Bisfenolo, l'indagine di Altroconsumo: ecco i prodotti più a rischio

Bisfenolo, l'indagine di Altroconsumo: ecco i prodotti più a rischio (Foto di PublicDomainPictures da Pixabay)

Il bisfenolo, o meglio “i” bisfenoli, sono un gruppo di composti chimici molto utilizzati nei materiali plastici, nelle resine che proteggono gli oggetti, nel pellame, ma anche nella carta termica (quella degli scontrini). Alcune di queste sostanze, come il bisfenolo A, sono regolamentate e in alcuni casi vietate. Per capire quanto queste sostanze siano presenti negli oggetti di uso quotidiano, soprattutto in quelli utilizzati dai bambini, Altroconsumo ha analizzato – insieme ad altre organizzazioni di consumatori europee – 179 campioni di prodotti. (Qui l’indagine)

Non si tratta comunque di prodotti fuori legge – sottolinea l’organizzazione in una nota -; in tutti i casi questi prodotti sono conformi alle normative vigenti e non rappresentano un pericolo immediato per la salute dei consumatori. Tuttavia, il rischio di esporsi eccessivamente a queste sostanze è concreto. Questi composti dovrebbero quindi essere limitati o vietati. Alcune regole a livello europeo sono state date, ma l’inchiesta dimostra che non sono sufficienti a tutelare soprattutto i consumatori più piccoli e vulnerabili, come i bambini”.

Bisfenolo, i risultati dell’indagine

In particolare dall’indagine è emerso che “il 44% (79) dei 179 prodotti analizzati contengono bisfenoli considerati preoccupanti, tra cui il Bisfenolo A (BPA) per il quale l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha recentemente abbassato i limiti per possibili effetti nocivi a carico del sistema immunitario, o rilasciano una o più di queste sostanze in quantità elevata attraverso il loro utilizzo, ad esempio attraverso il contatto con la bocca o la pelle di chi li usa”.

Inoltre “più del 60% degli prodotti in plastica analizzati, dagli occhiali da sole per bambini ai massaggiagengive, rilascia da uno a sei tipi di bisfenolo diversi, compreso il famigerato BPA. Il 64% dei tessili contiene almeno tre tipi di bisfenolo diversi e nel 14% dei casi la presenza di BPA supera il limite considerato sicuro dal Comitato scientifico europeo per la sicurezza dei consumatori. Non va meglio per gli alimenti in conserva e per le bibite in lattina: tutti i contenitori analizzati li contengono”.

“L’alimentazione – spiega Altroconsumo – è la fonte principale di esposizione ai bisfenoli. Tutto ciò dimostra che è necessario rivedere la legislazione, in un’ottica di maggiore precauzione, per garantire un livello più basso di esposizione a queste sostanze, in particolare nei bambini”.

Che fare per limitare i rischi?

Quindi, come ridurre al minimo l’esposizione al bisfenolo A, agli altri bisfenoli e più in generale ai plastificanti presenti nei prodotti? L’Istituto superiore di Sanità e gli esperti di Altroconsumo suggeriscono alcuni accorgimenti.

Il primo è quello di consumare i pasti, quando possibile, utilizzando materiali come il vetro, la ceramica o l’acciaio inossidabile, limitando la plastica. Non scaldare mai gli alimenti al microonde con contenitori di plastica non appropriati. Se si tratta di un alimento pronto, controllare che il contenitore fornito sia adatto alla cottura al microonde (di solito è indicato direttamente sul contenitore).

Per quanto riguarda i bambini molto piccoli, fare attenzione ai giochi di plastica e controllare che non li mettano in bocca. Per quanto riguarda, infine, l’esposizione da contatto attraverso i tessuti, meglio scegliere indumenti realizzati con fibre naturali, come cotone, lana o seta, che hanno meno probabilità di contenere BPA o altri bisfenoli.


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