Inquinamento elettromagnetico, CESE propone una strategia di monitoraggio
Inquinamento elettromagnetico, il CESE propone una strategia di monitoraggio
Movimento Consumatori accoglie favorevolmente la richiesta del CESE alla Commissione europea di inserire, negli obiettivi digitali del decennio, il monitoraggio dei livelli di inquinamento elettromagnetico
L’8 luglio scorso, il Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE), chiamato dalla Commissione europea a esprimersi sull’Agenda degli obiettivi per il decennio digitale 2030 (COM/2021/118 final 2030 Digital Compass), ha richiesto che per la prima volta l’Europa si doti finalmente di una strategia di monitoraggio specifica sull’inquinamento elettromagnetico, generato dalle tecnologie di connessione internet attualmente disponibili.
“Riteniamo che questa richiesta vada nella giusta direzione – afferma Alessandro Mostaccio, segretario generale MC e rappresentante delle associazioni dei consumatori italiane al CESE che ha partecipato al gruppo di studio su questo dossier – perché ci sono ancora incertezze scientifiche rispetto a se e quanto possano essere dannosi alla salute i nuovi campi elettromagnetici creati da tutte le generazioni tecnologiche che si stanno succedendo (3G, 4G e oggi 5G) e, soprattutto, perché non sappiamo quale potrebbe essere, nel lungo periodo, l’effetto cumulativo dell’elettromagnetismo dovuto a queste tecnologie”.
Inquinamento elettromagnetico, la proposta del CESE
“Ad oggi la maggior parte dei Paesi Ue (tra cui l’Italia) non ha un piano nazionale di monitoraggio dei livelli di elettromagnetismo, normalmente hanno una legge che impone dei limiti, ma non ne monitorano in maniera organizzata e continuativa i livelli”, spiega Movimento Consumatori.

Il CESE nel suo parere specifica che questo monitoraggio permetterebbe “l’elaborazione di un corpus di letteratura su questo tema, al fine di garantire lo stato di salute dei cittadini una volta che siano state introdotte le nuove cartelle cliniche elettroniche europee e che i dati possano essere oggetto di confronti incrociati“.
L’ipotesi sarebbe quella di delegare a ogni Stato membro il monitoraggio di questo aspetto e i risultati dovrebbero confluire in un’unica banca dati europea.
“In questa situazione – conclude Mostaccio – precauzione vuole che almeno si monitorino in maniera coordinata i livelli di inquinamento. Cercheremo ulteriori interlocuzioni con la Commissione europea su questo tema, perché riteniamo sia giusto rafforzare la fiducia dei cittadini in questo settore che si sta evolvendo ad una velocità oltre l’immaginabile”.

