Energia, GdF-ARERA: nel 2021 recuperati 18,2 milioni di euro da controlli sulle imprese (Fonte immagine: Pixabay)

Energia, GdF-ARERA: nel 2021 recuperati 18,2 milioni di euro da controlli sulle imprese (Fonte immagine: Pixabay)

Sale a 18,2 milioni di euro la cifra contestata per infrazioni ed evasione delle imprese, recuperati a seguito dei controlli congiunti tra Guardia di Finanza (GdF) e ARERA nel 2021. In particolare, le contestazioni hanno riguardato gli sconti di prezzo a favore delle imprese energivore e il rispetto delle regole a difesa del consumatore da parte dei venditori di energia e gas, anche in vista della fine della tutela.

Controlli GdF-ARERA, le criticità rilevate

Nel complesso – si legge nella nota congiunta di ARERA e GdF – sono state recuperate o contestate alle imprese somme per oltre 18 milioni di euro, la maggior parte delle quali legate a costi da riconoscere a vario titolo in tariffa. Poco meno di 2 milioni di euro invece le somme relative al corrispettivo di funzionamento dell’Autorità non versato.

Riguardo l’energia elettrica e il gas sono state registrate criticità soprattutto per le bollette (tempistica, reclami), gli obblighi di pubblicazione e correttezza dei siti internet dei venditori e la determinazione del fuel mix (ossia la composizione media delle fonti pulite e fossili utilizzate per la produzione dell’energia elettrica venduta ai clienti).

Riscontri positivi, invece, nella predisposizione delle schede di confrontabilità da fornire in fase di sottoscrizione del contratto e nella pubblicazione delle offerte sul Portale Offerte ARERA. Focus anche sulle agevolazioni tariffarie concesse alle imprese energivore e sulla correttezza delle informazioni trasmesse all’Anagrafica operatori.

Infine, sempre nell’ambito dei controlli svolti congiuntamente nel 2021 con la Guardia di Finanza, vi sono quelli sull’istruttoria Sogin, che si chiuderà il 31 luglio 2022, sul riconoscimento dei costi sostenuti per il Deposito Nazionale nucleare e il Parco Tecnologico e le spese per la definizione e la pubblicazione della Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI).

Le azioni per il 2022

Per quanto riguarda il 2022, GdF e ARERA informano che particolare attenzione sarà rivolta ai sopralluoghi per controllare i costi dichiarati dalle imprese a fini del riconoscimento tariffario, con particolare riguardo alla correttezza degli elementi forniti alla CSEA nell’ambito dell’applicazione del meccanismo di reintegrazione dei crediti non recuperabili per il mancato incasso degli oneri generali del sistema elettrico.

 

controlli gdf-arera energia

 

Gran parte dei nuovi controlli documentali sarà dedicata alla verifica di un campione di imprese di distribuzione/trasporto di gas e di distribuzione di elettricità in materia di separazione contabile e di investimenti dichiarati dalle imprese all’Autorità. Inoltre si conferma il presidio di controllo della sicurezza delle forniture. Si tratta, infatti, di un ambito in cui continuano a registrarsi alti tassi di inadempimento da parte delle imprese, soprattutto gas.

Sono previste, infine, le prime ispezioni nel settore idrico sui parametri di qualità commerciale dichiarati, con riflessi sulle tariffe e sul riconoscimento di possibili incentivi o penalità.

Controlli GdF-ARERA, il commento dei Consumatori

La notizia sui controlli effettuati da GdF e ARERA è stata accolta favorevolmente dall’Unione Nazionale Consumatori, che chiede l’aumento degli indennizzi automatici e la creazione di un albo dei fornitori.

“Bene, ottima notizia. I dati, però, dimostrano come sia indispensabile aumentare gli indennizzi automatici a favore dei consumatori in caso di mancato rispetto degli standard di qualità previsti. È vitale che gli indennizzi diventino un vero costo a carico dei venditori e dei distributori, per prevenire ex ante il reiterarsi di pratiche commerciali scorrette e la mancata applicazione degli standard qualitativi – afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori – Servirebbe al più presto anche un albo dei fornitori, per evitare che sorgano come funghi senza avere i requisiti finanziari e garanzie adeguate”.

Per il Codacons, i dati del report mostrano una crescita della irregolarità a danno degli utenti dell’energia e chiede, quindi, sanzioni più severe.

“Una pessima notizia per i consumatori italiani, sempre più vittime dello strapotere delle società energetiche – spiega il Codacons – I comportamenti scorretti e le violazioni dei diritti degli utenti proseguono senza sosta, a dimostrazione di come le misure sanzionatorie previste dal nostro ordinamento siano ancora scarse e inadeguate. I grandi gruppi societari, infatti, inseriscono le sanzioni delle autorità nella voce “rischio d’impresa” e solo un reale potenziamento delle multe può fungere da efficace deterrente, specie nei confronti dei conguagli illeciti, che rappresentano una enorme fonte di guadagno per le società dell’energia”.


Vuoi ricevere altri aggiornamenti su questi temi?
Iscriviti alla newsletter!



Dopo aver inviato il modulo, controlla la tua casella per confermare l'iscrizione
Privacy Policy


 

Parliamone ;-)