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Apertura con rincari, segnalazioni per bar, centri estetici e ortofrutta

Apertura con rincari per la fase due. Alcuni prezzi sono stati ritoccati al rialzo. Il dato sembra trasversale a diversi prodotti: frutta e verdura di stagione, scontrini di parrucchieri e centri estetici. Questa almeno la denuncia di agricoltori e associazioni di consumatori, mentre gli esercenti sono preoccupati dei danni di immagine legati a fenomeno considerati episodici.

 

 

Rincari e Coronavirus_frutta e verdura
Aumento dei prezzi

Apertura con rincari, su i prezzi della frutta e giù i raccolti

La riapertura di bar, ristoranti, estetisti e parrucchieri si è accompagnata a una serie di segnalazioni di rincari su una serie di voci sparse come frutta e verdura, la tazzina di caffè al bar, casi isolati di contributi di sanificazione finiti sullo scontrino.

Sul versante alimentare, Coldiretti denuncia un calo del raccolto di frutta estiva in Italia – «addio a un frutto su tre» – come albicocche, pesce e ciliegie, destinato a ripercuotersi sui prezzi al consumo. Sugli scaffali, dicono gli agricoltori, ad aprile ci sono già stati aumenti che vanno dal +8,4% della frutta al +5% per la verdura e rincari anche per pesce surgelato (+4,2%), latte (+4,1%), salumi (+3,4%) pasta (+3,7%), burro (+2,5%), carni (+2,5%) e formaggi (+2,4%) (elaborazione su dati Istat).

La situazione è destinata a peggiorare se sarà rispettata la previsione per la produzione di frutta in Europa, che parla di un calo del raccolto – meno 37% per le albicocche e meno 19% per pesche e nettarine rispetto al 2019.

Codacons: da 2 a 4 euro per la sanificazione

Sul fronte prezzi continuano ad agitare le acque le denunce del Codacons, che conia lo slogan della “tassa Covid” per segnalare quello che sarebbe «un balzello dai 2 ai 4 euro applicato dagli esercenti ai propri clienti, e inserito direttamente come sovraprezzo nello scontrino, per finanziare i maggiori costi sostenuti dagli esercizi commerciali a causa del coronavirus».

L’associazione promette di rivolgersi alla Finanza e all’Antitrust.

«Numerosi consumatori hanno denunciato al Codacons un sovraprezzo, mediamente dai 2 ai 4 euro, applicato in particolare da parrucchieri e centri estetici ai propri clienti – dice il presidente Carlo Rienzi – Un balzello inserito in scontrino con la voce “Covid”, e che sarebbe imposto come contributo obbligatorio per sostenere le spese degli esercenti per sanificazione e messa in sicurezza dei locali. Ma non solo. Abbiamo anche registrato casi di centri estetici che obbligano i clienti ad acquistare in loco un kit monouso costituito da kimono e ciabattine, alla modica cifra di 10 euro. Chi non versa tale “tassa” e non acquista il kit, non può sottoporsi ai trattamenti, sempre per le esigenze legate al Covid».

 

caffè
Caffè, verdura, parrucchieri, i consumatori denunciano rincari

 

Fipe: pochi casi sparsi

L’accusa generalizzata di prezzi al rialzo trova naturalmente l’opposizione degli esercenti, che hanno subito risposto all’accusa dei rialzi sulla tazzina dell’espresso.

«Siamo alle solite. Ogni volta che ci troviamo ad affrontare una situazione difficile in cui sono in gioco imprese e posti di lavoro parte un’azione preordinata che vuole trasformare in speculazione pochi casi sparsi qua e là per la penisola».

Così Aldo Cursano, Vicepresidente Vicario di Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi che qualche giorno fa si era espressa sulle notizie che riguardavano il rincaro del caffè al bar.

«Prima untori, ora speculatori. Non possiamo accettare di essere trattati così! In questo momento i pubblici esercizi hanno un’unica priorità: riportare le persone nei locali garantendo loro il massimo della sicurezza e della convenienza. Attaccare in modo indiscriminato l’intero comparto, alzando un polverone ingiustificato sull’aumento dei prezzi, non è soltanto discutibile sul piano della responsabilità ma anche in termini legali, ecco perché come Federazione metteremo in campo ogni iniziativa per tutelare l’immagine della categoria. Molti imprenditori hanno riaperto per dare un segnale di fiducia pur consapevoli che in tanti casi i costi saranno ben superiori agli introiti a causa dei pochi clienti, altro che rincaro dei prezzi».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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