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Saldi 2021, sconti record per abbigliamento e calzature

Sconti record per i saldi 2021 per abbigliamento e calzature. La stima è dell’Unione Nazionale Consumatori, che ha analizzato i ribassi effettivamente praticati dai commercianti negli ultimi anni secondo le rilevazioni dell’Istat.

Quest’anno, dice l’associazione, si registrerà un abbassamento dei prezzi senza precedenti. Il confronto è rispetto ai prezzi pieni praticati prima delle vendite promozionali autorizzati in alcune regioni nei trenta giorni antecedenti i saldi.

Sconti record per i saldi invernali

Sconti record per i saldi, dice dunque l’UNC. In particolare il record della convenienza spetta agli indumenti, che con uno sconto medio del 26,8% a gennaio 2021 superano la soglia del 25%, oltrepassata, per quanto riguarda le vendite invernali, solo nel gennaio 2015 con -25,4%.

L’abbigliamento segnerà una riduzione dei prezzi del 24,5%, in deciso aumento rispetto a gennaio 2020, quando lo sconto si era fermato al 22,5%, 2 punti percentuali in più.

Le calzature segneranno un ribasso del 24,7%, 1,7 punti di differenza rispetto al 23% del gennaio 2020. Nel complesso, per Abbigliamento e calzature lo sconto sarà del 24,6%, superiore nel confronto con il 22,7% dello scorso anno.

Il ribasso minore, precisa l’UNC, spetta agli accessori (guanti, cravatte, cinture), con una flessione dei listini del 17,7%, anche se si tratta dello scostamento maggiore rispetto a un anno prima, ben 4,2 punti percentuali in più (era 13,5%).

«I commercianti, in crisi quanto i consumatori, hanno deciso di alzare gli sconti praticati come non era mai accaduto. Speriamo basti per contenere le perdite – commenta il presidente UNC Massimiliano Dona – È  bene sapere, comunque, che, siccome la gran parte delle regioni ha consentito le vendite promozionali nei 30 giorni che precedono i saldi, in deroga alla normativa pre Covid, il nostro studio considera anche il ribasso già praticato a dicembre da molti negozianti. Insomma, lo sconto da noi segnalato è quello complessivo, la somma di quello eventuale di dicembre con quello di gennaio. In ogni caso, il dato significativo è che si tratta di una svendita che non ha riscontro dall’inizio delle serie storiche iniziate nel gennaio 2001, anche se nel 2011 è stata adottata una nuova metodologia di rilevazione da parte dell’Istat».

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Redazione
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