Nel 2013 i consumi di benzina sono diminuiti mediamente del 5,7%, quelli di gasolio del 4,7% rispetto al 2012; peggio è andata sulla rete delle compagnie, dove si registrano perdite tra il 15 e il 30%. Dicembre, dunque, conferma la tendenza al ribasso delle vendite, smentendo la tradizionale fase di recupero che in genere andava a migliorare la media annua, con un ulteriore sofferenza sulla rete carburanti. E le prospettive non appaiono incoraggianti. A sostenerlo è la FAIB Confesercenti secondo cui, infatti, l’aumento dell’imposta di consumo sugli oli lubrificanti (da 750 a 787,81 per mille chilogrammi) scattata il 1° gennaio scorso peggiorerà la già drastica situazione.
Stessa sorte anche dopo l’aumento del 1° marzo prossimo quando aumenteranno le accise su benzina e gasolio per effetto del decreto del Fare. Ma non finisce qui.  “Tra il 2014 e il 2017 sono programmati ben quattro incrementi. Nell’insieme, sulle spalle degli automobilisti italiani cadranno maggiori imposte per 1,3 miliardi di euro: 1,07 di maggiori accise e 237 milioni dell’Iva relativa” sostiene la Federazione.
Neanche i continui ribassi sulla rete incrementano il consumo. “In questo scenario- dichiara Martino Landi, Presidente della Faib Confesercenti – i consumi di carburanti sono destinati a calare ulteriormente, mettendo ancora in più in difficoltà i gestori degli impianti”.
“Stando ai numeri – prosegue Landi – con l’aumento dell’Iva dal 21 al 22% e con quello dell’accisa su benzina (da 728.4 a 730.8 su 1000 litri) e su gasolio (da 617.4 a 619.8 su 1000 litri) è probabile che i consumi continueranno a contrarsi. Ipotizzando nel 2014 un calo analogo a quello del 2013, l’incremento delle accise e dell’iva non porterebbe ad un aumento di gettito, anzi ci sarebbe, a parità dei prezzi dei combustibili, una riduzione da 15.9 a 15.3 miliardi. Il Governo Letta ed il ministro Saccomanni – conclude Landi – riconoscano che il gettito potrà aumentare solo se i consumi riprenderanno o si ridurranno in misura minore di ciò che è avvenuto nel 2013 rispetto al 2012. Ma per fare questo occorre diminuire la pressione fiscale sui carburanti. Altrimenti il bancomat dei benzinai ha esaurito le risorse.”

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