massimiliano dona al premio del 2018

Massimiliano Dona, premio Dona 2018

Dove comprano i consumatori. Come pagano. Quali sono le implicazioni delle criptovalute e delle nuove forme di pagamento che viaggiano via social e cosa significa everywhere shopping, l’esperienza di acquisto permanente, possibile sempre e ovunque. Di tutto questo si parlerà venerdì al Premio Vincenzo Dona, il tradizionale evento organizzato dall’Unione Nazionale Consumatori che fa il punto sulla tutela dei consumatori.

Il presidente dell’associazione Massimiliano Dona racconta a Help Consumatori i contenuti dell’evento, giunto quest’anno alla tredicesima edizione.

 

Massimiliano Dona
Massimiliano Dona, presidente Unione Nazionale Consumatori

 

Quest’anno il premio Dona si concentra sugli strumenti di pagamento a disposizione dei consumatori e sugli effetti sui punti vendita. Di cosa stiamo parlando?

In tredici edizioni del “Premio Vincenzo Dona, voce dei consumatori” non ci siamo mai interrogati su dove comprano i consumatori e come pagano. Proviamo a recuperare con questa edizione dedicata appunto a retail e nuovi pagamenti, due pilastri fondamentali dell’atto di consumo (individuazione e scelta del prodotto/servizio e pagamento) che mai come in questa stagione sono soggetti a fortissimi cambiamenti.

Come sempre accade, l’innovazione è contagiosa: la spinta innovativa che vive il mondo dei pagamenti si riversa, come forse era inevitabile, sul mondo dei “negozi” reali o virtuali che siano. Da questo deriva l’omnicanalità che ci consente ovunque e in qualunque istante di fare acquisti.

Come paga il consumatore oggi, quali sono le modalità di pagamento più diffuse che si affiancano ai contanti e quelle emergenti che promettono già buoni successi? Il contante è destinato a sparire?

Il panorama dei pagamenti (e quindi ancora una volta dei format di vendita) sembra moltiplicarsi senza fine. Soltanto negli ultimi giorni arriva l’annuncio di Facebook Pay, l’ultima tappa di una sfida tra piattaforme avviata dallo stesso social network con l’annuncio della cripto valuta “libra” risalente a maggio; poi annotiamo il lancio di Apple Pay ad opera del gigante di Cupertino, per non dire di Gram, la moneta di Telegram, ed ancora la possibilità di effettuare pagamenti tramite WhatsApp.

Queste sono solo alcune delle innovazioni che tutti gli operatori (anche quelli più tradizionali come banche e circuiti di carte di credito) stanno preparando per semplificare i pagamenti offrendo ai consumatori nuovi servizi e nuove opportunità. Semplificazione e abbattimento dei costi, solo così la moneta elettronica di qualunque tipo essa sia, prenderà piede, ma questo non credo porterà alla morte del contante, almeno non nel breve periodo.

 

I cambiamenti nei pagamenti stanno cambiando lo shopping e i consumi. Come?

L’app economy e quindi la facilità di acquistare con un clic ha già cambiato il modo di fare acquisti in un continuum che è stato definito “everywhere shopping”. L’esperienza di acquisto non è più confinata come era un tempo alle vie del centro o al negozio di alimentari che abbiamo sotto casa, ma diventa permanente.

Da una parte quindi c’è la comodità dei cambiamenti, dall’altra l’importanza di essere consapevoli di aver attivato un pagamento. Insomma se pago consapevolmente per quello che ho acquistato sono soddisfatto di averlo fatto senza complicazioni, ma se non mi sono accorto di aver fatto quelle spese per colpa della tecnologia il pericolo è quello di viaggiare verso i pagamenti invisibili cioè sempre più impercettibili e, in quanto tali, pericolosi per la consapevolezza del consumatore che rischia di non avere più alcun vincolo che lo difenda dall’acquisto d’impulso o, peggio, dalle attivazioni non richieste (siano questi pagamenti ricorrenti o peggio servizi addebitati contro la volontà stessa del consumatore).

Quali i cambiamenti invece sui punti vendita?

Siamo di fronte ad un vero e proprio cambio di paradigma negli acquisti per questo anche al punto vendita è richiesto di cambiare pelle. Non si tratta di una guerra tra negozio fisico ed e-commerce, che anzi possono coesistere e fare da traino l’uno con l’altro, ma è fondamentale comprendere che oggi le aspettative dei consumatori sono molto più alte: non  ci si limita all’acquisto ma si cerca l’esperienza, la soddisfazione, la personalizzazione.

La criptovaluta di Facebook: cosa ne pensi?

Il mondo delle criptovalute si basa sul sogno di realizzare un sistema monetario libero e indipendente ma questo è, allo stesso tempo, uno dei suoi principali fattori di criticità in quanto non esistono controlli, né una normativa che ne garantisca l’utilizzo. Oggi infatti possono essere utilizzate anche in transazioni poco lecite e suscitano diverse perplessità per quanto riguarda il riciclaggio di denaro e la gestione dei dati degli utenti. Il progetto di Facebook (anche se dovrebbe trattarsi di una “stable-coin”) è già stato abbandonato da alcune delle aziende che avevano partecipato al “consorzio”: vediamo cosa accadrà, non vogliamo certo demonizzare l’iniziativa, ma invitiamo i consumatori alla cautela e d’altra parte chiediamo alle istituzioni una normativa che renda l’utilizzo meno rischioso.

 

premio dona 2019, locandina
Premio Dona 2019

 

Sempre più spesso si parla di esperienza di acquisto, specialmente nella grande distribuzione e nello shopping online. Si mettono insieme marketing e psicologia, strategie di vendita e volontà di conquistare l’attenzione del consumatore. C’è la profilazione dei clienti. E dal lato del consumatore, ci sono la pianificazione degli acquisti ma anche uno shopping che rischia di diventare molto impulsivo, dal momento che si può fare in pochi clic da uno smartphone alla prima offerta che sembra interessante. Di cosa stiamo parlando? È solo business o c’è anche dell’altro?

C’è molto altro, ormai parliamo di neuromarketing definendo tutti quei processi inconsapevoli che avvengono nella mente del consumatore e che influiscono sulle decisioni di acquisto o sul coinvolgimento emotivo nei confronti di un brand.

Ciò significa che ormai il retail è fatto di suoni, musica, odori, sensazioni e dunque le persone vivono le esperienze di acquisto e di pagamento influenzati da pulsioni istintive più che razionali, il che va bene ma soltanto avere una cultura di base ci aiuta a capire cosa scegliere quando si fa la spesa o quando acquistiamo beni o servizi.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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