Caro-voli per Sardegna e Sicilia, la denuncia delle Associazioni dei Consumatori

Caro-voli per Sardegna e Sicilia, la denuncia delle Associazioni dei Consumatori (foto Pixabay)

Cattive notizie per chi ha deciso di concedersi una vacanza in occasione delle festività pasquali, in particolar modo per chi aveva pensato di trascorrere qualche giorno in Sicilia o Sardegna. Con i prezzi dei voli alle stelle, chi non è riuscito a programmare con largo anticipo il viaggio in aereo potrebbe essere costretto a rivedere i propri programmi.

La denuncia sull’aumento dei prezzi dei voli per le Isole arriva dalle Associazioni dei Consumatori.

Voli a Pasqua, quanto costa andare in Sardegna e Sicilia?

Volare da Roma a Cagliari per i non residenti (biglietto di sola andata) costa 365 euro se si parte domani 6 aprile, 204 euro se si vola da Milano.  Per Olbia, partendo venerdì, servono 153 euro da Milano, 124 euro da Roma. Per arrivare in aereo ad Alghero (volo di sola andata del 7 aprile), invece, occorre mettere in conto una spesa da 164 euro, se si parte da Milano.

Questi i dati diffusi da Adiconsum Sardegna, a cui si affiancano le cifre rilevate per i voli diretti in Sicilia. Secondo quanto segnalato da Assoutenti, ad esempio, il volo di sola andata Roma-Catania di giovedì 6 aprile parte da 369 euro, quello per Palermo da 253 euro. A tali prezzi occorre poi aggiungere i supplementi per bagagli, scelta del posto a sedere, e così via.

Vi sono, però, rarissime eccezioni – osserva Federconsumatori Sicilia -. Come i 57 euro in meno del costo minimo di un ITA Airways Linate-Catania compensati, però, da +70 euro di costo massimo. Mentre, in alcuni casi, i prezzi salgono anche di 386-477 euro, rispettivamente differenza sul prezzo minimo e sul massimo di un Bologna-Catania con Ryanair, il cui prezzo negli ultimi giorni è aumentato fino a 729,28 euro.

“Non ci aspettavamo altro che questo – commenta il presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa – lo avevamo previsto in tempi non sospetti. I pochi voli aggiunti da alcune compagnie man mano che quelli già schedulati si andavano saturando, infatti, non hanno sortito un grande effetto. Ma sapevamo anche questo: i voli in più vanno aggiunti mesi (e non giorni) prima delle feste comandate”.

Altroconsumo, invece, ha messo a confronto i prezzi dei biglietti aerei più economici acquistati online di alcune tratte italiane ed estere, tra le quali Milano – Palermo. Dall’indagine emerge che le 3 compagnie aeree più economiche per andare e tornare a Palermo da Milano sono Ryanair (336,05 euro), EasyJet (428,96 euro) e Ita Airways (374,83 euro); prenotando il volo nel periodo pasquale si arriva a spendere, in media, quasi 380 a testa. In pratica – osserva l’Organizzazione – viaggiando 15 giorni prima della Pasqua il costo di una famiglia di quattro persone è equivalente al costo di una sola persona nel periodo pasquale.

 

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Foto Pixabay

 

Confconsumatori: necessario provvedimento cautelare dell’Antitrust

Per Confconsumatori, a fronte dei prezzi spropositati e iniqui che continuano a essere applicati per i voli verso la Sicilia, occorre che l’Antitrust intervenga adottando con urgenza un provvedimento cautelare.

“È già pendente, innanzi all’Antitrust, un procedimento finalizzato ad accertare la sussistenza di possibili distorsioni del corretto funzionamento dei meccanismi concorrenziali, ma a questo potrebbe aggiungersi benissimo anche l’abuso di posizione dominante da parte delle compagnie aeree, che appare ormai evidente – afferma l’associazione. – L’abuso si realizza nel momento in cui vengono imposti, direttamente o indirettamente, prezzi di acquisto a condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose: è proprio ciò che sta accadendo oggi ai danni dei siciliani e non solo. In questo scenario, anche guardando alla giurisprudenza formatasi in base ai provvedimenti passati dell’Antitrust e alla giurisprudenza della Corte di Giustizia europea, sussistono dunque i presupposti dell’abuso di posizione dominante”.

Ma quando si possono considerare “illeciti” i prezzi? L’associazione spiega che “in situazioni analoghe, un prezzo è stato considerato illecito quando un’impresa, avvalendosi della propria posizione dominante, di per sé non illegittima, trae vantaggi commerciali che non avrebbe ottenuto se ci fosse stata una concorrenza normale e sufficientemente efficace. In presenza di una tale condotta i prezzi praticati non risultano avere un ragionevole rapporto con il valore economico delle prestazioni fornite. Da questo punto di vista, la Corte di Giustizia europea ha poi confermato i criteri per valutare se un prezzo deciso da un’impresa dominante è eccessivo, iniquo e pertanto abusivo”.

“Innanzitutto – prosegue Confconsumatori – è da valutare se ci sia un’eccessiva sproporzione tra il costo effettivamente sostenuto dall’impresa e il prezzo finale applicato; in secondo luogo, se il prezzo sia, in assoluto, non equo ed eccessivo rispetto ai servizi offerti dal settore. In Sicilia sono presenti entrambi queste condizioni, ma ne sarebbe sufficiente una soltanto per stabilire che si tratta di un abuso. A prescindere, inoltre, dall’eventuale esistenza di un cartello tra le compagnie, che potrebbe essere accertata nel corso del procedimento”.

L’associazione ritiene, quindi, “che l’Antitrust possa adottare fin da subito il provvedimento cautelare previsto dalla legge: in particolare, la forma destinata ai casi di estrema gravità e urgenza. Il provvedimento dovrebbe ordinare alle compagnie aeree di astenersi nel futuro da comportamenti analoghi a quelli attuati finora – applicando prezzi spropositati – e di adottare ogni iniziativa idonea a evitare il ripetersi della condotta illecita. È questa la proposta che Confconsumatori avanzerà presto formalmente all’Antitrust”.

Infine, Confconsumatori guarda favorevolmente all’iniziativa di Gesap, la società di gestione dell’Aeroporto di Palermo che ha chiesto ad Enac di inviare una propria relazione all’Antitrust. E ai fini della relazione, Gesap invierà ad Enac tutta la documentazione utile in suo possesso. “Chiediamo anche agli aeroporti di Catania e di Trapani di fare la stessa cosa, dando ulteriore supporto alla relazione che Enac sottoporrà all’Antitrust”, conclude l’associazione.


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