Oncologia, Associazioni invitano i pazienti a non rimandare i controlli

L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ha inevitabilmente cambiato l’organizzazione delle strutture ospedaliere e tanti pazienti hanno dovuto rinviare le visite mediche prenotate o hanno comunque preferito farlo per timore del contagio. Una preoccupazione che ha riguardato in particolar modo le categorie più a rischio, come i pazienti affetti da patologie oncologiche o oncoematologiche, resi vulnerabili dalla malattia tumorale o dagli effetti dei trattamenti farmacologici e radioterapici.

Infatti sin dall’inizio della pandemia le Associazioni che si occupano dei pazienti affetti da gravi patologie (come AIOM, AIRO, SIE) hanno lanciato appelli ai cittadini e alle istituzioni nazionali e regionali affinché si assicurasse la continuità delle terapie farmacologiche, dei trattamenti radioterapici e dei controlli, e per rassicurare cittadini e caregiver sulle strategie messe in atto dal Governo per la tutela della salute dei pazienti e di tutta la popolazione.

Oncologia, impatto del Covid-19 sulle cure mediche

La ricerca condotta dall’Associazione dei chirurghi ospedalieri italiani (ACOI) in tutte le regioni italiane, sull’andamento delle visite, dei percorsi di prevenzione e cura delle varie patologie e, in particolare, delle problematiche di natura oncologica in tempo di Covid-19, ha mostrato che l’attività di chirurgia oncologica è diminuita di circa il 60%. Un calo dovuto sia alle esigenze delle strutture stesse, “concentrate sui servizi per contrastare il coronavirus e quindi alla carenza di medici anestesisti, così come la contrazione del personale di sala operatoria e di medici e paramedici dirottati alle cure Covid” – si legge sulla nota stampa di ACOI – sia alla paura dei pazienti.

 

Oncologia, impatto del Covid-19 sulle cure mediche
Oncologia, impatto del Covid-19 sulle cure mediche

Un’altra indagine, svolta da 30 associazioni di pazienti su 774 assistiti su tutto il territorio nazionale, i cui dati sono stati riportati da la Repubblica, ha rilevato che “a livello nazionale il 36% dei pazienti ha lamentato la sospensione di esami e visite di follow-up. Un paziente su 5 ha segnalato la sospensione degli esami diagnostici, ma solo un 3% riferisce lo stop delle cure”. Inoltre, durante la pandemia è stata registrata una “diminuzione di 20 mila nuove diagnosi in due mesi, secondo la dichiarazione di Stefania Gori, presidente Fondazione Aiom e direttore del Dipartimento di Oncologia Medica all’Irccs Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, riportata sul quotidiano.

AIOM: i pazienti tornino nel reparto oncologia

“Invitiamo tutti i pazienti oncologici a tornare negli ospedali per sottoporsi a cure, esami e controlli. Siamo già ripartiti e abbiamo ripreso con le consuete attività d’assistenza anche nei territori più colpiti dall’emergenza Covid. È giunto ora il momento di riorganizzare l’oncologia del nostro Paese, puntando sul potenziamento della medicina del territorio anche per quanto riguarda le cure anti-tumorali. Sono necessari medici e infermieri, appositamente formati, in grado di gestire alcune terapie a livello domiciliare e nelle strutture sanitarie territoriali. Così potremmo evitare di intasare ulteriormente gli ospedali nei prossimi mesi”.

È questa la proposta avanzata ieri dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica durante un webinar organizzato con il supporto di Novartis, dal titolo “Coronavirus e Pazienti Oncologici, L’AIOM incontra le associazioni”. Un evento pensato con l’obiettivo di instaurare, in questo momento particolare, un dialogo costruttivo tra malati e clinici. Hanno partecipato in totale oltre 90 associazioni di pazienti e migliaia di utenti hanno seguito la diretta sulla pagina Facebook della Società Scientifica.

Farmaci a domicilio, telemedicina, AIOM propone nuove soluzioni

“Siamo convinti che certe prestazioni oncologiche possano essere trasferite dagli ospedali al territorio. – Ha affermato Giordano Beretta, Presidente Nazionale AIOM – I farmaci orali possono essere consegnati direttamente a domicilio mentre alcune terapie infusionali potrebbero essere somministrare nei locali dell’ASL o dell’ATS. Per fare tutto ciò è però indispensabile attivare e rendere finalmente operative le Reti Oncologiche Regionali. Per gli esami di follow up si potrà sempre più ricorrere ai nuovi strumenti della telemedicina. Alcuni dei controlli periodici dovranno per forza essere svolti direttamente negli ospedali”.

La vaccinazione anti-influenzale

Durante il webinar dell’AIOM è emersa anche l’esigenza, per la prossima stagione, di una vaccinazione anti-influenzale a tappetto di tutti i malati oncologici.

“E’ uno strumento di prevenzione importante e diventa ancor più fondamentale a partire dal prossimo autunno – ha aggiunto Saverio Cinieri, Presidente Eletto AIOM -. Grazie all’immunizzazione potremo meglio distinguere i casi di normale influenza stagionale dai contagi da Covid-19. Come Società Scientifica da anni raccomandiamo a tutti i nostri pazienti il ricorso al vaccino anti-influenzale. Si tratta di un presidio sanitario sicuro, poco invasivo e che può determinare grandi benefici ad un paziente immuno-depresso come quello oncologico. Estendiamo poi l’invito anche a familiari, caregiver e a chiunque viva a stretto contatto con i malati”.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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