Skipass, prezzi in vetta (Foto Pixabay)
Quanto costa sciare? Skipass, i prezzi salgono in vetta
Gli skipass sono sempre più costosi: i giornalieri aumentano in media del 4%, l’abbonamento a cinque giorni cresce del 4,4%. Una famiglia di tre persone può arrivare a spendere 260 euro al giorno. Trentino Alto-Adige e Dolomiti per pochi. L’analisi di Altroconsumo su 44 località sciistiche
Sciare raggiunge ormai vette elevate di prezzo. Gli skipass sono sempre più cari e rendono sempre più costoso, per molti decisamente proibitivo, trascorrere una vacanza in montagna, che sia di un giorno o la classica settimana bianca. Solo per accedere agli impianti e alle piste da sci, una famiglia di tre persone può arrivare a spendere fino a 260 euro al giorno per gli skipass nelle località sciistiche più costose in Italia, e toccare i 370 euro in località estere come Zermatt. Ci sono rincari significativi in diverse aree dell’arco alpino, con il Trentino Alto-Adige e le Dolomiti che sono davvero per pochi – qui le tariffe giornaliere arrivano a 86 euro per Dolomiti Superski.
Nella stagione invernale 2025-2026 lo skipass giornaliero aumenta in media del 4%, mentre quello di cinque giorni (per la settimana bianca) rincara del 4,4%.
Altroconsumo ha svolto un’indagine e un confronto in 44 stazioni sciistiche dell’arco alpino e appenninico, nonché in alcuni comprensori all’estero, ma vicini al confine italiano, e conferma la crescita dei prezzi. Stiamo parlando delle tariffe di alta stagione, Natale, Capodanno, Carnevale e giorni festivi.
Skipass giornaliero, prezzi in vetta
Il biglietto giornaliero è quello più acquistato da chi frequenta la montagna in giornata o per soggiorni brevi e indica subito qual è l’andamento dei prezzi. Le tariffe degli skipass sono molto variabili. Nei comprensori sciistici italiani esaminati, spiega Altroconsumo, lo skipass giornaliero ha un prezzo minimo di 36 euro (Champorcher) e massimo di 86 (Dolomiti Superski).
Solo per accedere a seggiovie, funivie, skilift e alle piste da sci, per una giornata sulla neve una famiglia di tre adulti spende in media 188 euro, che diventano 260 euro nelle località sciistiche più costose. All’estero, a Zermatt (con la possibilità di sconfinare sulle piste della vicina Cervinia), il costo giornaliero può raggiungere i 370 euro.
Dolomiti e Trentino-Alto Adige per pochi
Dolomiti e Trentino-Alto Adige hanno “tariffe per pochi” e in Italia sono fra le più costose in assoluto. In gran parte dei principali comprensori, fra i quali Val Gardena, Plan de Corones, Alta Badia e Tre Cime, c’è un aumento dello skipass giornaliero da 77 a 80 euro. Sebbene in termini percentuali l’incremento non risulti eccessivo, acquisisce peso per l’alto livello delle tariffe già raggiunto in precedenza. Più consistente l’aumento di Madonna di Campiglio, che sale da 79 a ben 85 euro (+7,6%), restando così tra le più costose d’Italia.
In Veneto Cortina d’Ampezzo, protagonista delle prossime olimpiadi invernali, parte da tariffe già alte e vede aumenti del 3,9% sullo skipass giornaliero: il ticket arriva a costare comunque 80 euro. Non è il più caro, visto che Dolomiti Superski sale da 83 a 86 euro (+3,6%). I comprensori sciistici delle Dolomiti, nel loro complesso, sono quelli più dispendiosi.
Valle d’Aosta, il ventaglio di prezzi
Se ci si sposta in Valle d’Aosta, c’è un ventaglio di prezzi molto ampio. Qui si trova sia l’opzione in assoluto più economica dell’indagine (Champorcher, dove lo skipass giornaliero costa 36 euro) sia quella più esosa, il collegamento internazionale Cervinia-Zermatt: 87 euro. Quest’ultimo è il prezzo dello skipass giornaliero se lo si acquista in Italia (Cervinia). Infatti, lo stesso skipass comprato in Svizzera (Zermatt) costa molto di più, vale a dire il corrispondente in franchi di circa 125 euro. Fra le località più costose c’è Courmayeur con 69 euro (+3%).
Skipass sull’Appennino
Per gli skipass giornalieri nell’Appennino le tariffe sono varie. In media aumentano del 3,8% ma alcune località hanno deciso di tenerle ferme. Così Campo Felice conferma la tariffa di 43 euro, così come Roccaraso mantiene quella di 58 euro, invariata rispetto allo scorso inverno. Ovindoli invece passa da 42 a 46 euro, segnando un incremento netto del 10%, tra i più marcati dell’intera dorsale appenninica.
Non saltare un giorno
L’analisi di Altroconsumo (QUI la versione completa) si sposta anche sulle tariffe estere e sull’abbonamento di cinque giorni. Fa risparmiare? Solo se non si salta alcun giorno. Il risparmio dell’abbonamento si ferma in media al 12%, poco più di 40 euro a persona. L’associazione avverte: meglio optare per questa scelta solo se si è sicuro di coprire tutti i cinque giorni, perché basta saltare anche solo una giornata e il biglietto cumulativo perde tutta la sua convenienza. “In questo tipo di ticket, infatti, i giorni si intendono consecutivi, e se per qualsiasi motivo non si riuscisse (per uno o più giorni) ad andare sulle piste, non si ha alcuna chance di ottenere un rimborso”.
I costi degli skipass plurigiornalieri vanno da un minimo di 180 euro (il più economico, a Champorcher, in Valle d’Aosta) per salire vertiginosamente nelle località più care. In Italia i livelli più alti vengono raggiunti da Dolomiti Superski (380 euro), Madonna di Campiglio (373 euro) e soprattutto dal Superskirama Dolomiti Adamello-Brenta, che con i suoi 386 euro rappresenta l’offerta italiana più esosa. Al di sopra di tutti spiccano le località svizzere: Sankt Moritz tocca i 463 euro e il collegamento internazionale Zermatt-Cervinia arriva a 469 euro, risultando il pacchetto da cinque giorni più costoso dell’intero campione.

