Airbag Takata, tribunale di Torino accoglie class action inibitoria (Foto Pixabay)
Airbag Takata, tribunale Torino accoglie class action inibitoria di Movimento Consumatori
Le società del gruppo Stellantis dovranno ordinare lo stop drive per i veicoli con airbag Takata e garantire auto sostitutive e traino gratuiti
Il Tribunale di Torino accoglie la class action inibitoria del Movimento Consumatori sul caso degli airbag Takata: le società del gruppo Stellantis dovranno ordinare lo stop drive per i veicoli Opel e garantire auto sostitutive e il traino gratuito dei veicoli interessati.
Il caso degli airbag pericolosi
A comunicarlo è il Movimento Consumatori, che aveva chiesto il divieto di circolazione per tutte le automobili Opel con airbag Takata per fronteggiare la situazione delle auto Opel che hanno installato l’airbag, oggetto di una vasta campagna di richiamo in atto da tempo perché pericoloso. Gli airbag Takata sono stati oggetto di una campagna di richiamo ampia e internazionale perché a rischio. Con il tempo le sostanze chimiche contenute nell’airbag possono infatti deteriorarsi, provocando in caso di incidente gravi lesioni o persino la morte.
Alcune campagne sono state imponenti: negli Stati Uniti ci sono stati richiami per 67 milioni di veicoli; in Francia il Ministero dei trasporti ha ordinato il richiamo di 2,5 milioni automobili, disponendone lo stop drive di circa 1,7 milioni. In Italia la campagna di richiamo è partita nel maggio dello scorso anno, con l’arrivo della comunicazione che notificava a migliaia di persone un difetto nei dispositivi di gonfiaggio dei cuscini salvavita delle automobili di cui erano proprietari. Nel maggio 2024 oltre 170.000 proprietari di C3 e DS3, prodotte dal 2009 al 2019, hanno dunque ricevuto da Stellantis lo “stop drive”, l’ordine di interrompere immediatamente la guida dei veicoli, fino alla sostituzione dell’airbag difettoso. Da gennaio 2025 anche i proprietari di veicoli Opel Zafira, Astra e Meriva sono alle prese con una campagna di richiamo per gli airbag Takata con una lettera che li avvisa dei rischi.
“Una effettiva tutela della sicurezza dei consumatori – afferma Alessandro Mostaccio, presidente di Movimento Consumatori – è stata ottenuta solo grazie all’iniziativa dell’associazione in un contesto connotato da una perdurante inerzia da parte dell’autorità di vigilanza (Ministero dei Trasporti). Auspichiamo che il provvedimento del tribunale di Torino possa portare tutti i produttori di veicoli coinvolti nelle campagne di richiamo per gli airbag Takata e le autorità competenti ad adottare misure, quali lo stop drive e la messa a disposizione di auto sostitutive, informate al principio di precauzione e alla necessità di eliminare il grave pericolo conseguente agli airbag Takata”.
Stop drive e diritto ad auto sostitutiva
Oggi il tribunale di Torino, sezione imprese, ha dunque accolto l’azione rappresentativa avviata dal Movimento Consumatori contro Opel Automobile GmbH e Groupe PSA Italia S.p.A, per la campagna di richiamo degli airbag Takata installati su diversi modelli Opel messi in commercio tra il 2003 e il 2018 (Astra H, Vectra C, Meriva B, Cascada A, Mokka A, Signum A e Zafira C). Dopo l’avvio dell’azione inibitoria, le società del gruppo Stellantis hanno avviato una nuova campagna di richiamo con l’ordine di interrompere la guida (“stop drive”) per una parte di veicoli dotati dell’airbag Takata.
Il tribunale, accogliendo le domande del Movimento Consumatori, ha dunque riconosciuto la necessità di adottare misure cautelari urgenti a tutela delle decine di migliaia di consumatori proprietari di veicoli Opel dotati di airbag Takata. Il Collegio, spiega l’associazione, ha ritenuto inadeguate le informazioni ad oggi fornite e insufficienti le misure previste dalla nuova campagna di richiamo che ha riguardato solo una parte dei veicoli.
PSA Italia e Opel dovranno inviare una comunicazione ai proprietari dei veicoli Opel per intimare l’interruzione immediata della guida, avvisandoli del diritto ad ottenere gratuitamente un’auto sostitutiva o un voucher per il car sharing entro 7 giorni dalla richiesta e fino alla sostituzione dell’airbag difettoso. Anche il traino gratuito del veicolo dall’abitazione al riparatore dovrà essere rimborsato dalle società del gruppo Stellantis.

