famiglia al supermercato

Vendite al dettaglio, meno 0,8% a settembre

A settembre le vendite al dettaglio diminuiscono dello 0,8% rispetto ad agosto. Sono stabili le vendite di prodotti alimentari. Vanno giù quelle dei beni non alimentari. C’è un certo recupero nel terzo trimestre dell’anno ma «il bilancio dei primi nove mesi dell’anno è ancora negativo, sia per i prodotti non alimentari sia per il totale delle vendite». Quello che più tira, secondo una tendenza che va avanti da qualche tempo, è il commercio elettronico. Non sono dati buoni per le associazioni dei consumatori.

Vendite al dettaglio, le stime Istat di settembre

A settembre 2020 si stima, per le vendite al dettaglio, una diminuzione rispetto ad agosto dello 0,8% in valore e dello 0,4% in volume, dice oggi l’Istat. Sono in calo le vendite dei beni non alimentari (-1,3% in valore e -0,7% in volume) mentre quelle dei beni alimentari sono sostanzialmente stazionarie (invariate in valore e in lieve crescita, +0,1%, in volume).

Nel confronto annuale, rispetto a settembre 2019 l’Istat registra un aumento delle vendite dell’1,3% in valore e dell’1,5% in volume. Le vendite dei beni alimentari crescono sia in valore sia in volume (rispettivamente +3,8% e +2,6%), quelle dei beni non alimentari sono in calo in valore (-0,6%) e in aumento in volume (+0,8%).

 

vendite al dettaglio tabella istat
Vendite al dettaglio, prodotti non alimentari, confronto annuale. Fonte: Istat commercio al dettaglio, settembre 2020

 

Beni non alimentari: cosa sale e cosa scende

Le vendite al dettaglio su base annuale rivelano che gli italiani spendono (ancora) per telecomunicazioni e telefonia e per gli utensili che servono in casa, ma comprano meno libri e giornali e meno giocattoli. Anche meno articoli da viaggio, e questo è facilmente comprensibile. L’andamento annuale delle vendite al dettaglio per i prodotti non alimentari è molto eterogeneo.

«Gli aumenti maggiori riguardano, come per il mese di agosto, Dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni, telefonia (+10,6%) e Utensileria per la casa e ferramenta (+7,2%) – scrive l’Istat – Le flessioni più marcate si evidenziano, invece, per Calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-8,7%), Giochi, giocattoli, sport e campeggio (-7,2%) e Cartoleria, libri, giornali e riviste (-7,1%)».

centro commerciale
Centri commerciali chiusi nel weekend

 

Vendite al dettaglio, bene discount e commercio elettronico

Il valore delle vendite al dettaglio aumenta per la grande distribuzione (+1,4%) e diminuisce per le imprese operanti su piccole superfici (-0,3%). Le vendite al di fuori dei negozi calano del 7,0% mentre il commercio elettronico è in sostenuto aumento (+24,9%). Una tendenza che conferma dunque la dinamicità dell’e-commerce.

Da segnalare anche, su base annuale, che le vendite nei discount alimentari aumentano dell’8,6% (del 6,6% nel confronto tendenziale gennaio-settembre).

Per Coldiretti questo significa un aumento di vendite per il cibo a basso costo. «Volano gli acquisti di cibo low cost con i discount alimentari che fanno segnare un balzo dell’8,6% nelle vendite rispetto allo scorso anno – commenta Coldiretti – Una situazione che evidenzia la situazione di difficoltà in cui si trovano le famiglie italiane che per risparmiare orientano le proprie spese su canali a basso prezzo e su beni essenziali come cibi e bevande».

I Consumatori: andrà peggio

Sono dati molto negativi, dice il Codacons. Nei primi nove mesi dell’anno crollano le vendite dei beni non alimentari. Vanno giù i piccoli negozi. E i numeri, dice l’associazione, sono destinati a peggiorare ancora. «Le ultime misure varate dal Governo con i Dpcm di ottobre e novembre avranno effetti diretti sul commercio, riducendo ulteriormente le vendite al dettaglio come conseguenza dei nuovi limiti imposti ai cittadini. I numeri dell’Istat di settembre, pertanto, appaiono ampiamente superati, e ci si attende un netto peggioramento per i prossimi mesi».

Si va di male in peggio anche secondo l’Unione Nazionale Consumatori. Anche perché iniziano nuovi lockdown e i centri commerciali ora saranno chiusi nei festivi e di domenica, come previsto dall’ultimo Dpcm.

Per il presidente UNC Massimiliano Dona il dato delle vendite al dettaglio «diventa disastroso se si considera che oggi inizia un nuovo lockdown, che rende questi valori, già negativi, anacronistici, vecchi e superati. Insomma, le nuove chiusure faranno riprecipitare le vendite non alimentari ancora più giù, specie nell’area rossa, ma non solo, visto che i centri commerciali saranno chiusi nei giorni festivi e prefestivi anche nelle zone gialle e arancioni, e, quindi, in tutta Italia».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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