proprie abitudini è considerevole.
Nel complesso, un intervistato su cinque (20%) ritiene che le proprie abitudini alimentari siano più salutari oggi rispetto a quelle precedenti alla pandemia Covid-19. Percentuale che, tra i giovani tra 25 e 34 anni, sale ulteriormente (32%).
Quasi un intervistato su quattro (23%), inoltre, afferma che in famiglia si cucina più spesso di quanto avveniva prima della pandemia. E non solo. C’è un altro aspetto positivo messo in luce dall’indagine: il 17% degli intervistati sostiene, infatti, che spreca cibo meno spesso di quanto facesse nel periodo pre Covid-19.
Anche i luoghi dove si fa la spesa sono cambiati. I consumatori si rivolgono con maggiore frequenza, per esempio, ai negozi di vicinato (alimentari, botteghe): il 19% ci va più di prima. E fanno acquisti online: il 14% ora ricorre maggiormente a Internet per fare la spesa.

Abitudini alimentari e sostenibilità
Secondo l’indagine di Altroconsumo, la pandemia spinge i cittadini verso la sostenibilità.
Terminata la fase di lockdown, l’uso di alimenti a lunga conservazione – come cibo in scatola e surgelati – è tornato sugli stessi livelli del pre-Covid: il 90% degli interpellati afferma, infatti, di acquistare questo tipo di prodotti con la stessa frequenza di prima (il 7% più spesso e il 3% meno).
Durante la pandemia i consumatori hanno mostrato, inoltre, maggiore attenzione a diversi aspetti durante lo shopping. Le scelte di acquisto, infatti, sono guidate dalla sostenibilità in misura sempre maggiore (il 30% presta più attenzione a questo aspetto) e dalla ricerca di prodotti di origine locale (+27%).
Costo e proprietà dei prodotti sono, infine, altri due aspetti che incidono sulle scelte di acquisto dei cittadini.
L’indagine mostra che, rispetto a prima della pandemia, è in aumento l’attenzione rivolta alle proprietà salutari (+19%) e nutritive (+14%) degli alimenti. Il costo, invece, è la voce che il 17% delle persone coinvolte nell’indagine tiene ora maggiormente in considerazione.

