La sharing economy è ormai un fenomeno sulla bocca di tutti ma cosa ne pensano realmente gli italiani di questa che è ormai destinata a diventare l’economia del futuro? Un sondaggio dell’Unione Nazionale Consumatori, svolto nell’ambito del progetto “No Problem” finanziato dal Ministero per lo Sviluppo Ecomonomico, ha fatto emergere i pensieri degli italiani che hanno avuto esperienza diretta con l’economia della condivisione. “Un nuovo paradigma che può coesistere con la ‘vecchia’ economia”. È così che il 62% degli italiani che hanno partecipato al sondaggio definiscono la sharing economy. 21 consumatori su 100 ritengono che sia un modello economico destinato a soppiantare quelli tradizionali e solo 13 su 100 pensano che sia semplicemente una moda del momento.

Lo studio ha poi indagato sull’esperienza diretta delle persone rispetto all’economia della condivisione: il 33% dei rispondenti ha prenotato servizi di ospitalità alternativa gratuiti o alloggi a pagamento da privati, sempre il 33% ha usufruito del car sharing, mentre solo il 4% dell’home cooking. Resta invece un 38% che non ha mai provato servizi di sharing economy, ma alla domanda “In futuro pensi di usare la sharing economy” quasi il 60% ha risposto “Sì, senz’altro”, rispetto a un 21% di consumatori ancorati ai vecchi modelli economici che ha risposto “No, mai”.

La sharing economy è senza dubbio sinonimo di comodità e velocità di fruizione di un servizio. Ma è sempre di qualità ciò che viene offerto? Secondo 33 consumatori su 100 si tratta sempre di servizi in grado di soddisfare le aspettative, tuttavia una larga maggioranza ritiene che solo in alcuni casi si tratti di prestazioni veramente di qualità.

Tra i vantaggi della sharing economy, il risparmio economico è in cima alla lista (50% delle preferenze), subito seguito dal poter incontrare nuove persone anche grazie al sistema di feedback (46% delle risposte) e dall’opportunità di reinventarsi in un nuovo lavoro (42%). Tra i limiti, invece, il 38% dei partecipanti ritiene ci sia il doversi affidare a persone sconosciute, il 25% preferisce acquistare anziché condividere e sempre il 25% non crede abbia limiti; infine, il 17% pensa sia un modello adatto solo per i più giovani.

La sharing economy”, dichiara Massimiliano Dona, presidente dell’UNC, “può accrescere il benessere dei consumatori aumentando le possibilità di scelta, riducendo i costi, offrendo servizi innovativi. È quindi importante rimuovere gli ostacoli alle nuove forme dell’economia della condivisione, al contempo favorendo e intensificando strumenti che possano essere garanzia di sicurezza, proprio come le recensioni di altri utenti che hanno già provato il servizio prima di noi”.

 

Notizia pubblicata il 27/06/2017 ore 17.24

Scrive per noi

Redazione
Redazione
Help consumatori è la prima e unica agenzia quotidiana d'informazione sui diritti dei cittadini-consumatori e sull'associazionismo che li tutela

Parliamone ;-)