Bollette, vittoria in Cassazione per un utente che contestava un maxi-conguaglio Enel

Bollette, vittoria in Cassazione per un utente che contestava un maxi-conguaglio Enel

Vittoria del Codacons in Cassazione in tema di bollette e forniture energetiche. La Suprema Corte ha infatti riconosciuto le ragioni di un consumatore assistito dall’associazione che contestava un maxi-conguaglio da 3.249 euro richiesto da Enel.

Bollette, la sentenza della Corte di Cassazione

L’utente, che risiede a Catanzaro, si era rivolto sia al Giudice di pace sia al Tribunale di Catanzaro, contestando i consumi anomali di energia addebitati da Enel subito dopo la sostituzione del contatore, consumi che risultavano abnormi rispetto al periodo precedente la modifica del contatore.

Il Giudice di pace e il Tribunale avevano però rigettato la domanda del consumatore, sostenendo che spetti all’utente dimostrare errate o false letture del contatore. Una tesi ora totalmente bocciata dalla Corte di Cassazione, che ha ribaltato le precedenti decisioni, spiega il Codacons.

“Si tratta di una sentenza importantissima, che spiana la strada a tutti i consumatori che si sono visti addebitare consumi di energia anomali legati a malfunzionamenti dei contatori o ad allacci abusivi – spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi – Finalmente la Cassazione riconosce come spetti al gestore dell’energia garantire il corretto funzionamento dei contatori installati presso le abitazioni degli utenti, e come sia possibile impugnare fatture e conguagli che presentano consumi eccessivi rispetto la media”.

 

bollette maxi-conguaglio

 

Spetta ai gestori il controllo sui contatori

Scrive infatti la terza sezione civile della Cassazione (Presidente Giacomo Travaglino, Relatore Giuseppe Cricenti), in merito alla vicenda:

incombe sul gestore l’onere di provare che lo strumento di misurazione è regolarmente funzionante e, in questo caso, l’utente è tenuto a dimostrare che l’eccessività dei consumi è imputabile a terzi e, altresì, che l’impiego abusivo non è stato agevolato da sue condotte negligenti nell’adozione di misure di controllo […]”

“In sostanza – prosegue – la rilevazione dei consumi mediante contatore è assistita da una mera presunzione di semplice veridicità sicché, in caso di contestazione, grava sul somministrante l’onere di provare che il contatore era perfettamente funzionante, mentre il fruitore deve dimostrare che l’eccessività dei consumi è dovuta a fattori esterni al suo controllo e che non avrebbe potuto evitare con un’attenta custodia dell’impianto, ovvero di aver diligentemente vigilato affinché eventuali intrusioni di terzi non potessero alterare il normale funzionamento del misuratore o determinare un incremento dei consumi”.

La Corte di Cassazione ha così accolto il ricorso promosso dal Codacons, rinviando la causa al Tribunale di Catanzaro per una nuova pronuncia.

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