Bollette energia e oneri di sistema

Bollette energia e oneri di sistema

A 13 anni dalla apertura del libero mercato in Italia,  anche per le utenze domestiche elettriche e imprese connesse in bassa tensione e a 17,5 anni dalla apertura per le utenze domestiche del gas ,si approderà sempre che vengano rispettate determinate condizioni oltre che approvate norme di accompagnamento al libero mercato.

Con la legge n°124 del 2 agosto 2017 viene stabilito il superamento del “servizio di maggior tutela” sul mercato elettrico e del gas prima con decorrenza 1 luglio 2019,  poi rinviato tale termine al 1 luglio 2020.

Anche in Europa lo sviluppo del Mercato libero si presenta “lento con tante criticità”. Recentemente la Commissione Europea, alfiere della liberalizzazione, ha provato più volte a stimolare gli Stati Membri, per ultimo con la approvazione della Direttiva sul Mercato interno della elettricità  (Market design) e il  Regolamento  sulla riforma degli Acer (Autorithy Energie dei paesi della UE). Tra le disposizioni figura la eliminazione dei “prezzi regolati”entro 5 anni dalla sua approvazione ed un ruolo di monitoraggio di Acer sulle prestazioni dei mercati, in particolare sugli strumenti frapposti dagli stati  membri, tra i quali gli interventi “sui prezzi”.

Un contesto in Europa “non lineare”, dove la Francia ha anche essa rinviato l’eliminazione dei prezzi regolati al 2023 per il gas e sine die per l’elettricità, in Inghilterra ha liberalizzato sia  l’energia che il gas fin dal 1999 ma il mercato delle energia sta tradendo le aspettative di milioni di consumatori,  che hanno visto “enormi aumenti di bollette negli ultimi anni “.

Da una indagine è emerso che le Big Six  Companies dominanti che servono il  77% del mercato elettrico ed il 73% di quello del gas facevano cartello aumentando i prezzi stante la scarsa propensione dei consumatori a cambiare fornitore ed a valutare le offerte. Come risposta in ottobre 2017 sono stati introdotti un tetto al costo massimo al Kwh ed al costo per attività di manutenzione  fino al 2020,  con possibilità di proroga fino al 2023 da parte dell’Autorithy Britannica della Energia, con un effetto di calmieramento dei prezzi per i 15 milioni di consumatori che non avevano mai scelto il mercato libero .

In Italia registriamo a fine 2018 secondo il Monitoraggio di Arera che il 46% delle utenze domestiche, in tutto 13,5 milioni (erano il 39 % nel 2017) sono “passate al mercato libero nella energia elettrica e molto probabilmente si registrerà alla  fine di quest’anno  il superamento del 50% delle utenze ,con picchi già ora superiori a tale percentuale in Umbria, Emilia Romagna, Piemonte .Permane comunque, una minore dinamicità nel cambiare venditore nel domestico rispetto alle altre tipologie di utenze non domestiche.

Il settore del gas naturale vede un tasso di swicht più elevato rispetto alla energia elettrica ed anche qui nel domestico si supererà la barriera del 50% a fine anno.

Un elemento “comune sia nella energia che nel gas, chi cambia sceglie di farlo con i venditori storici” nel 68% dei casi ovvero il venditore collegato all’impresa di distribuzione, nonostante le società di vendità siano in fortissimo aumento numerico, raggiungendo cifre di 594 gruppi societari, che operano in entrambi o singoli  settori di energia e gas e dual, sia nel mercato libero che in quello  tutelato, dove in troppi casi si è in presenza di una miriade di aziende frammentate e scarsamente efficienti e affidabili.

È più che mai urgente il varo dell’Albo dei Venditori che doveva essere approvato entro novembre 2017 e che ancora aspetta l’ok definitivo per fornire garanzie per tutti i consumatori sul versante della onorabilità, solidità finanziaria e competenza tecnica .

Va inoltre evidenziato che nonostante il numero elevato di gruppi societari che vendono energia, “il grado  di concorrenzialità “vede  che nella energia i primi tre gruppi servono il 68% in termini di mercato e il 69 % dei punti vendita; analogamente per il gas,  dove i primi tre operatori servono il 59% del mercato e il 62% dei punti vendita, un quadro che non depone a favore di un aumento della concorrenza e contendibilità salvo che nel gas, essendo ben radicate le ex municipalizzate nei territori e dove la concorrenza si sviluppa su base regionale, perchè hanno un vantaggio competitivo nel convincere i propri utenti a passare dal tutelato al mercato libero.

Resta il fatto che siamo lontani ad una effettiva “concorrenza e trasparenza “ con benefici di risparmio traslati a favore dei consumatori in particolare nell’elettrico. Dato che trova l’ennesima  conferma nel rapporto Arera dove anche nel 2017 come dai Rapporti precedenti le “rilevazioni dei costi sostenuti dagli utenti domestici che sono passati nel mercato libero si attestano mediamente più elevati rispetto ai valori rilevati nei regimi di tutela”.

