IVA acquisti transfrontalieri

Shopping No Food, le tendenze dei consumi non alimentari

Il 19% degli italiani è deciso a fare meno shopping Non Food. Il 15% a farne di più. Sono tutti a caccia di prezzi migliori in negozi sicuro, meglio all’aperto, e sul web. L’emergenza sanitaria ha cambiato l’approccio ai consumi non alimentari, sia nella decisione di cosa e quando comprare, sia nella scelta dei canali distributivi. E le conseguenze si faranno sentire anche nei prossimi mesi.

Osservatorio Non Food 2021

È quanto rivela un’indagine condotta per l’Osservatorio Non Food 2021 di GS1 Italy.

Si parte dall’emergenza sanitaria e dalle conseguenze di quanto accaduto nel 2020, che sono ancora pesanti. Così gli effetti sulla propensione ai consumi e sulla scelta di dove fare acquisti proseguiranno nei prossimi mesi del 2021, con strascichi anche nel 2022, dice un’indagine fatta da Metrica Ricerche per conto dell’Osservatorio Non Food 2021 di GS1 Italy a maggio 2021.

«L’analisi realizzata per l’Osservatorio Non Food evidenzia che gli effetti della pandemia si faranno sentire anche nei prossimi mesi, sia sulla propensione agli acquisti sia sulle scelte dei canali dove comprare i prodotti non alimentari – anticipa Marco Cuppini, research and communication director di GS1 Italy – Oltre sei consumatori su dieci si dicono preoccupati dalle conseguenze economiche e sociali dell’emergenza sanitaria. Quanto alle scelte di dove fare shopping, fra il 30% e il 40% degli intervistati dichiara che porrà più attenzione, cercando punti vendita ritenuti più sicuri per la propria salute oppure aumentando il ricorso a internet, cercando anche di trovare i prezzi migliori».

 

negozio di moda

 

Consumatori preoccupati alla ricerca di negozi sicuri

Il 44% degli intervistati si dice abbastanza preoccupato per la situazione economico-sanitaria (44%). Per questo cercherà di acquistare limitatamente i prodotti non alimentari di cui avranno esigenza, posticipando o annullando gli acquisti ritenuti superflui. Un altro 37% degli intervistati non si dice preoccupato e ritiene che riprenderà ad acquistare prodotti Non Food secondo le solite abitudini. E nel 15% dei casi aumenterà lo shopping, in particolare nell’area del “fai da te”.

Il restante 19% del campione è in stato di allarme e, quindi, si dice intenzionato a limitare gli acquisti di prodotti non alimentari nella seconda parte del 2021, principalmente riducendo gli atti di acquisto e poi cercando canali e punti vendita con più promozioni. In un caso su tre rinuncerà agli acquisti, rinviandoli al 2022.

È diminuita (dal 50% dei consumatori al 30-40%) la percentuale di chi ha cambiato o intende cambiare i punti vendita dove fare la spesa. La ricerca di negozi più più sicuri per la salute (rispetto delle normative, pulizia e igiene, distanziamenti.) varia dal 18% al 28% a seconda dei settori ed è sopramedia nei grandi elettrodomestici, nel brico e negli articoli per la casa.

Centri commerciali

Anche la frequentazione dei centri commerciali continuerà a essere influenzata dalla situazione contingente.

Il 40% dei visitatori abituali dichiara un possibile calo della frequenza con cui sono soliti andarci, e oltre un terzo è intenzionato a ridurla in modo deciso. Invece un altro 54% dice di non voler cambiare le proprie abitudini nei prossimi mesi riguardo ai centri commerciali e un 6% afferma di volerli visitare più spesso. Le motivazioni? Maggior preferenza per i luoghi all’aperto (46%), timore di dover fare troppe file (33%) e dubbi sulla loro sicurezza sanitaria (27%).

Accelera ancora l’ecommerce

«Nel post pandemia – scrivono i ricercatori – hanno avuto una decisa accelerazione gli acquisti online di prodotti del Non Food. E il trend continua a confermarsi anche nella seconda parte del 2021, visto che gli intervistati dichiarano di voler mantenere, se non aumentare, questa abitudine. Il 40-50% del campione afferma che aumenterà i propri acquisti su internet per quasi tutte le categorie di prodotti Non Food. Una tendenza forte soprattutto nei settori ormai divenuti appannaggio dell’e-commerce, come libri, giocattoli, tecnologia (elettronica e telefonia/informatica) e attrezzature sportive. La quota più bassa di intenzione di fare acquisti online (33%) riguarda piccoli e grandi elettrodomestici per la maggior propensione a tornare nei negozi fisici, anche per avvalersi dei consigli dei venditori nei reparti specializzati».

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