LifeGate: il 73% degli italiani è interessato ai temi legati alla sostenibilità

LifeGate: il 73% degli italiani è interessato ai temi legati alla sostenibilità

Il coinvolgimento degli italiani rispetto al tema della sostenibilità è una tendenza ormai consolidata: è quanto emerso dai dati raccolti nella ricerca “8° Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile”, condotta annualmente da LifeGate, in collaborazione con l’Istituto Eumetra MR, e presentata questa mattina nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2022 promosso da ASviS.

L’evento di presentazione della ricerca è stato patrocinato da Commissione Europea, Ministero della Transizione Ecologica, Connect4Climate, Regione Lombardia, Comune di Milano, Assolombarda e Confcommercio.

Sostenibilità e stili di vita, la ricerca di LifeGate

Dal 2015 LifeGate offre una fotografia dettagliata di come la popolazione applichi i principi sostenibili alla visione del futuro e alle scelte quotidiane.

L’ottava edizione dell’“Osservatorio sullo stile di vita sostenibile”, dedicata al tema dell’innovazione, mostra che l’interesse rispetto ai temi legati alla sostenibilità coinvolge il 73% della cittadinanza, in calo non rilevante (-2%) rispetto allo scorso anno, +30% se confrontato alla prima edizione del 2015, pari a 36,5 milioni di persone che considerano la sostenibilità un fattore imprescindibile nella visione del futuro.

Anche i dati su Roma e Milano si mostrano stabili con un 75% dei milanesi (74% nel 2021) e 78% dei romani (stesso dato nel 2021) che si dichiarano coinvolti dalle tematiche ambientali.

“Abbiamo scelto di dedicare questa ottava edizione dell’Osservatorio all’innovazione perché per LifeGate è, insieme alla sostenibilità, una componente fondamentale per ridisegnare un nuovo modello di sviluppo – ha commentato Enea Roveda, CEO di LifeGate – Dopo la crisi sanitaria, la crisi energetica metterà a dura prova l’economia del nostro Paese, che per troppi anni ha rimandato l’indipendenza energetica, ora di primaria importanza e voluta dall’88% degli italiani che ritiene necessari gli investimenti statali nelle fonti rinnovabili”.

Svolta a livello nazionale, a Milano, Roma e Torino, la nuova indagine, sostenuta da Erion, Firriato, ICAM, Gruppo Unipol e Vaillant, è stata realizzata nel mese di giugno su un campione di 800 individui rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne, con sovracampionamento di 500 casi sulle città di Roma e Milano, e un segmento specifico appartenente alla Generazione Z, tra i 18 e i 24 anni.

 

sostenibilità e stili di vita

 

I focus della ricerca

Sul fronte dell’energia, il 77% della cittadinanza italiana (74% Gen Z) conosce il termine energia rinnovabile, l’88% pensa siano giusti gli investimenti statali nelle fonti di energia rinnovabile (65% Gen Z), il 57% (49% Gen Z) crede sia una priorità del Paese utilizzarla in maniera esclusiva.

Il tema della mobilità sostenibile è compreso dal 52% della popolazione (50% Gen Z). Il 78% considera importante incentivare l’acquisto di autoveicoli elettrici (68% Gen Z) e acquisterebbe auto elettriche o ibride anche se costassero di più (19% – 24% Gen Z), il 17% (24% Gen Z) motorini o bici elettriche.

Nella progettazione, inoltre, l’80% (74% Gen Z) dei cittadini ritiene fondamentale considerare gli aspetti di economia circolare e il 71% (50% Gen Z) fa la raccolta differenziata dei rifiuti RAE. Il 21% (31% Gen Z) sarebbe disposto ad acquistare prodotti in materiale riciclato anche se costasse di più.

Per quanto riguarda l’alimentazione , l’84% (74% Gen Z) dichiara sia fondamentale sostenere l’agricoltura biologica e il 30% (32% Gen Z) acquisterebbe prodotti biologici anche se costassero di più. Il 22% limita il consumo di carne (22% Gen Z) e il 4% (6% Gen Z) è vegetariano o vegano.

La sostenibilità riguarda anche il settore moda e design. L’81% degli italiani sa che l’arredamento e l’abbigliamento possono essere sostenibili (72% Gen Z), l’11% utilizza capi di abbigliamento naturali (21% Gen Z), il 20% è disposto a spendere di più per ritrovare queste caratteristiche nell’arredamento (26% Gen Z) e il 19% negli abiti (22% Gen Z).

Sul fronte gestione dei risparmi, per gli italiani anche gli investimenti sostenibili sono diventati importanti e il 91% li sceglie se a parità di rendimento, il 65% anche se a un rendimento inferiore. Il 26% ha esperienza nel campo del crowdfunding, il 17% negli investimenti a impatto (26% Gen Z) e nei fondi di investimento ESG l’12% (18% Gen Z).

I consumatori sono attenti anche alla provenienza di ciò che acquistano. Nella selezione di prodotti e servizi da acquistare, il 35% tiene in considerazione le informazioni trasparenti (26% Gen Z), il controllo della filiera di produzione (31% – 26% Gen Z), la presenza di certificazioni sostenibili (23%; 28% Gen Z) e la compensazione delle emissioni (24%; 19% Gen Z). L’azienda viene giudicata come sostenibile per l’uso responsabile delle risorse (33%; 34% Gen Z), l’essere Carbon Neutral (15%; 17% Gen Z) e la pubblicazione del report di sostenibilità (10%; 11% Gen Z).

Il 78% della popolazione, inoltre, è informato sulla questione del riscaldamento globale (79% Gen Z) e della crisi climatica (69%; 74% Gen Z). L’85% (74% Gen Z) crede sia necessario fermare i cambiamenti climatici adattando il proprio stile di vita e il 54% considera una priorità del Paese ridurre l’inquinamento dell’aria (57% Gen Z).

La ricerca presenta, infine, un focus sul Covid impact: gli italiani dichiarano che rispetto al periodo antecedente all’emergenza sanitaria mangiano più sano (69%; 64% Gen Z), fanno più attività fisica (57%; 61% Gen Z), utilizzano meno l’automobile (56%; 63% Gen Z) e usano maggiormente la bicicletta (44%; 50% Gen Z).


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