E’ pur vero che in alcune offerte del mercato libero sono previsti in alcuni casi servizi aggiuntivi la cui quantificazione è alquanto difficile per poter fare una comparazione o misurazione. Anche sul versante delle offerte nel 2018 in entrambi i settori le offerte più convenienti rispetto al mercato tutelato sono state nel 62% dei casi nell’elettrico e nel 49% del gas ma nonostante ciò i contratti” che vengono fatti sottoscrivere agli utenti sono più onerosi che nel mercato tutelato”.

Anche per quanto riguarda i contratti on line, nonostante si possa risparmiare sono solo il 4% di chi utilizza questa  modalità di stipulare un nuovo contratto. La stessa tipologia dei contratti proposti  sul Portale offerte vede nettamente l’84% di sottoscrizioni di contratti a “prezzo fisso “rispetto a quelli a “prezzo variabile” nell’elettrico e del 69% dei casi nel gas, con evidenti contraddizioni e incongruenze a seguito dell’altalenante andamento delle tariffe del mercato tutelato di questi ultimi anni sia per l’energia che per il gas, dove le forti oscillazioni da trimestre a trimestre sono notevoli determinando il fatto che in molti casi chi sottoscrive un contratto fisso per un anno o due si troverebbe in molti casi di dover pagare di più rispetto al mercato tutelato, in quanto nei trimestri successivi sono calate le bollette nel mercato tutelato a volte con valori a due cifre.

D’altronde la “componente materia prima a breve sempre più accentuata nel paniere dei  mercati all’ingrosso“ riflette le forti tensioni e oscillazioni sui prezzi a livello internazionale che si scaricano sia sulle bollette  elettriche che del gas senza paracadute e ammortizzatori come in passato. Anche le aziende venditrici caricano sul prezzo dell’offerta al libero mercato per i  consumatori i rischi insiti di queste oscillazioni.

Le altre azioni di accompagnamento previste nella Legge sulla Concorrenza n°124 del 2017 per favorire questa fase di transizione al mercato libero prevedono:

1) Il Nuovo Portale offerte che è stato sostanzialmente completato e rappresenta uno strumento indipendente di aiuto al consumatore per confrontare le offerte sia nella energia che nel gas che nelle offerte Dual. e scegliere al meglio tra le  varie offerte a prezzo fisso o variabile oppure le offerte PLACET.

2 )Il rispetto delle tempistiche di “swictching “e di “fatturazione e conguaglio” dove permangono criticità e su questo versante l’Arera sta monitorando oltre che essere intervenuta.

3) L’Operatività del S.I.I. (Sistema informativo Integrato) ormai in forte sviluppo ed evoluzione tale da rappresentare la piu grande banca dati italiana, che consentirà di monitorare l’evoluzione dell’andamento del mercato nelle sue diverse tipologie e utenze, per territori, per comune ed anche per quartiere e per profilo di consumatore  anche nei consumi,  in vigore quest’ultimo dal 1 luglio 2019.

4) La piena applicazione della prescrizione breve al fine di ridurre il fenomeno delle maxi bollette, che ora sta trovando applicazione  “non senza difficoltà”per la interpretazione restrittiva di alcune aziende subito chiarita da Arera..

5) La riforma dei bonus energia e gas che doveva essere approvato entro febbraio del 2018 dal MISE e di cui ancora non c’è traccia per far fronte al fenomeno crescente della povertà energetica,  a fronte di un raddoppio delle persone in povertà assoluta (dall’inizio della recessione ad oggi ), oltre che a renderlo “automatico “, stante  il fatto che solo 1/3 degli aventi diritto ne fa domanda.

Ne può essere considerato tale la estensione fatta  del Bonus Energia e Gas a chi fa domanda per il reddito di cittadinanza, considerando il fatto che siamo in presenza di criteri diversi di accesso e che al 1 gennaio 2020 ci aspetta l’applicazione dell’ultimo “step della riforma tariffaria “del consumatori domestici con il “superamento della struttura progressiva per tutte le componenti tariffarie“ e prevedibili aumenti variabili fino al 7% per circa 22 milioni di famiglie italiane con  consumi inferiori ai 2200 kwh annue.

È più che mai urgente che il governo si confronti con le parti sociali  e con le associazioni dei consumatori per contemperare la riforma del Bonus Energia e Gas con la pulizia di voci improprie negli esosi Oneri di sistema, che pesano per circa 15 miliardi all’anno sulle bollette elettriche per eliminarne e traslare una  parte sulla fiscalità generale dei  2,2 miliardi di incentivi (di cui 1,7mld alle  aziende energivore, 250 milioni per la dismissione oneri nucleari e sgravi di 200 milioni alla Rete ferroviaria Italiana.

