Cresce l'enoturismo siciliano. Nel 2025 il 61,4% delle cantine ha registrato un aumento dei visitatori (Foto di AS Photography da Pixabay)
Cresce l’enoturismo siciliano. Nel 2025 il 61,4% delle cantine ha registrato un aumento dei visitatori
A Sicilia en Primeur 2026 presentato il nuovo report Ceseo-Lumsa sull’enoturismo siciliano. Tra i punti di forza anche la sostenibilità: l’86,7% delle aziende produce energia da fonti rinnovabili
L’enoturismo come fattore trainante del comparto vitivinicolo regionale, tra sostenibilità, digitalizzazione, formazione e nuove modalità di relazione con il consumatore: questo il tema del convegno di apertura della ventiduesima edizione di Sicilia en Primeur, promossa da Assovini Sicilia.
La manifestazione ha preso il via all’Oratorio dei Bianchi di Palermo con il convegno “Taste the Island. Live the Story” e fino al 15 maggio riunirà in Sicilia oltre cento giornalisti da tutto il mondo, alla scoperta del vino siciliano attraverso degustazioni, visite nelle cantine, esperienze.
Durante il convegno sono stati presentati i dati del report sull’enoturismo siciliano, realizzato da Lumsa-Ceseo (Centro Studi Enoturismo e Oleoturismo)
“Il report al quale abbiamo lavorato – ha spiegato Antonello Maruotti, coordinatore scientifico CESEO e docente di Statistica presso l’Università Lumsa Roma – restituisce l’immagine di un ecosistema dinamico e già strutturato, nel quale la qualità dell’esperienza enoturistica si accompagna a una crescente attenzione per sostenibilità e innovazione. La sfida che emerge dai dati non riguarda più soltanto l’attrattività delle cantine, ma la capacità di trasformare una domanda internazionale già presente in valore economico stabile e diffuso sul territorio”.
Enoturismo siciliano, una componente economica concreta e in crescita
Secondo i dati del report, nel 2025 il 61,4% delle cantine siciliane coinvolte nel sondaggio ha registrato un aumento dei visitatori, mentre il 74,7% indica una prevalenza di clientela straniera, proveniente soprattutto da Europa e Stati Uniti.
Per lo studio, inoltre, l’enoturismo rappresenta per il mondo vitivinicolo siciliano una componente economica concreta e in crescita: per il 58,3% delle aziende pesa circa per il 10% del fatturato complessivo – esclusa la vendita diretta del vino – le visite guidate e le degustazioni si confermano leve commerciali sempre più importanti per le cantine.
Tra i principali punti di forza emerge anche la sostenibilità: l’86,7% delle cantine produce energia da fonti rinnovabili, il 56,2% copre almeno il 40% del proprio fabbisogno energetico attraverso energie green, l’88% ha eliminato la plastica monouso nell’accoglienza e circa sette aziende su dieci utilizzano bottiglie leggere.
La ricerca evidenzia anche una forte evoluzione dell’offerta: sale degustazione, wine shop, percorsi di visita e personale dedicato sono ormai ampiamente diffusi e quasi sei aziende su dieci dichiarano di avere già progettato nuove esperienze per il 2026, con l’obiettivo di costruire proposte sempre più articolate e premium.
Buono anche il livello di digitalizzazione di base – siti web, e-commerce e mailing list –, mentre resta ancora limitato l’utilizzo di strumenti più evoluti: solo il 20% delle aziende dispone di un Wine Club strutturato e il 30,6% dichiara di utilizzare l’intelligenza artificiale, soprattutto nell’ambito del marketing e della comunicazione.
La formazione nell’enoturismo, come leva strategica per generare plusvalore nella vendita diretta, è stato l’argomento di chiusura: “la Sicilia – ha affermato Filippo Galanti, co-founder di Wine Suite – è uno dei territori vitivinicoli italiani con il più alto potenziale nell’enoturismo. La crescente attrattività delle aree vinicole e la qualità dei visitatori che scelgono di vivere esperienze in cantina rendono sempre più strategici la formazione, la competenza e la professionalità del personale. In questo contesto, anche l’utilizzo di strumenti tecnologici e digitali può contribuire a generare, nel tempo, un impatto significativo sia sui fatturati e sui margini delle aziende, sia sullo sviluppo complessivo del territorio”.

