Inflazione, più 8% a giugno. Per le famiglie meno abbienti è più 9,8% (fonte foto: pixabay)

L’inflazione vola all’8% a giugno, il carrello della spesa si fa sempre più pesante con rincari che superano l’8% e il peso dell’inflazione è ancora più alto sulle famiglie meno abbienti e con minore capacità di spesa, sulle quali il rialzo dei prezzi è del 9,8%. L’inflazione così alta sul carrello della spesa non si vedeva da 36 anni.

Sono i dati sull’inflazione di giugno diffusi oggi dall’Istat, che conferma la stima preliminare: l’inflazione aumenta dell’1,2% su base mensile e dell’8,0% su base annua (da +6,8% del mese precedente), confermando la stima preliminare.

Inflazione alta, i dati dell’Istat

In un quadro di diffuse tensioni inflazionistiche, spiega l’Istituto, l’ulteriore accelerazione della crescita su base tendenziale si deve prevalentemente ai prezzi dei Beni energetici (la cui crescita passa da +42,6% di maggio a +48,7%), e a quelli dei Beni alimentari, sia lavorati (da +6,6% a +8,1%) sia non lavorati (da +7,9% a +9,6%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +4,4% a +5,0%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +6,0% a +7,2%).

Su base mensile, l’aumento dell’inflazione è legato soprattutto ai prezzi dei Beni energetici non regolamentati (+6,0%), cui si aggiungono quelli dei Servizi relativi ai trasporti (+2,0%), degli Alimentari lavorati (+1,6%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,3%) e dei Beni non durevoli (+0,7%).

Volano i prezzi del carrello della spesa

Il carrello della spesa pesa anche di più. I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e delle persona rincarano su base annua da 6,7% a +8,2% e salgono i prezzi dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +6,7% a +8,4%).

«A giugno l’inflazione accelera di nuovo salendo a un livello (+8,0%) che non si registrava da gennaio 1986 (quando fu pari a +8,2%) – commenta l’Istat – Le tensioni inflazionistiche continuano a propagarsi dai Beni energetici agli altri comparti merceologici, nell’ambito sia dei beni sia dei servizi. Pertanto, i prezzi al consumo al netto degli energetici e degli alimentari freschi (componente di fondo; +3,8%) e al netto dei soli beni energetici (+4,2%) registrano aumenti che non si vedevano rispettivamente da agosto 1996 e da giugno 1996. Al contempo, l’accelerazione dei prezzi degli Alimentari, lavorati e non, spingono ancora più in alto la crescita di quelli del cosiddetto “carrello della spesa” (+8,2%, mai così alta da gennaio 1986, quando fu +8,6%)».

L’inflazione e il peso sulle famiglie

Su base annua aumentano sia i prezzi dei beni sia quelli dei servizi, ma con intensità diversa: i beni segnano più 11,3%, i servizi più 3,4%.

L’impatto dell’inflazione, evidenzia ancora l’Istat, è più alto sulle famiglie con minore capacità di spesa rispetto a quelle con livelli di spesa più elevati: rispettivamente il rincaro dei prezzi pesa per +9,8% e +6,1%.

Poiché i beni incidono di più sulla spesa delle famiglie meno abbienti e i servizi su quelle delle famiglie più agiate, la crescita dell’inflazione ha un impatto maggiore sulle famiglie più povere e con minore capacità di spesa. Per loro dunque l’inflazione passa dal +8,3% del primo trimestre al +9,8% del secondo trimestre dell’anno, mentre per quelle con capacità di spesa più alta accelera dal +4,9% del trimestre precedente al +6,1%.

Foto: pixabay

I Consumatori: emergenza nazionale

Sono dati che rilanciano e confermano l’allarme delle associazioni dei consumatori. Il peso dell’inflazione all’8% significa centinaia di euro in più che le famiglie dovranno sborsare solo per mangiare. I rincari possono sfiorare o superare i 3 mila euro l’anno totali per le famiglie con figli, secondo le stime delle associazioni.

È l’inflazione più alta degli ultimi 36 anni e rischia di raggiungere quota 10% ad agosto, commenta Assoutenti. “Una tragedia” per le famiglie e il potere d’acquisto.

«I prezzi dei prodotti alimentari registrano nell’ultimo mese una impennata record, aumentando del +9% rispetto allo scorso anno e addirittura del +1,1% in un solo mese – dice il presidente Furio Truzzi – Questo significa che una famiglia, solo per mangiare, deve mettere in conto una maggiore spesa in media pari a +674 euro annui».

«Siamo in presenza di un vero e proprio allarme destinato purtroppo ad aggravarsi nei prossimi mesi, con l’inflazione che potrebbe raggiungere già ad agosto quota +10%, toccando i livelli massimi per il nostro paese – prosegue Truzzi – Il Governo non può restare a guardare e, di fronte a quella che è una emergenza, deve adottare misure straordinarie a tutela delle famiglie e dell’economia, bloccando subito il prezzo dei carburanti e ricorrendo a tariffe amministrate per i beni primari come gli alimentari e l’energia».

Di “emergenza nazionale” parlano le associazioni. Per il Codacons l’inflazione all’8% si traduce in una stangata da 2457 euro l’anno per la famiglia “tipo” e di 3192 euro l’anno per una famiglia con due figli. Senza contare i rincari sulle vacanze estive.

«Un’emergenza nazionale che in assenza di un Governo in carica non può che aggravarsi ulteriormente – commenta il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona – Il taglio delle accise dei carburanti ad esempio scade il 2 agosto, il che vuol dire che dal 3 agosto, tra meno di 20 giorni, la benzina arriverà, per il self service, stando agli ultimi dati Mite, al record storico di 2 euro e 33 cent, mentre il gasolio a 2 euro e 29 cent, mentre per il servito si raggiungerà il primato di 2 euro e 46 cent per la benzina e 2 euro e 42 cent per il diesel, con devastanti ripercussioni sui costi di trasporto e di distribuzione dei prodotti, soprattutto alimentari, che si infiammerebbero ulteriormente. Entro il 30 settembre, poi, va fatto un nuovo intervento sulle bollette di luce e gas, altrimenti dal 1° ottobre scatterebbe nel quarto trimestre una stangata tale da mandare definitivamente sul lastrico le famiglie meno abbienti».

L’inflazione all’8%, prosegue, comporta una batosta di 2658 euro in più l’anno per una famiglia con due figli; di 2469 euro l’anno per una coppia con un figlio; record negativo per le famiglie numerose per le quali la stangata sarà di 2978 euro, dei quali oltre 800 solo per il cibo.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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