Nè si giustifica l’ultimo provvedimento di fare cassa con le bollette considerandole come un Bancomat (come è stato fatto anche in passato ) con la copertura del prestito Alitalia di 650 milioni di euro da valere sulla Cassa Conguaglio Servizio Ambiente con la conversione del Decreto Crescita e di cui non ci sono “garanzie nei tempi sulla esigibilità e restituzione del prestito stesso “.

6) La risoluzione di  questi aspetti è fondamentale per ridare trasparenza e credibilità allo sviluppo del mercato stesso, perchè manca un anno al superamento del mercato tutelato  (salvo ulteriori rinvii ), la promozione della Campagna di comunicazione da parte del Ministero Sviluppo Economico e di Arera (appena ora avviata ) per informare milioni di consumatori, dopo aver approvato la delibera sui Gruppi di acquisto,  non può ritardare e deve essere accompagnata da scelte coraggiose ed eque, con pulizie delle bollette .

I cittadini consumatori che sono chiamati a scegliere in questi mesi e nei prossimi richiedono una  campagna informativa massiccia che veda protagonisti i consumatori e le loro associazioni dove si confrontano quotidianamente con la aggressività di società di vendita con pratiche commerciali scorrette sia telefoniche che a domicilio, con una informazione superficiale che non incoraggia i consumatori ad una scelta consapevole e responsabile .

Non stupisce che dal sondaggio 2019 di Research Hub per conto di Arera emerga (anche per il comportamento degli operatori ) che il consumatore è mediamente soddisfatto del proprio fornitore di energia e gas nel 46% dei casi, oppure sostanzialmente indifferente nel 42 % e poco propenso alla mobilità. L’82% dichiara negli ultimi tre mesi che non ha cercato nessuna informazione per cambiare fornitore. Solo il 23% sa che entro il 30 giugno 2020 dovrà scegliere un altro fornitore passando dal mercato tutelato al libero. Inoltre solo uno su due sa che vi sono diverse tipologie di contratti ma solo il 29 % di questi conosce le diverse componenti .

Un quadro su cui necessità investire risorse per informare correttamente per favorire una vera concorrenza che porti benefici ai consumatori finali .

 

La home page del portale Arera promosso dall’Autorità di regolazione per Energia, Reti e ambiente

In questo quadro alcune regole importanti per favorire il passaggio vale la pena ricordare:

a) Importante che i consumatori conoscono in primo luogo i propri consumi di energia e gas guardando la propria bolletta o contattore di nuova generazione, condizione basilare per poter fare un confronto di comparazione con il Nuovo Portale Offerte che consente un confronto sulle condizioni economiche ed di fornitura di centinaia di offerte.

b) Importante conoscere la composizione delle voci principali della bolletta e soprattutto del costo della  materia  energia dalle altre voci regolate dalla Arera.

c) Utilizzare e farsi sempre dare la “scheda confrontabilità “da chiunque venditore proponga un nuovo contratto di offerta.

d) Utilizzare il Portale  Offerte sul sito di Arera, confrontando le offerte del mercato libero , quelle dell’offerta Standard Placet (un offerta transitoria con condizioni contrattuali uguali per tutti) rispetto alla spesa annua del mercato tutelato, sulla base del proprio profilo dei consumi.

e) Non firmare nessun contratto prima di averlo letto e compreso le condizioni contrattuali con attenzione previo invio del materiale scritto. Prendere tutto  il tempo necessario per esaminare la proposta, non lasciate fare a chi vuole farvi  fretta e pressione per sottoscrivere il contratto quasi sempre ha qualcosa da nascondere l’ incaricato.

f) Gli agenti che vengono a casa a volte millantano obblighi di legge inesistenti e a volte minacciano di ritirare la loro offerta scontata facendo fretta che non esiste assolutamente .

f) Non dare i propri dati a nessuno per telefono e non mostrate le bollette, nè il codice IBAN , nè il codice fiscale, ne il POD o il PDR ( codici identificativi presenti sulla bolletta) se non quando si è deciso di concludere un contratto.

g) Si può esercitare il diritto di recesso entro 14 gg.solari dalla firma della proposta contrattuale sia a domicilio che per via telefonica, senza alcuna penalità e senza dover motivare il nostro dietrofront.

Scrive per noi

Mauro Zanini
Mauro Zanini
Mauro Zanini è Esperto di Politiche del consumo, energia, acqua e ambiente. Dal 1991 al 2016 ha avuto ruoli importanti in Federconsumatori, prima come Presidente provinciale di Modena, poi come Vice Presidente Nazionale con responsabilità del Dipartimento Energia e Servizi e infine come responsabile del Centro Ricerche Federconsumatori.

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