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Caro vacanze, è record di rincari: +600% per una giornata al mare
Dall’ombrellone al gelato, dai rifugi alpini agli hotel: il caro vancaze travolge le ferie. Secondo ADOC, sempre più famiglie rinunciano o si limitano ai weekend
L’estate 2025 si prospetta come una delle più costose degli ultimi anni. Secondo l’ADOC (Associazione per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori), il caro vacanze investe ogni aspetto delle ferie: soggiorni, pasti, attività, trasporti e persino gelati. L’inflazione turistica non risparmia nessuno e costringe molte famiglie a ridimensionare i propri piani, o addirittura a rinunciare del tutto alle vacanze.
Una giornata al mare? Fino a 600 euro
Anche senza scegliere località di lusso, una famiglia media può arrivare a spendere tra gli 80 e i 600 euro al giorno per una semplice giornata al mare. Lettini, ombrelloni, parcheggio, pranzo e attività extra fanno lievitare rapidamente il conto. Le mete esclusive superano ogni previsione: oltre 500 euro per una postazione a Forte dei Marmi, fino a 580 euro a Capri. Anche nelle località più accessibili, come Polignano a Mare, due lettini e un ombrellone costano fino a 200 euro al giorno. E spesso si aggiungono i famigerati “costi di servizio” delle prenotazioni online, da 10 a 30 euro.
In montagna si spende (quasi) come al mare
Neppure i rifugi alpini restano immuni. Il costo di un piatto di pasta supera i 20 euro, mentre per la mezza pensione si spendono 60-100 euro a persona. Persino riempire una borraccia d’acqua può costare fino a 2 euro. La montagna, da sempre vista come alternativa accessibile, rischia ora di diventare una meta per pochi, penalizzata da logistica e costi di gestione in quota.
Hotel e case vacanza: rincari generalizzati
L’aumento dei prezzi non si ferma alla spiaggia. Gli alberghi del Centro-Nord registrano un +3,5%, mentre nel Sud e nelle isole si tocca il +5,2%. Una settimana per una famiglia di quattro persone può costare tra 1.500 e 3.800 euro, con picchi di oltre 5.000 euro per le soluzioni di fascia alta. Anche gli agriturismi, un tempo considerati economici, hanno visto un raddoppio dei prezzi: da 70-80 euro a notte si è passati a 150-350 euro. Simile l’andamento dei family hotel, soprattutto nelle regioni montane come il Trentino-Alto Adige, dove una settimana può superare i 5.000 euro in alta stagione.
Gelati, panini e acqua: l’inflazione invisibile
Persino il gelato artigianale diventa simbolo dell’inflazione estiva. Un chilo costa 25-30 euro, un cono piccolo arriva a 5 euro nelle località turistiche. Record a Ruvo di Puglia: 70 euro per un cono esclusivo. Nei supermercati, i gelati confezionati subiscono il fenomeno della shrinkflation: meno quantità allo stesso prezzo. Intanto, nei mini-market turistici, una bottiglietta d’acqua può costare 4 euro, e un panino confezionato anche 8 euro.
Rea (ADOC): “Le ferie? Un privilegio per pochi”
“Il mese di ferie è ormai un ricordo per molti: chi può si limita a una settimana”, dichiara Anna Rea, presidente ADOC. “Per tanti le vacanze sono diventate un lusso irraggiungibile. Crescono invece le vacanze ‘mordi e fuggi’, brevi fughe nel weekend che rappresentano l’unica possibilità di staccare”.
“Oltre alle crescenti difficoltà economiche, emerge la sicurezza delle prenotazioni online, specialmente quelle effettuate tramite i social network. Sempre più spesso, i consumatori pagano anticipatamente solo per scoprire di essere stati vittime di una truffa. È anche per questo che stiamo ponendo particolare attenzione a questo settore. È fondamentale aumentare la consapevolezza su questi rischi e adottare precauzioni per proteggersi.”
L’ADOC invita i consumatori a una maggiore prudenza nella pianificazione delle vacanze estive 2025, consigliando di confrontare attentamente i prezzi, valutare alternative meno costose e prestare massima attenzione alle prenotazioni online, privilegiando piattaforme affidabili e verificando sempre la reputazione dei fornitori.

