I siti www.shoprg.it e www.crazybay.it, devono sospendere la vendita di prodotti non disponibili e l’addebito anticipato di corrispettivi per prodotti che non risultano in giacenza nei magazzini dell’azienda o comunque pronti per la consegna. E’ quanto chiede l’Antitrust a chiusura di un provvedimento per pratiche commerciali scorrette aperto a carico dell’impresa individuale RG GROUP di Carla Lauretti, sulla base di numerose segnalazioni arrivate all’Autorità, a partire dal mese di novembre 2014.

L’impresa ha opposto difficoltà di varia natura ai consumatori, rispetto all’esercizio di alcuni diritti contrattuali. Ad esempio, come emerge dal procedimento, a fronte di un rilevante numero di transazioni concluse, spesso non ha consegnato i prodotti ordinati sui siti, non ha dato seguito a numerosi solleciti e richieste di adempimento e di rimborso dei consumatori, i quali raramente sono riusciti ad ottenere l’adempimento dell’obbligazione o il rimborso del prezzo pagato.
L’attività di vendita online sul sito www.shoprg.it è iniziata a maggio 2013 e da allora l’azienda ha ricevuto 4.767 ordini. Rispetto a questi 2.535 consumatori hanno ricevuto la merce richiesta e pagata mentre 1.573 acquirenti hanno richiesto l’annullamento e sono stati rimborsati, 525 ordini sono stati invece annullati per mancato pagamento da parte del cliente, 61 sono in lavorazione mentre per 73 i clienti hanno chiesto l’annullamento ed il relativo rimborso del pagamento che non è stato effettuato.

L’altro sito (www.crazybay.it) risulta attivo da maggio 2013 ed ha ricevuto 200 ordini. Rispetto a questi 77 consumatori hanno regolarmente ricevuto la merce richiesta mentre 27 acquirenti hanno richiesto
l’annullamento e sono stati rimborsati, 31 ordini sono stati invece annullati per mancato pagamento, 37 sono in lavorazione mentre per 28 i clienti hanno chiesto l’annullamento ed il relativo rimborso del pagamento che non è stato effettuato.
Le evidenze ricavate durante le ispezioni hanno confermato il contenuto delle segnalazioni arrivate all’Autorità, ovvero che il professionista propone in vendita, attraverso il propri siti web, alcuni prodotti indicati come disponibili, impegnandosi ad inviarli entro un determinato termine, mentre in realtà procede all’acquisto dei beni solo successivamente all’ordine del consumatore. Dalle segnalazioni risulta che, in molti casi, il professionista giustificava il ritardo nella consegna a generiche difficoltà, offrendo comunque garanzie sulla bontà della consegna dei prodotti ordinati e regolarmente pagati o mostrandosi disponibile alla restituzione del prezzo pagato, salvo poi non ottemperare a quanto promesso
circa la consegna e quindi la restituzione di quanto pagato.

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