Istat: ad aprile vendite al dettaglio in calo dello 0,4%. Consumatori: dati sconfortanti
Vendite al dettaglio, Istat: nel mese di luglio calano del 2,2%
A luglio 2020 l’Istat stima una diminuzione sia delle vendite al dettaglio dei beni non alimentari (-3,2% in valore e -4,8% in volume), sia quelle dei beni alimentari. In crescita il commercio elettronico
A luglio 2020 l’Istat stima una diminuzione delle vendite al dettaglio rispetto a giugno del 2,2% in valore e del 3,1% in volume. In calo sia le vendite dei beni non alimentari (-3,2% in valore e -4,8% in volume), sia quelle dei beni alimentari (-1,0% in valore e -0,8% in volume).
Mentre nel trimestre maggio-luglio 2020, le vendite al dettaglio registrano un aumento del 12,1% in valore e dell’11,5% in volume rispetto al trimestre precedente. A determinare il segno positivo sono le vendite dei beni non alimentari (+27,4% in valore e +26,2% in volume), mentre i beni alimentari diminuiscono (-1,8% in valore e -2,5% in volume).
Vendite al dettaglio, grande distribuzione e piccole imprese
Facendo un confronto con il mese di luglio 2019, il valore delle vendite al dettaglio diminuisce del 3,8% per la grande distribuzione e dell’11,7% per le imprese operanti su piccole superfici. Le vendite al di fuori dei negozi calano del 7,0% mentre il commercio elettronico è in crescita (+11,6%).
“A luglio 2020, rispetto allo scorso anno, il calo delle vendite al dettaglio è determinato soprattutto dal comparto non alimentare, in notevole diminuzione sia nella grande distribuzione sia nelle imprese operanti su piccole superfici – spiega l’Istat – Nella grande distribuzione la dinamica tendenziale negativa riguarda in particolar modo gli esercizi specializzati, mentre gli esercizi non specializzati mostrano una diminuzione molto più modesta. Tra questi ultimi, solo nei discount si evidenzia un segno positivo”.

Consumatori: dati allarmanti
I dati sulle vendite al dettaglio diffusi dall’Istat preoccupano le associazioni dei Consumatori.
“Dati allarmanti ed inquietanti. Dopo l’inevitabile rimbalzo di giugno, dovuto alla riapertura iniziata solo dal 18 maggio di tutte le attività commerciali al dettaglio, non solo a luglio non si completa il recupero, finendo di colmare il gap esistente con la fase pre-crisi, ma addirittura si regredisce”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
Anche per il Codacons il quadro si presenta allarmante e fortemente negativo.
“Avrà conseguenze pesanti per il commercio: senza interventi efficaci a sostegno dei consumi il Codacons stima che 27mila negozi solo nel comparto dell’abbigliamento siano a rischio chiusura entro il 2020, con ripercussioni pesanti sul fronte dell’occupazione”, afferma il presidente Carlo Rienzi.
Federconsumatori: necessarie scelte coraggiose
Secondo Federconsumatori questi segnali, che vanno letti alla luce del periodo di lockdown che il Paese ha attraversato, indicano una situazione di forte difficoltà per i consumatori.
“Per questo è indispensabile che il Governo assuma scelte coraggiose e determinate per superare questa delicata fase storica. Nel dettaglio è fondamentale predisporre piani per lo sviluppo destinati a rilanciare l’economia e l’occupazione, sfruttando le risorse messe a disposizione dell’UE”.
“È importante – conclude – tenere a mente che tutti i provvedimenti adottati e programmati in questa fase non dovranno essere unicamente di carattere emergenziale, ma si dovranno tradurre in misure strutturali capaci di restituire al Paese opportunità di crescita e sviluppo nel medio e lungo periodo”.

