Libri, nel 2020 aumentano i lettori digitali ma la libreria resiste
Zone rosse, questa volta librerie e parrucchieri rimangono aperti
Librerie e parrucchieri rimangono aperti anche nelle regioni che diventeranno zona rossa. Editori e librai: “I libri sono beni essenziali, bene che il governo ne abbia tenuto conto consentendo l’apertura delle librerie nelle zone rosse”
Questa volta librerie e parrucchieri rimarranno aperti anche nelle regioni che finiranno a rischio alto e in zona rossa.
Non ci sarà bisogno di affollarsi sugli store online. Non servirà mobilitare i corrieri e ordinare sul web i libri da leggere per affrontare un inverno lungo e duro, con le nuove restrizioni in arrivo e la pandemia da coronavirus. Ci sarà, almeno quello, il sollievo di non dover fare tinta e taglio in modo casalingo e davanti allo specchio. Librerie e parrucchieri rimarranno aperti anche nelle regioni che verranno classificate ad alto rischio e soggette a misure più restrittive rispetto al resto d’Italia.
Il nuovo Dpcm, librerie e parrucchieri in zone a rischio
È quanto si evince dal nuovo Dpcm firmato dal presidente del Consiglio e in vigore da domani. Nello stabilire le misure per le regioni a rischio alto e di livello 4, il Dpcm sospende le attività commerciali al dettaglio fatta eccezione per la vendita di generi alimentari e di prima necessità individuati nell’allegato 23. Questo comprende nell’elenco anche il commercio al dettaglio di libri in esercizi specializzati.
Il nuovo Dpcm sospende poi i servizi alla persona diverse da quelle individuate nell’allegato 24, che ricomprende lavanderie, tintorie, pompe funebri e appunto “servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere”.

Editori e librai: i libri sono beni essenziali
I libri sono beni essenziali e sono anche un valido aiuto in momenti difficili come quelli che stiamo vivendo. È l’apprezzamento che arriva da editori e librai davanti alla previsione che le librerie rimarranno aperte anche nelle aree a rischio e dunque potranno continuare la loro attività, che certo non può considerare il libro come un bene rinunciabile. Dietro l’angolo fra l’altro c’è anche lo shopping natalizio e la volontà di lanciare i consumi di editoria già a novembre, come evidenzia la campagna “Pensaci subito, non fare le code. In libreria il Natale è già iniziato”, lanciata giusto ieri.
«I libri sono beni essenziali e, soprattutto in un momento come questo, aiutano gli italiani a superare la solitudine e le difficoltà legate alle limitazioni della libera circolazione e della socialità: ringraziamo il Governo per aver tenuto conto dei nostri appelli, consentendo l’apertura delle librerie anche nelle zone rosse, e in particolare il ministro Dario Franceschini sempre attento alle esigenze del mondo del libro», hanno dichiarato il presidente dei librai (ALI Confcommercio) Paolo Ambrosini e il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi nel giorno in cui il governo ha varato il nuovo Dpcm in vigore da domani.
Cultura, libro e ripartenza
Editori e librai sottolineano il valore del libro in un contesto difficile come quello della pandemia e con un mercato che ha visto decollare le vendite online.
«Con la decisione di oggi – continuano Ambrosini e Levi – si sostengono le librerie che stanno subendo una continua erosione di quote di mercato da parte degli store online, un disequilibrio che mette a rischio non semplici negozi, ma presidi sociali e culturali essenziali per le nostre città e, più in generale, per la vita democratica del Paese e si rinnova la scelta dello scorso 14 aprile, confermando che quella fu una precisa scelta di politica culturale: l’Italia è cultura e la cultura e il libro possono essere il volano per la ripartenza del Paese».

